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ROMAGNA: Torna nelle piazze la stella di natale AIL

ATTUALITÀ - Venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 dicembre tornano nelle piazze della Romagnole Stelle di Natale AIL che i volontari offriranno nelle piazze che trovate nel sito www.ailforlicesena.it, nei social.  Con le stelle potrete contribuirete a sostenere la ricerca  e la cura dei  tumori del sangue (leucemia, linfomi e mielomi ) svolta presso l’Ematologia dell’Istituto Tumori di Meldola e l’assistenza medica, psicologica e riabilitativa che Ail di Forlì e Cesena mette a disposizione di pazienti e famiglie al loro domicilio.

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RAVENNA: Cannavacciuolo nel menù, condannati due ristoratori

CRONACA - Due coniugi di origine cubana di 34 e 52 anni sono stati condannati dal Tribunale di Ravenna a quattro mesi e 3.000 euro di multa per uso in concorso di marchio registrato: quello dello chef napoletano Antonino Cannavacciuolo. Nello stesso processo era imputato anche un 65enne bresciano assolto "per non avere commesso il fatto": assieme ai due cubani, amministrava la società di Brescia che - secondo quanto riferito dai due quotidiani locali - si era occupata della gestione del locale al centro dei fatti: il ristorante-pizzeria 'Saporetti' di Marina di Ravenna. La vicenda era maturata tra il settembre e il dicembre 2019.  In passato il locale che portava quel nome era stato un punto di riferimento assoluto per Ravenna tanto da essere frequentato anche dal'imprenditore Raul Gardini. Dopo avere saputo da una ammiratrice via Facebook che esisteva un menù con il suo nome accostato alla riapertura del locale e che il tutto era stato persino pubblicizzato con un camion vela con la sua foto, Cannavacciuolo aveva prima fatto chiamare Saporetti dalla segretaria che si era finta cliente. E poi aveva fatto denuncia ai carabinieri della stazione di Orta San Giulio (Novara). Tutto ripetuto il 9 ottobre in Tribunale a Ravenna quando lo chef aveva ribadito che il marchio "è registrato nel 2017 e non ne ho mai concesso l'utilizzo" aggiungendo di avere conosciuto la ragazza di origine cubana: "Con lei feci una puntata di 'Cucine da incubo'" nel 2016 in quel di Mantova, "ma non poteva usare la mia immagine se non in quel contesto". I due coniugi, la cui difesa (avvocato Massimo Pleiadi) ha già annunciato appello, ora gestiscono un locale a Reggio Emilia.

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CESENA: Torna il capodanno in piazza con i Moka Club | VIDEO

ATTUALITÀ - Dopo 3 anni di stop torna il capodanno in piazza a Cesena. L’evento è stato presentato dal Comune. Saranno i Moka Club ad animare il capodanno cesenate nella tradizionale festa in piazza, che torna dopo 3 anni di stop. L’ultima edizione era stata quella del 2021, segnata dalle stringenti normative covid, con l’orchestra di Mirko Casadei che si era esibita sul palco della Rocca Malatestiana in diretta su Teleormagna. Ora si torna invece a ballare in piazza, dopo che per due anni il Comune aveva preferito rinunciare alla festa. Determinante l’aiuto di Cesena Fiera, che ha contribuito con 10mila euro, sommati ai 20mila messi dall’amministrazione.  Si parte alle 23 con i Moka Club sul palco, che per l’occasione festeggeranno i 30 anni di carriera: "Faremo un'anteprima del tour 2025 che presenteremo nella sua interezza in estate - spiega il bassista Tony Mannaja - ma faremo un'anteprima già direttamente a notte di capodanno basato sugli anni 90 ma non solo, anche un po' di anni 80 e di brani più moderni, sempre col nostro marchio mash-up, live" Intanto nelle strade del centro è iniziato il montaggio delle luminarie. L’accensione è prevista per sabato 7 dicembre.

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TRENTO: Caso Pedri, Azienda sanitaria chiede risarcimenti per 645mila euro

ATTUALITÀ - Nuova udienza del processo con rito abbreviato per i presunti maltrattamenti nel reparto di ginecologia e ostetricia dell'ospedale di Trento. Il gup Marco Tamburrino ha ascoltato nella mattinata gli avvocati delle parti civili. L'audizione era iniziata lo scorso venerdì 29 novembre, al termine della requisitoria dell'accusa, rappresentata dalla pm Maria Colpani, che ha chiesto quattro anni, due mesi e venti giorni per l'ex primario Saverio Tateo e per la sua vice, Liliana Mereu. Il legale dell'Avvocatura dello Stato, per conto dell'Azienda sanitaria di Trento, ha sostenuto le richieste dell'accusa e chiesto un risarcimento di 625.000 euro, a cui si aggiungono altri 20.000 euro di spese patrimoniali. In aula erano presenti anche alcune delle operatrici sanitarie costituitesi parti civili. Il procedimento sui presunti maltrattamenti è scaturito dalle indagini seguite alla scomparsa della ginecologa, Sara Pedri, 31enne di Forlì, di cui si sono perse le tracce dal 4 marzo 2021. Le parti offese individuate dalla Procura di Trento sono 21, tra cui la stessa Pedri. I due imputati si sono sempre dichiarati innocenti. Nelle prossime udienze, una fissata per il prossimo 13 dicembre e due nel mese di gennaio, verranno ascoltati gli avvocati della difesa.

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BOLOGNA: Strage dell'Itc Salvemini, il ricordo nel 34° anniversario

ATTUALITÀ - Il 6 dicembre 1990 un aereo militare in avaria abbandonato dal pilota precipitò alle 10.33 sull'allora succursale dell'Istituto Tecnico Commerciale 'Gaetano Salvemini' a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, provocando la morte di undici studentesse e uno studente della classe 2/a A e una novantina di feriti, molti dei quali riportarono invalidità permanenti. Il 34° anniversario della strage sarà ricordato con una serie di iniziative dal 4 al 6 dicembre ed in particolare, il 5, con la presentazione del podcast di Radio 24 "Cherosene. Storia di un aereo contro una scuola". Dalla presentazione del libro di Filippo Venturi "Il delitto della finestrella" il 4 dicembre, che contiene un ricordo della strage, alla novità del podcast di Radio24, fino alla commemorazione ufficiale di venerdì 6, con corteo e messa, "questo percorso di rafforzamento della memoria collettiva è importante perché - sottolinea il sindaco di Casalecchio, Matteo Ruggeri - nella costruzione di una comunità non contano solo i momenti belli e felici: nella costruzione di una memoria collettiva contano anche i momenti dolorosi, i momenti tremendi. Questi momenti ci appartengono: a chi oggi come nel 1990 faceva già parte di questa comunità, a chi in questa comunità è arrivato e desidera conoscerne la storia". Il jet, un Macchi Mb326 dell'Aeronautica, era partito per un'esercitazione da Villafranca (Verona): lo pilotava un sottotenente che tentò invano l'atterraggio di emergenza all'aeroporto di Bologna e riuscì a salvarsi, riportando qualche lesione, lanciandosi con il seggiolino eiettabile. Nel '95 il pilota e due superiori furono condannati in primo grado a due anni e sei mesi di reclusione, ma la Corte d'Appello, e infine la Cassazione nel '98, ribaltarono la sentenza, assolvendo i tre imputati da ogni accusa perché "il fatto non costituisce reato". La strage venne dunque attribuita a un tragico incidente, una fatalità.

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