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PESARO: Schianto mortale, perde la vita imprenditore di Cattolica

CRONACA - Un grave incidente stradale è costato la vita a Giorgio Selva, 61 anni, imprenditore di Cattolica e amministratore delegato della storica azienda marignanese Tessitura Selva. La tragedia è avvenuta a mezzogiorno di giovedì nella frazione di Osteria Nuova, nel Comune di Montelabbate nel pesarese. Selva era in sella alla sua moto Bmw quando, all’incrocio tra via Buonarroti e via Nilde Iotti, si è scontrato violentemente con una Lancia Musa guidata da un coetaneo del posto. L’impatto è stato devastante: la moto è finita in un campo adiacente e l’imprenditore è stato scaraventato sull’asfalto. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma per il 61enne non c’è stato nulla da fare. Secondo i primi rilievi dei carabinieri, entrambi i mezzi procedevano nella stessa direzione quando l’auto avrebbe iniziato una svolta, venendo colpita dalla moto sulla fiancata. Il conducente dell’utilitaria, sotto shock e colpito da un malore, è stato soccorso dai sanitari. Giorgio Selva era molto conosciuto in Romagna: alla guida della Tessitura Selva, fondata negli anni ’30, aveva portato l’azienda a crescere fino a tre stabilimenti e circa 140 dipendenti, con un mercato che dal territorio si è allargato all’estero, Croazia, Egitto, Romania, Ungheria e Stati Uniti. Lascia la moglie Stefania e i figli Giovanni e Alessandro.

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FORLÌ: Fratellini morti dopo crollo silos, chiesto maxi risarcimento

CRONACA - La famiglia dei tre fratellini rimasti uccisi nel crollo di un silos nell’aprile 2023 a Bertinoro, nel Forlivese, si è costituita parte civile nel procedimento penale in corso, chiedendo un risarcimento di 4 milioni di euro e chiamando in causa la compagnia assicurativa dell’azienda agricola Casagrande. E' quanto emerso nell’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari Massimo De Paoli, che ha accolto la richiesta presentata dall’avvocato Alessandro Sintucci, legale dei genitori e della sorella sopravvissuta. Il giudice ha ammesso sia la costituzione di parte civile sia la chiamata della compagnia assicurativa per la responsabilità civile. La prossima udienza è fissata a novembre, quando potrebbe comparire il difensore della compagnia. Gli indagati sono due: lo zio delle vittime e il rappresentante legale dell’azienda agricola, accusati entrambi di omicidio colposo plurimo. Lo zio è assistito dall’avvocato Antonio Baldacci, mentre il legale rappresentante è difeso da Antonio Giacomini. Le indagini, coordinate dal pm Laura Brunelli, hanno disposto diverse perizie tecniche per accertare se i silos rispettassero i progetti, se fossero necessarie barriere o cartelli di segnalazione e se la condotta dello zio fosse imprudente per aver lasciato le chiavi dell’auto alla nipote 18enne, munita solo di foglio rosa. Il tragico incidente, come ricorda la stampa locale, avvenne il 7 aprile 2023, quando il maxi container di mangime franò sull’auto – una Opel Zafira – mentre la giovane stava facendo pratica di guida nel cortile dell’azienda con a bordo i fratelli Ousama, 13 anni, e Marva, 9. Tutti e tre morirono sul colpo.

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EMILIA-ROMAGNA: Immobili confiscati, dal 2011 recuperati 49 beni | VIDEO

ATTUALITÀ - L’Emilia-Romagna si conferma tra le regioni più virtuose in Italia per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Dal 2011 a oggi sono stati recuperati 49 immobili, grazie a un investimento complessivo di oltre 7,2 milioni di euro. Solo nel 2025 sono stati finanziati 39 progetti con risorse per oltre 1,1 milioni, tra cui il recupero di 15 abitazioni legate all’inchiesta Aemilia, restituite alla collettività con un impegno di circa 650mila euro. Tra gli interventi più rilevanti figurano due immobili a Reggio Emilia e una palazzina con 13 alloggi a Sorbolo Mezzani, destinata a famiglie in difficoltà. In provincia di Modena alcuni beni saranno trasformati in poli di aggregazione e spazi culturali. Come sottolinea l’assessora regionale alla Legalità Elena Mazzoni, l’impegno è duplice: restituire gli immobili alla comunità con finalità sociali e promuovere la cultura della legalità attraverso attività educative, laboratori, festival e percorsi nelle scuole.Un percorso che resta comunque complesso e spesso lungo, poiché il recupero può avvenire solo dopo la confisca definitiva. Non di rado gli immobili, rimasti inutilizzati per anni, si trovano in condizioni di forte degrado, rendendo necessari interventi di riqualificazione onerosi ma fondamentali per restituire valore ai territori. Il riutilizzo sociale dei beni confiscati non è solo un’operazione di recupero edilizio, ma un segnale concreto di riscatto civile: trasformare simboli di illegalità in luoghi di solidarietà per ridare fiducia ai territori e rafforzare la cultura della legalità.

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VOLLEY: La Consar Ravenna affronta il primo test stagionale contro Siena

SPORT - Domani alle 17, al Pala Costa, la Consar Ravenna svolgerà un allenamento congiunto contro l’Emma Villas Codyeco Lupi Siena, al termine della terza settimana di preparazione. Questo test rappresenta un primo banco di prova in vista del campionato di A2, che inizierà il 19 ottobre. Il coach Antonio Valentini spera di vedere un buon livello di agonismo e di ottenere risposte su aspetti tecnici su cui la squadra ha iniziato a lavorare. Il lavoro in palestra procede bene, anche se il gruppo è ancora in fase di rodaggio a causa dei tanti nuovi innesti. Tra le fila di Siena figurano due ex Consar: il centrale Victorio Ceban e lo schiacciatore Felipe Benavidez. Intanto è stata anticipata la data del secondo test: si giocherà a Fano contro l’Essence Hotels mercoledì 24 settembre, con orario ancora da definire.

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EMILIA-ROMAGNA: Doppio stop a Israele, dal porto di Ravenna alla fiera di Rimini | VIDEO

ATTUALITÀ - L’Emilia-Romana prende posizione contro Israele. Dalla Regione, come da Ravenna e Rimini arrivano due segnai forti contro il massacro che si sta compiendo a Gaza Da una parte Ravenna, che blocca un carico di armi destinate all’esercito, dall’altra Rimini, che chiude le porte della fiera internazionale del turismo. Dall’Emilia-Romagna arriva un doppio segnale politico e simbolico contro Israele. Giovedì pomeriggio, nel porto di Ravenna, due container di munizioni provenienti dalla Repubblica Ceca e diretti a Haifa sono stati fermati prima dell’imbarco. L’intervento del sindaco Alessandro Barattoni, della presidente della Provincia Valentina Palli e del presidente della Regione Michele De Pascale, che hanno inviato una comunicazione formale alla società Sapir, ha impedito che i camion varcassero i cancelli dello scalo. La decisione è arrivata dopo le proteste di martedì 16 settembre, quando migliaia di persone avevano sfilato lungo le banchine per chiedere lo stop al transito di armi verso Israele.  Poche ore più tardi, a Rimini, un altro strappo: lo stand dell’ente del turismo israeliano non sarà presente al TTG Travel Experience, una delle principali fiere internazionali del settore, in programma dall’8 al 10 ottobre. La decisione è arrivata dopo la lettera inviata dal sindaco Jamil Sadegholvaad e dal presidente De Pascale, con cui si chiedeva di rivedere la partecipazione israeliana perché «inopportuna». «Non crediamo davvero che oggi sia eticamente e moralmente accettabile proporre come destinazioni di vacanza luoghi di guerra, terrore e morte», ha scritto il primo cittadino. Dentro i confini italiani, il dibattito si è acceso: la segretaria del Pd Elly Schlein ha elogiato la presa di posizione delle amministrazioni locali, sottolineando come stiano «facendo quello che il governo non fa», mentre la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha parlato di «decisione sorprendente e sbagliata» ricordando che «il turismo deve essere un ponte di pace». Una critica a cui ha risposto De Pascale: «In Emilia-Romagna sappiamo da che parte stare: con le vittime innocenti e gli ostaggi, mai con i governi criminali e le organizzazioni terroristiche»

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