22 DICEMBRE 2023

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22 DICEMBRE 2023 - 10:21


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RAVENNA: Nuova caserma e nuovo ponte mobile, i progetti del porto per il 2024 | VIDEO

Sarà un anno di grandi cambiamenti per il porto di Ravenna. L’autorità portuale ha fatto il punto sull’attività dello scalo romagnolo nel 2023, presentando i piani per il 2024.

“Tutto sommato direi che non è andata male” Così il presidente dell’autorità portuale Daniele Rossi presentando i dati sull’attività del 2023 del porto di Ravenna. L’anno in corso ha visto una flessione del traffico, con un -5% rispetto al 2022, che viene comunque visto come un bicchiere mezzo piano, soprattutto se consideriamo che l’anno precedente aveva segnato numeri record. Una sorta di ristabilizzazione quindi, che permette di guardare al futuro. Nel 2024 sono tanti i progetti in cantiere che riguarderanno anche l’arrivo del rigassificatore. Uno di questi è la nuova caserma dei vigili del Fuoco nel complesso della Fabbrica Vecchia.

“E’ indispensabile perché con l’arrivo del rigassificatore abbiamo necessità che i vigili del fuoco siano collocati dentro a un’area efficiente vicino all’imboccatura del porto che gli consenta di intervenire in modo tempestivo – spiega Rossi - In più ci da la possibilità di recuperare un monumento storico. Il progetto c’è già, ora si tratta di preparare il bando di gara e avviare i lavori”

Tra le nuove idee c’è anche quella di un secondo ponte mobile: “Quello attuale ha oltre 13 anni. Ci transitano 10 milioni di veicoli. Penso che sia ora di sgravarlo in parte del traffico realizzando un secondo ponte nelle vicinanze”




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EMILIA-ROMAGNA: Affitti brevi, Corte costituzionale conferma competenza delle Regioni a intervenire

“La sentenza riconosce la competenza delle Regioni a intervenire su una questione che riguarda da vicino la qualità della vita delle nostre città e il diritto all’abitare. Prendiamo atto dei rilievi formulati dalla Corte su due specifiche disposizioni e ne approfondiremo le motivazioni per procedere ai necessari adeguamenti. Resta fermo il nostro impegno a lavorare, insieme ai Comuni, per un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela della residenzialità”. Così l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia, sulla sentenza con cui la Corte costituzionale si è pronunciata sul ricorso presentato dal Governo circa la legge regionale sugli affitti brevi, approvata lo scorso anno dall’Emilia-Romagna. La pronuncia, che riconosce la competenza delle Regioni a intervenire in materia anche attraverso strumenti urbanistici e respinge le censure relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza, riguarda due specifiche disposizioni della normativa, gli articoli 4 e 5. Le restanti disposizioni della legge regionale rimangono in vigore. La legge regionale ha introdotto la destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’ e previsto la possibilità per i Comuni di stabilire limiti percentuali alle locazioni turistiche nelle zone più sensibili, oltre a restrizioni sui frazionamenti e sulle demolizioni finalizzati a nuove destinazioni per affitti brevi. Nella sentenza, la Corte riconosce che il contrasto all’overtourism rappresenta un obiettivo meritevole di tutela, ma ritiene che l’articolo 4 sia sproporzionato rispetto alle finalità perseguite, poiché applicabile all’intero territorio regionale, senza distinzioni tra le diverse realtà locali. La Consulta rileva inoltre una disparità di trattamento tra chi gestisce locazioni turistiche e chi opera nel settore delle strutture ricettive extralberghiere. Quanto all’articolo 5, che disciplina l’insediamento della nuova destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’, la Corte osserva che le criticità individuate nell’articolo 4 si riflettono anche su questa disposizione. “La scelta dell’Emilia-Romagna nasce dalla necessità di affrontare un fenomeno che in alcune città e territori sta incidendo sempre di più sulla disponibilità di abitazioni per chi vi risiede stabilmente-afferma l’assessore Paglia-. Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per la nostra economia, ma la sua crescita deve potersi accompagnare alla tutela del diritto all’abitare e alla possibilità, per le comunità locali, di continuare a vivere nei propri centri urbani. È su questo equilibrio che abbiamo costruito il nostro intervento legislativo, nella convinzione che le Regioni debbano poter esercitare pienamente le proprie competenze per affrontare problemi concreti che interessano le comunità. La sentenza riconosce questa possibilità e respinge le contestazioni del Governo relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza. Allo stesso tempo, la Corte individua alcuni aspetti della disciplina che richiedono una revisione: approfondiremo le motivazioni insieme agli esperti che hanno seguito il percorso normativo, per individuare le soluzioni più appropriate, nel pieno rispetto delle indicazioni della Corte. L’obiettivo resta quello di mettere a disposizione dei Comuni strumenti efficaci e proporzionati, capaci di rispondere alle diverse esigenze dei territori, ma quando la Corte Costituzionale interviene- conclude Paglia- non si discute, ci si adegua”.