RIMINI: Omicidio Pierina, battaglia legale sui suoni captati nel garage | VIDEO
CRONACA -
Battaglia legale tra le parti al tribunale di Rimini sulla perizia fonica richiesta del Gip che ricostruisce i suoni captati nel garage di via del Ciclamino la sera dell’omicidio di Pierina Paganelli e la mattina del ritrovamento del cadavere.
File audio captati nel piano seminterrato di via del Ciclamino da ripulire. Queste le complicate operazioni tecniche in cui si sono impegnati i periti chiamati dal gip del Tribunale di Rimini per indagare su quanto hanno registrato le telecamere presenti nel piano dei garage, sia la sera dell'omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto il 3 ottobre del 2023 a Rimini, sia la mattina dopo, quella del ritrovamento del cadavere.
Suoni che ad oggi non hanno identificato alcuna persona specifica, ma che comunque potrebbero contribuire a verificare il narrato di Manuela Bianchi, la nuora della vittima, colei che la mattina dopo ha ritrovato il cadavere e che, secondo quanto ha affermato, ritrattando la sua versione dei fatti durante le indagini, sarebbe stata avvisata la mattina del 4 ottobre da Louis Dassilvia circa la presenza del cadavere della pensionata nel vano scala appunto di via del Ciclamino.
Posizioni diametralmente opposte tra le parti. “La perizia fonica è un elemento che arricchisce, a nostro avviso, il quadro accusatorio – ha dichiarato a margine dell’udienza Monica Lunedei, avvocata dei familiari della vittima -. Se anche questa perizia non avesse dato gli esiti che in effetti ha dato, non avrebbe tolto nulla all'impianto accusatorio, perché ricordiamo che l'imputato viene mantenuto in carcere sulla base di un quadro probatorio che non ha nulla a che vedere con la perizia fonica”.
“L'esito della perizia, in realtà ha confermato quanto riferito da Manuela Bianchi – ha ritenuti Marco Lunedei, avvocato dei familiari della vittima - tramite una serie di riscontri oggettivi esterni che rendono una serie di rumori compatibili con i movimenti di Dassilva la mattina del ritrovamento del cadavere”.
“Il nostro interesse era verificare il dichiarato di Manuela Bianchi e, a nostro avviso, se verrà confermato l'elaborato peritale già depositato in via preliminare, il dichiarato di Manuela Bianchi non regge”, è quanto ha sintetizzato Riario Fabbri, difensore dell’imputato.