10 FEBBRAIO 2026

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10 FEBBRAIO 2026 - 23:06


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CALCIO: A Chiavari si è visto il peggior Cesena della stagione | VIDEO

Come riassumere Entella-Cesena usando solo cinque parole? Semplice: la peggior partita della stagione. Un Cavalluccio troppo brutto per essere vero torna da Chiavari con 0 punti e addirittura 3 gol sul groppone, nati da svarioni clamorosi e – cosa ancor più grave – da un atteggiamento inaccettabile, specialmente in campacci insidiosi come il Sannazzari, dove l'Entella vince spesso, non perde quasi mai e ha una media da playoff. Gli uomini di Chiappella vincono tutti i contrasti e, quando non riescono a costruire, ringraziano il Cesena. Come al minuto 26, quando Francesconi sbaglia il controllo, Karic salta come un birillo Bisoli e la mette nell'angolino. Primo tiro degli avversari e primo gol, come da tradizione. Passano due minuti e la squadra di Mignani mette finalmente il naso fuori: Olivieri disegna un cross interessante che Shpendi sporca, mentre Bisoli sbatte contro la schiena del provvidenziale Di Mario, che cancella il possibile 1-1. All'intervallo restano negli spogliatoi l'infortunato Shpendi, l'ammonito Francesconi, che da play proprio non convince, e l'impalpabile Olivieri. Mignani concede una chance a Cerri, ma i suoi piani vengono subito rovinati da un'altra sciagura difensiva: Frabotta mette in difficoltà Mangraviti, che viene mangiato in scivolata, la palla arriva a Cuppone che disorienta prima Ciofi e poi Klinsmann. Due a zero e palla al centro. Tra i bianconeri, gli unici a provarci sono Berti e soprattutto Cerri, che al 77' la riapre, mettendosi in tasca Del Lungo sul cross di Ciofi e tirando uno scaldabagno sotto la traversa. La sensazione è che l'inerzia possa finalmente cambiare. E invece no, perchè il Cesena consegna nuovamente la partita all'Entella rannicchiandosi davanti a un Klinsmann mai così in difficoltà. Guardare per credere ciò che accade al minuto 83: angolo di Karic, tocco di Tirelli e incredibile frittata del portierone americano, che fa calare il sipario su una partita da dimenticare in fretta.




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CALCIO: 1926-2026, i primi 100 anni della Sampierana | VIDEO

Ricorrenza d’eccezione per la Sampierana. Il club calcistico di San Piero in Bagno festeggia quest’anno il suo centenario dalla fondazione. Tante le iniziative in programma nei prossimi mesi per ricordare chi non c’è più e rinnovare i valori che la società bianconera ha voluto trasmettere alla comunità e al movimento giovanile nell'arco della sua storia. L'evento inaugurale si è tenuto sabato 18 aprile presso l'Aula Magna della scuola media di San Piero.  “Impavidum ferient rovinae”: “Invano le rovine colpiranno colui che è impavido”. Così scriveva nelle sue Odi il poeta romano Orazio nel 23 a.C. per descrivere l’uomo di carattere, retto e coraggioso che anche davanti alla caduta del mondo intero sarebbe rimasto ligio al suo dovere e alle sue opinioni. Una frase che ai giorni nostri è ancora la linfa di idee e progetti semplici, ma pieni di significato. Come quello della Sampierana, società calcistica di San Piero che sotto le parole di Orazio – riportate in cima al proprio stemma – ha saputo costruire 100 anni di storia sportiva e sociale celebrati con un momento di incontro collettivo. Al quale hanno partecipato i dirigenti della società, a cominciare dal presidente Oberdan Melini, autorità locali come il sindaco di Bagno di Romagna Enrico Spighi, il presidente della Provincia di Forlì-Cesena Enzo Lattuca e la consigliera regionale Francesca Lucchi. Ma anche rappresentanze del Coni come la vicepresidente regionale Milva Rossi; Simone Alberici, presidente Figc-Lnd Comitato Regione Emilia-Romagna e due nomi di eccezione come gli ex arbitri di Serie A Paolo Dondarini e Gianluca Aureliano, oggi Var internazionale. Un secolo di vita, calcio, aggregazione giovanile, sviluppo e valorizzazione del territorio. Ma soprattutto formazione ed educazione. Valori alla base della società fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1926 per mano di Mario Nuti. Che, come l’uomo di Orazio, la Sampierana difenderà e coltiverà senza farsi intimorire dalle “rovine moderne”.