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CESENA: Disabilità, 708 persone assistite, Labruzzo, “fare cultura” | VIDEO

ATTUALITÀ - Nel territorio dell’Unione Valle del Savio la rete dei Servizi sociali rappresenta un presidio costante per le persone con disabilità: al 31 dicembre 2024 sono 708 i cittadini presi in carico, tra cui 168 minori, con percorsi costruiti su misura in collaborazione con Ausl, scuole, Centro per l’Impiego e Terzo settore. Il punto di partenza è la valutazione dell’Unità di Valutazione Multidimensionale, che permette di definire interventi calibrati sui bisogni reali. I servizi attivi coprono una rete articolata di interventi: 363 persone nelle strutture residenziali h24, 70 nei centri diurni, 101 nei laboratori occupazionali, 85 nei percorsi di assistenza domiciliare e 34 nei programmi educativi e di inserimento lavorativo. Negli ultimi anni si registra inoltre una crescita delle attività dedicate al tempo libero e alla socializzazione. Nel 2025 torna la terza edizione di “Si può fare!”, la manifestazione promossa dal Comune di Cesena e dall’Unione Valle Savio in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre. L’iniziativa propone un mese di eventi, mostre, incontri e attività dedicati ai diritti delle persone con disabilità e ai temi dell’inclusione: tempo libero, affettività, lavoro, casa e accessibilità. L’obiettivo è sensibilizzare la comunità e rafforzare una cultura della parità di opportunità.

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FORLI’: Nautica, riparte corso IFTS, 90% degli iscritti trova lavoro | VIDEO

ATTUALITÀ - Lo ha detto di recente il vicepresidente della Regione Vincenzo Colla, l’Emilia Romagna è la “Nautica Valley” e sono sempre più necessarie formazione e competenza proprio in questo comparto. Ed è ripartito così a Forlì il corso IFTS “Tecnico di progettazione per il prodotto sostenibile”, percorso formativo dedicato alla nautica organizzato da Cna Formazione Emilia-Romagna e cofinanziato dal Fondo sociale europeo Plus 2021-2027. Si tratta dell’unico corso di questo tipo in territorio e risponde alla crescente domanda di competenze tecniche avanzate da parte delle imprese del distretto nautico regionale. Il percorso, completamente gratuito, giunge alla sesta edizione e coinvolge 18 partecipanti tra diplomati e laureati. La durata complessiva è di 800 ore, di cui 440 in aula e 360 di stage in oltre 20 aziende del territorio. Tra queste rientrano realtà di riferimento come Ferretti Group, Cantiere del Pardo – che ha ospitato la prima lezione – ed Elettronsea, insieme a una rete composta da cantieri, officine specializzate, studi di design e aziende della filiera dei materiali compositi. Il programma didattico prevede un’alternanza di moduli teorici e pratici: disegno tecnico, ingegnerizzazione del prodotto, modellazione tridimensionale, studio dei materiali e analisi delle soluzioni sostenibili. Sono 120 le ore dedicate ai software di modellazione e progettazione utilizzati nel settore, tra cui Rhinoceros, Solid Edge e SolidWorks. Dalla nascita del corso, il distretto ha formato circa cento tecnici, con un tasso di inserimento lavorativo che raggiunge il 90%. Il settore nautico regionale continua a mostrare una forte vitalità: in Romagna genera un valore di circa 1,3 miliardi di euro e a Forlì incide per l’8% sul Pil locale, sostenuto da un sistema integrato che comprende imprese, centri di formazione e Università di Bologna, con il corso di laurea in Ingegneria nautica. Le aziende del comparto stanno intensificando gli investimenti nella formazione interna e prevedono un fabbisogno crescente di progettisti, tecnici specializzati, falegnami, elettricisti e figure capaci di operare lungo tutta la filiera produttiva. Proprio per questo, il progetto punta a consolidare il collegamento con gli istituti superiori e professionali del territorio, preparando nuove competenze in linea con l’evoluzione della nautica contemporanea.

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RIMINI: Omicidio Pierina, testimoni in contraddizione e nuovi dettagli dal garage | VIDEO

CRONACA - Nell’ultima udienza al tribunale di Rimini sull’uccisione di Pierina Paganelli, vicini e conoscenti della vittima hanno ricostruito le ore attorno al delitto di via del Ciclamino. E dai racconti emergono contraddizioni.   Giunti alla quinta udienza le testimonianze si accumulano ed emergono le prime contraddizioni. Lunedì è stata un’altra lunga giornata al tribunale di Rimini con il dibattimento attorno l’uccisione di Pierina Paganelli che procede con le deposizioni dei vicini di casa e dei conoscenti della 78enne uccisa a coltellate il 3 ottobre 2023 nel seminterrato di via del Ciclamino. Un’amica e vicina ha detto come Pierina avesse espresso la paura nello scendere nel garage nei periodi antecedenti l’uccisione. La donna ha anche aggiunto un dettaglio inedito affermando di avere visto l’imputato, Louis Dassilva, mettere una mano sul collo della vittima per vedere se fosse ancora viva. Ha inoltre raccontato di essere stata avvisata da lui stesso del corpo a terra. Un racconto che però non coincide con quanto dichiarato alla Squadra mobile nel 2023. Per questo la procura ha contestato diversi punti. Ciò che la donna ha confermato è la presenza nel luogo del ritrovamento del corpo di Dassilva, Manuela Bianchi e un vicino di casa moldavo. Quest’ultimo ha riferito di avere sentito un urlo la sera prima, mentre la mattina del ritrovamento è stato avvisato da Manuela sulla presenza di un corpo nel vano scale. Quando sono scesi insieme, la nuora avrebbe esclamato: “Oddio è mia suocera! Perché capitano tutte a me?”. Presente era anche Dassilva, ma il vicino non ha visto nessuno toccare il cadavere, anche se pure il suo racconto è stato contestato in alcuni punti dalla procura.

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RAVENNA: Cisl Romagna, nuove proposte per un turismo che cambia | VIDEO

ATTUALITÀ - Allungamento della stagione, responsabilità sociale e riqualificazione delle imprese. Ma anche contrasto al lavoro sommrso e adeguati ammortizzatori sociali. Sono alcune delle proposte avanzate da Cisl Romagna per affrontare i molti cambiamenti che stanno interessando il settore turistico in Romagna: il sindacato ne ha parlato alla Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna. Com'è cambiato il turismo negli ultimi anni? Quali sono e come si può rispondere alle nuove esigenze dei clienti? Come si costruisce un sistema turistico efficiente, trasparente e sicuro? A queste e ad altre domande hanno risposto i protagonisti del settore turistico della Romagna durante il convegno di Fisascat Cisl “Turismo Romagna in evoluzione”, svolto al termine della settima edizione della Staffetta della Legalità, manifestazione organizzata dal sindacato per riflettere sulle nuove frontiere di sviluppo del turismo in Romagna.   Dirigenti sindacali territoriali e nazionali, associazioni di categoria, istituzioni e Università si sono confrontati sul presente e sul futuro di un settore economico che, in Emilia-Romagna contribuisce al 16% del Prodotto Iterno Lordo regionale, e che – secondo i dati dell’Osservatorio Cisl Romagna, da gennaio ad agosto 2025 nel territorio -, ha ospitato il 2,4% di visitatori in più rispetto al 2024, ma con un calo  dei pernottamenti. “Testimonianza – hanno constatato addetti ai lavori delle strutture ricettive e rappresentanze sindacali – della diffusione di una nuova concezione della vacanza. Con utenti più orientati verso viaggi più brevi, spalmati nell’arco dell’anno e sempre più confortevoli”. Dati che segnalano la necessità di un cambiamento da parte tanto degli attori del sistema turistico, quanto dalle istituzioni nazionali, alle quali, Cisl, chiede la previsione di nuove forme di tutela e innovativi percorsi formativi per un settore che entro la fine del 2025, in Italia, genererà 3,2 milioni di posti di lavoro.

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FAENZA: Alluvione, "I lavori non bastano", il comitato chiede tempi certi | VIDEO

ATTUALITÀ - “Faenza non è sicura”. È questo il messaggio emerso dalla riunione che si è svolta lunedì sera al cinema Europa per fare il punto sugli interventi di messa in sicurezza della città, la più colpita dalle alluvioni del 2023. La sala era gremita per ascoltare i membri del Comitato Borgo Alluvionato che, dopo aver raccolto 20 mila firme, continua a sollecitare le istituzioni – dalla Regione all’Autorità di Bacino, fino al Prefetto e al Comune – affinché si proceda con la realizzazione dei piani di sicurezza annunciati ormai da due anni e mezzo. I rappresentanti del comitato riconoscono come positivi gli interventi di pulizia dei fiumi, il rinforzo degli argini e la realizzazione dell’area di resistenza in via Cimatti, sebbene non ancora completamente operativa. Ma sottolineano che tutto ciò non basta. Servono nuovi spazi di espansione per i corsi d’acqua, senza i quali Faenza rischia di ritrovarsi nuovamente sott’acqua in caso di nuove piene. «L’opera più decisiva, cioè le casse di espansione, ancora non esiste – spiega Alessandro Trossero del Comitato Borgo Alluvionato –. È l’intervento che garantirebbe davvero la sicurezza della città, più di tutte le altre opere, pur importanti. Ma non è ancora stato avviato, nonostante l’urgenza». A mancare è l’approvazione del piano di bacino, che – secondo quanto riferito al comitato – dovrebbe arrivare entro il 31 dicembre. Solo dopo questo passaggio sarà possibile procedere con il progetto. Tuttavia, tra espropri, assegnazione degli appalti e lavori, resta l’incertezza su quando tutto potrà essere completato. «Il nostro obiettivo – aggiunge Trossero – è sollecitare tempi più rapidi. Quando parte un processo del genere deve essere veloce. Qualcosa si sta muovendo e la volontà sembra esserci, ma la domanda decisiva resta sempre la stessa: quando? Ogni stagione che passa è un “quando” in meno».

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