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RAVENNA: Molestie ad una studentessa, professore patteggia

CRONACA - Un insegnante di sostegno ultra-cinquantenne di una scuola superiore di Ravenna davanti al Gup Corrado Schiaretti ha patteggiato un anno e dieci mesi di reclusione, con la sospensione della pena condizionata alla frequentazione di un corso di recupero con esito positivo, per avere in alcune occasioni a scuola molestato una studentessa minorenne. L'uomo, difeso dall'avvocato Antonio Diogene, ha anche versato un risarcimento non concordato di ottomila euro che verrà trattenuto dalla parte civile (avvocato Cristina Magnani) come acconto sul danno complessivo patito dalla giovane. Il caso, come ricapitolato dai quotidiani locali, era maturato a fine 2023 attraverso messaggi, regali e approcci del prof alla ragazza durante l'intervallo o ai cambi di lezione. La giovane, a fronte di conseguenti stati d'ansia culminati con il proposito di lasciare la scuola, si era poi confidata con la madre. Le successive verifiche della squadra mobile della polizia coordinate dal Pm Stefano Stargiotti, ad aprile avevano mandato il docente ai domiciliari, misura dopo pochi giorni sostituita con il divieto di avvicinamento alla giovane (ora l'uomo è completamente libero). Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, l'insegnante aveva parlato di fraintendimenti della giovane e di semplici abbracci di incoraggiamento sostenendo che era stata lei a chiedergli aiuto per via di difficoltà a scuola. La ragazza in incidente probatorio aveva però ribadito tutte le accuse

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EMILIA-ROMAGNA: Gestione acque, il piano da 1,2 mld | VIDEO

ATTUALITÀ - Dopo gli eventi atmosferici che hanno colpito l’Emilia Romagna e le tantissime problematiche causate dall’alluvione, la Regione, insieme ai Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna al Canale Emiliano Romagnolo, ha preparato un elenco delle infrastrutture da migliorare e un piano di investimenti per mettere in sicurezza il territorio. Un piano da 1,2 miliardi di euro per realizzare e completare 111 opere strategiche per l’Emilia-Romagna: con 1.100 imprese coinvolte, l’obiettivo è di migliorare la gestione della risorsa idrica del territorio regionale per affrontare meglio le sfide imposte dal cambiamento climatico. Dopo l’alluvione, è questa la sfida per gli otto Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna associati ad ANBI che, insieme al Canale Emiliano Romagnolo, stanno realizzando una serie di interventi da Piacenza a Rimini, che saranno ultimati entro la fine del 2026, per la messa in sicurezza del territorio, la salvaguardia ambientale e la regolazione delle acque. “L’acqua è un bene primario che dobbiamo tutelare e utilizzare con criterio e rispetto- afferma Michele De Pascale, Presidente della regione E-R-: è una risorsa per le comunità e per il nostro sistema produttivo, in particolare, per l’agroalimentare. I cambiamenti climatici in atto ci chiedono ora uno sforzo strategico maggiore per canalizzare questa risorsa senza compromettere la sicurezza del territorio e della popolazione che lo abita. Occorre un’accelerazione nelle azioni di mitigazione e adattamento, e in questo contesto i Consorzi di bonifica rappresentano un pilastro fondamentale. Grazie alla collaborazione tra istituzioni, imprese e il sistema consortile, le infrastrutture che stiamo realizzando risultano essenziali per garantire l’accesso all’acqua, la messa in sicurezza del territorio, una maggiore protezione dalle emergenze climatiche e dalle crisi idriche. È un buon passo avanti, ma non è la soluzione definitiva. Resta ancora tanto da fare e il nostro impegno sarà massimo per dare un futuro più sereno anche alle cittadine e ai cittadini di domani”. “Ringrazio la Regione Emilia-Romagna e il presidente de Pascale per la collaborazione immediata, fattiva e l’opportunità di presentare organicamente quello che i Consorzi di bonifica stanno facendo in un 2025 che per noi è cruciale- aggiunge Francesco Vincenzi, Presidente ANBI-. Stiamo centrando tutti gli obiettivi che ultimeremo entro il 2026 a dimostrazione della capacità e rapidità di esecuzione delle opere necessarie per arginare il cambiamento del clima. Le risorse impegnate però sono solo una prima risposta e non sufficienti a mettere in sicurezza complessivamente il territorio perché il deficit da recuperare è ampio non solo a livello di infrastrutture ma anche per raggiungere una migliore e più proficua gestione possibile dell’acqua in Emilia-Romagna”.

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