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RIMINI: Imu su piattaforme, Comune, “ci aspettiamo 20 milioni di euro” | VIDEO

ATTUALITÀ - Dopo il caso di Cesenatico, anche il Comune di Rimini, in causa con Eni per il mancato versamento dell’Imu sulle piattaforme in mare, spera in un maxi rimborso. La somma contestata, tra imposte e sanzioni, ammonta a circa 20 milioni di euro.   Proseguono le battaglie legali dei Comuni costieri della Romagna con Eni sull’Imu delle piattaforme in mare. Dopo il caso di Cesenatico, entra nella fase decisiva la stagione di ricorsi e contro-ricorsi tra Rimini e il colosso italiano dell’energia. Anche in questo caso la Cassazione è chiamata a esprimersi sui mancati versamenti dell’imposta che l’ente ritiene di dover incassare dagli impianti di estrazione di idrocarburi. Una cifra complessiva che, tra imposte e sanzioni, si avvicina ai 20 milioni di euro. La vicenda riminese è sovrapponibile a quella di Cesenatico che ha appena ottenuto un verdetto favorevole dalla Suprema Corte: Eni dovrà infatti versare 3,8 milioni relativi agli anni 2014 e 2015. Da Palazzo Garampi trapela un “cauto ottimismo”. Per il periodo 2011-2015 Rimini aspetta ancora 6,7 milioni di euro di Imu che non sarebbe stata versata. Su questa somma è chiamata a esprimersi a breve la Cassazione. Cifre a cui vanno aggiunti i 5,5 milioni relativi al biennio 2016-2017 per i quali Eni ha fatto appello dopo il pronunciamento della corte tributaria regionale. E resta aperto il fronte sugli anni 2018-2019: altri 5,7 milioni al vaglio della giustizia tributaria. Risorse che l’amministrazione intende impiegare in opere pubbliche.

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RAVENNA: Energia, “basta rinvii su progetto Agnes”

ATTUALITÀ - Il Consiglio comunale di Ravenna ha approvato un ordine del giorno che chiede al Governo di sbloccare il progetto Agnes, il più grande impianto italiano di energia rinnovabile offshore. Il documento, votato da tutti i gruppi tranne La Pigna, critica l'esclusione dell'eolico offshore dal decreto Fer2 e la mancata calendarizzazione delle aste. Il progetto Agnes prevede 75 aerogeneratori per 600 MW, 100 MW di fotovoltaico galleggiante e un sistema per l'idrogeno verde. L'investimento da due miliardi potrebbe coprire il fabbisogno di 500 mila famiglie. L'impianto ha già la Valutazione di Impatto Ambientale positiva e attende solo l'autorizzazione unica. L'ordine del giorno - firmato da consiglieri di Progetto Ravenna, Pd, M5s, Avs, Pri e Ama Ravenna - critica le dichiarazioni del ministro Pichetto Fratin sulla differenziazione degli incentivi offshore che, si legge in una nota, "rischiano di allungare i tempi e penalizzare i progetti con tecnologia a pali fissi come Agnes". La maggioranza, inoltre, bacchetta il Governo che "proclama l'urgenza della transizione ecologica mentre ostacola i progetti più avanzati". Il documento impegna il Comune a chiedere tempistiche chiare per le aste Fer2 offshore e che Ravenna diventi "hub principale per l'eolico a mare" insieme ad Augusta e Taranto.

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EMILIA- ROMAGNA: Crisi Yoox, a Milano incontro tra azienda e sindacati

ATTUALITÀ - “La conferma della volontà di procedere a licenziamenti collettivi da parte di Yoox-LuxExperience è da ritenersi inaccettabile e contraria allo spirito e alla lettera dal Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna”. Così l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, dopo l’incontro tra azienda e sindacati, svoltosi oggi a Milano nella sede di Assolombarda, dopo che il colosso dell'e-commerce Yoox Net a Porter Group Spa, leader nel settore del lusso online controllato dalla svizzera Richemont, ha annunciato tagli del personale sia in Lombardia che in Emilia-Romagna. “Nessuno contesta le difficoltà oggettive di mercato, né la volontà del Gruppo di procedere a forme di riorganizzazione a seguito dell’operazione di acquisizione di maggio 2025- ha aggiunto Paglia-. Deve tuttavia essere chiaro che i costi non possono essere scaricati sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori scartando, in assenza di qualsiasi percorso condiviso sul piano industriale e sugli investimenti, la possibilità di un ricorso agli ammortizzatori sociali”. L’assessore Paglia ha convocato per mercoledì 17 settembre il tavolo di salvaguardia in Regione Emilia-Romagna, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali, delle Rsu, dell’azienda, la rappresentanza datoriale e le Istituzioni locali. “Deve essere chiaro- chiude l’assessore- che esiste un sistema regionale che unito resiste e cerca alternative a ogni ipotesi di licenziamento unilaterale”.

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BOLOGNA: Lavori tram, Lepore premia gli operai con una medaglia | VIDEO

ATTUALITÀ - A Bologna il Sindaco Matteo Lepore ha incontrato gli operai impegnati nella realizzazione del tram: un momento per ringraziarli e premiarli per il grande lavoro che stanno svolgendo.  Oltre mille operai impegnati per la realizzazione del tram a Bologna. Nell’attesa della fine dei lavori, prevista per il 2026, il Comune  ha voluto ringraziare, nella sede di Palazzo Re Enzo, tutto il personale impegnato: 53 nazionalità diverse, tra Italia, Albania, Egitto, India, Marocco, Tunisia e Romania, tutti in divisa da lavoro premiati dal Sindaco Lepore per il grande lavoro che stanno svolgendo. Ad oggi sono 23 i cantieri attivi della linea rossa e 15 quelli della linea verde, per un investimento di circa 800 milioni di euro, che doterà il territorio di 22km di rete e 51 nuove fermate.

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RAVENNA: Parco Delta del Po, la Regione investe 200mila euro per Ortazzo-Ortazzino

ATTUALITÀ - Un nuovo capitolo per la riserva naturale di Ortazzo-Ortazzino nel cuore del Parco del Delta del Po. A scriverlo - dopo la cordata che ha visto affiancati Regione, Comune di Ravenna ed Ente Parco nell’acquisto dell’oasi che, da aprile scorso, è tornata interamente di proprietà pubblica -, la Giunta guidata dal presidente Michele de Pascale. Con un finanziamento di 200mila euro, 100mila nel 2025 e 100mila nel 2026, Ortazzo-Ortazzino potrà contare ora sulle risorse necessarie per realizzare interventi urgenti di conservazione e gestione attiva a tutela degli habitat e delle specie presenti, salvaguardando al tempo stesso l’equilibrio tra uomo e natura. I contributi regionali, a favore dell’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità Delta del Po, saranno utilizzati in particolare per realizzare le misure previste dal Piano di gestione approvato nel 2024: dagli interventi di messa in sicurezza alla regolazione degli accessi, dalla gestione idraulica al contenimento delle pressioni antropiche. “Rafforziamo il nostro impegno per la tutela della biodiversità e delle aree naturali di pregio, a conferma della volontà di dare piena attuazione alle politiche ambientali, in coerenza con la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, la Strategia nazionale per la biodiversità e gli indirizzi dell’Unione Europea 2030- sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora a Parchi e Forestazione, Gessica Allegni-. L’intervento su Ortazzo-Ortazzino rappresenta per noi una priorità, sia per il valore intrinseco dell’area, sia per il contributo che offre al raggiungimento degli obiettivi globali di tutela ambientale. Investire in questi luoghi significa non solo proteggere ecosistemi fragili, ma anche valorizzare un patrimonio naturale che appartiene a tutte e tutti, da difendere e preservare anche per le generazioni future”.   Ortazzo-Ortazzino La riserva naturale di Ortazzo-Ortazzino, che si estende su una superficie di 481 ettari, rappresenta un unicum a livello regionale e nazionale per la presenza di una successione di habitat litoranei intatti e di elevata naturalità. L’area comprende zone umide salmastre, i meandri della foce naturale del torrente Bevano, ampie praterie umide e aride, nonché sistemi dunali consolidati con macchia mediterranea e pineta costiera. Un sito di straordinaria importanza ambientale, inserito nella Rete Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS). L’area ospita numerose specie di interesse comunitario e conservazionistico: dagli uccelli migratori agli anfibi, dai rettili a specie vegetali rare. Inoltre, riveste un ruolo fondamentale per la connettività ecologica delle zone umide costiere e retro-dunali dell’Emilia-Romagna.Oggetto di numerose compravendite tra privati, l’ultima a marzo del 2023, l’area è stata ufficialmente acquisita il 2 aprile 2024 dal Parco del Delta del Po al prezzo di 516mila euro, grazie al finanziamento congiunto di Regione (255mila euro), Ente Parco (166mila euro) e Comune di Ravenna (95mila euro).

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