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RIMINI: Morte paracadutista, indagine per omicidio colposo

CRONACA - La Procura di Pesaro ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, per fare luce sulla morte dei due paracadutisti deceduti durante un lancio all’aeroporto di Fano. Si tratta di un atto dovuto per consentire gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente. Nell’ambito dell’inchiesta è stata disposta l’autopsia e sono stati sequestrati l’equipaggiamento e i dispositivi utilizzati durante il lancio. Le indagini sono affidate ai carabinieri. La tragedia si è verificata nel corso di un lancio collettivo: secondo una prima ricostruzione, i paracaduti di Violetta Laiketsion, 63 anni, residente a Rimini, ed Ermes Zampa, 70 anni, di Fano, entrambi paracadutisti esperti, si sarebbero intrecciati in volo a bassa quota, tra i 30 e i 50 metri, rendendo impossibile un atterraggio in sicurezza. Immediato l’intervento dei soccorsi, ma per entrambi non c’è stato nulla da fare. Gli accertamenti tecnici dovranno ora chiarire se all’origine dell’incidente vi siano stati errori, problemi tecnici o altre concause.

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EMILIA-ROMAGNA: Regione e Casa Artusi, intesa per valorizzare eccellenze | VIDEO

ATTUALITÀ - La Regione Emilia-Romagna e la Fondazione Casa Artusi rafforzano la collaborazione con la firma di un nuovo Protocollo d’intesa per promuovere le eccellenze agroalimentari, culturali e turistiche del territorio in Italia e all’estero. L’accordo punta a valorizzare produzioni Dop e Igp, filiere agricole, patrimonio culturale e turismo enogastronomico attraverso iniziative condivise di promozione, comunicazione ed eventi. Il Protocollo arriva a pochi giorni dal riconoscimento della Cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco, un risultato che vede l’Emilia-Romagna protagonista con 44 produzioni di qualità riconosciute e il contributo di Casa Artusi tra i sostenitori della candidatura. Gli assessori regionali all’Agricoltura, Alessio Mammi, alla Cultura, Gessica Allegni, e al Turismo, Roberta Frisoni, sottolineano l’importanza di un’azione integrata che unisca agricoltura, cultura e turismo per rafforzare l’identità regionale e l’attrattività del territorio, dal mare all’Appennino. Al centro della strategia, la figura di Pellegrino Artusi come simbolo del legame tra cibo, comunità e tradizioni. Per la Fondazione Casa Artusi, il Protocollo valorizza l’eredità del gastronomo di Forlimpopoli e rafforza il ruolo della cucina come espressione culturale dei territori. Un contributo centrale sarà svolto anche dall’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano, impegnato in attività di ricerca e divulgazione per raccontare la cucina italiana come patrimonio vivo, identitario e in continua evoluzione.

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BOLOGNA: Fondi concessi e revocati, oste anti-racket getta la spugna e chiude

ATTUALITÀ - Maurizio Di Stefano, ex libraio anti-racket in Sicilia e poi ristoratore a Bologna, è stato costretto a gettare la spugna. " Lo Stato mi aveva dato i soldi per ripartire, ma poi me li ha chiesti indietro quando ormai li avevo già investiti". Di Stefano fino a pochi giorni fa era titolare di "Liccu", un locale di cucina siciliana molto frequentato. "Ritengo di aver fatto scelte giuste, nella legalità, ma vengo trattato come un imbroglione", dice. Di Stefano era infatti stato riconosciuto vittima della mafia e una quindicina di anni fa aveva chiuso la libreria che aveva in centro a Catania, dopo ripetute intimidazioni subite. A Bologna si era rilanciato con il nuovo progetto di ristorazione, un'attività che aveva un buon successo. Il beneficio economico che gli era stato inizialmente concesso,però, gli è stato revocato e Di Stefano ha ricevuto una cartella dall'Agenzia delle Entrate, che gli chiede la restituzione dell'intera cifra. Questo per un motivo tecnico: i procedimenti penali aperti in Sicilia in conseguenza delle sue denunce sono andati avanti, ma "solo" per il reato di usura aggravata, mentre le ipotesi di estorsione sono state archiviate. Sono così venuti meno i presupposti di legge per accedere al fondo antiracket. Epilogo triste, a pochi giorni dalle feste.

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BOLOGNA: Partito l’iter per la nuova riforma dei Quartieri della città | VIDEO

ATTUALITÀ - Il Comune di Bologna ha avviato l’iter per la nuova riforma dei Quartieri della città: un percorso volto a una maggiore capacità operativa di queste aree e a un consolidamento del rapporto tra amministrazione pubblica e cittadinanza.  Un percorso di revisione e aggiornamento del sistema governativo territoriale. Il Comune di Bologna punta a una nuova riforma dei Quartieri, per ridisegnarne i poteri e metterli al centro di una città che vive grandi trasformazioni come l’urbanistica e la mobilità, intensificando il rapporto tra amministrazione pubblica e cittadinanza. Al centro il tema dei servizi e il ruolo dei quartieri, luoghi designati alla vita della comunità. Nuove visioni e proposte concrete per un progetto da attivare nel prossimo mandato: le persone interessate potranno iscriversi al Gruppo territoriale del proprio quartiere attraverso il sito online del comune. Matteo Lepore, Sindaco di Bologna: "Un percorso per rilanciare i quartieri e la partecipazione dei cittadini. Abbiamo bisogno di fare tesoro dei percorsi partecipativi di questi anni. L'urbanistica, la mobilità, la città 30 possono essere argomenti da discutere coi cittadini attraverso i quartieri. Vogliamo approvarlo entro il nostro mandato e attivarlo all'inizio del prossimo".

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