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Thumbnail EMILIA-ROMAGNA: Affitti brevi, Corte costituzionale conferma competenza delle Regioni a intervenire

EMILIA-ROMAGNA: Affitti brevi, Corte costituzionale conferma competenza delle Regioni a intervenire

ATTUALITÀ - “La sentenza riconosce la competenza delle Regioni a intervenire su una questione che riguarda da vicino la qualità della vita delle nostre città e il diritto all’abitare. Prendiamo atto dei rilievi formulati dalla Corte su due specifiche disposizioni e ne approfondiremo le motivazioni per procedere ai necessari adeguamenti. Resta fermo il nostro impegno a lavorare, insieme ai Comuni, per un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela della residenzialità”. Così l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia, sulla sentenza con cui la Corte costituzionale si è pronunciata sul ricorso presentato dal Governo circa la legge regionale sugli affitti brevi, approvata lo scorso anno dall’Emilia-Romagna. La pronuncia, che riconosce la competenza delle Regioni a intervenire in materia anche attraverso strumenti urbanistici e respinge le censure relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza, riguarda due specifiche disposizioni della normativa, gli articoli 4 e 5. Le restanti disposizioni della legge regionale rimangono in vigore. La legge regionale ha introdotto la destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’ e previsto la possibilità per i Comuni di stabilire limiti percentuali alle locazioni turistiche nelle zone più sensibili, oltre a restrizioni sui frazionamenti e sulle demolizioni finalizzati a nuove destinazioni per affitti brevi. Nella sentenza, la Corte riconosce che il contrasto all’overtourism rappresenta un obiettivo meritevole di tutela, ma ritiene che l’articolo 4 sia sproporzionato rispetto alle finalità perseguite, poiché applicabile all’intero territorio regionale, senza distinzioni tra le diverse realtà locali. La Consulta rileva inoltre una disparità di trattamento tra chi gestisce locazioni turistiche e chi opera nel settore delle strutture ricettive extralberghiere. Quanto all’articolo 5, che disciplina l’insediamento della nuova destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’, la Corte osserva che le criticità individuate nell’articolo 4 si riflettono anche su questa disposizione. “La scelta dell’Emilia-Romagna nasce dalla necessità di affrontare un fenomeno che in alcune città e territori sta incidendo sempre di più sulla disponibilità di abitazioni per chi vi risiede stabilmente-afferma l’assessore Paglia-. Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per la nostra economia, ma la sua crescita deve potersi accompagnare alla tutela del diritto all’abitare e alla possibilità, per le comunità locali, di continuare a vivere nei propri centri urbani. È su questo equilibrio che abbiamo costruito il nostro intervento legislativo, nella convinzione che le Regioni debbano poter esercitare pienamente le proprie competenze per affrontare problemi concreti che interessano le comunità. La sentenza riconosce questa possibilità e respinge le contestazioni del Governo relative alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza. Allo stesso tempo, la Corte individua alcuni aspetti della disciplina che richiedono una revisione: approfondiremo le motivazioni insieme agli esperti che hanno seguito il percorso normativo, per individuare le soluzioni più appropriate, nel pieno rispetto delle indicazioni della Corte. L’obiettivo resta quello di mettere a disposizione dei Comuni strumenti efficaci e proporzionati, capaci di rispondere alle diverse esigenze dei territori, ma quando la Corte Costituzionale interviene- conclude Paglia- non si discute, ci si adegua”.

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FAENZA: Le ceramiche di "Muky" esposte al MIC | FOTO

Inaugurata al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza una mostra interamente dedicata a "Muky" per celebrare i cento anni dell'artista.

Thumbnail RAVENNA: Porto, traffici in crescita del 2,7% nei primi 8 mesi del 2026 | VIDEO

RAVENNA: Porto, traffici in crescita del 2,7% nei primi 8 mesi del 2026 | VIDEO

Il Porto di Ravenna conferma la propria tenuta commerciale registrando nei primi otto mesi del 2026 oltre 18,3 milioni di tonnellate di merci movimentate, con un incremento del 2,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A spingere le attività è soprattutto il comparto dei prodotti petroliferi, in rialzo del 16,8% con quasi 2,9 milioni di tonnellate — tra cui circa 957 mila destinate al rigassificatore — e dei materiali da costruzione, cresciuti del 7,2% superando quota 3,3 milioni di tonnellate. Positivo anche il dato sulle materie prime per il distretto ceramico di Sassuolo, in salita del 5,1%. I dati complessivi dei primi nove mesi dell'anno proiettano il volume totale a 20,5 milioni di tonnellate (+1,4%), nonostante un fisiologico rallentamento registrato a settembre a causa delle perduranti tensioni geopolitiche internazionali e della crisi della catena logistica globale. I contraccolpi dei mercati esteri si avvertono sul comparto metallurgico, in flessione del 5,4%, e sul settore agroalimentare, che segna una contrazione dell'1,4%. Ciononostante, il porto compensa le difficoltà del bacino del Mar Nero diversificando le rotte e aumentando l'import di prodotti agricoli dal continente americano. Exploit senza precedenti per il settore crocieristico: nei primi nove mesi si contano ben 84 scali e oltre 343 mila passeggeri, segnando un balzo del 50,2% pari a 114 mila presenze complessive in più rispetto al 2025. Il presidente dell'Autorità Portuale, Francesco Benevolo, sottolinea come la natura versatile e multipurpose dello scalo ravennate stia permettendo di attutire gli shock internazionali, garantendo stabilità grazie al lavoro coordinato dell'intera comunità portuale.


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