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BOLOGNA: Cancro, nasce un centro per supporto a 360° alle donne

ATTUALITÀ - Per molte donne malate di cancro l’affrontare cambiamenti estetici conseguenti alle terapie può provocare traumi che per molti esperti non aiutano nella guarigione. Per la prima volta in Emilia-Romagna, a Bologna, nasce un centro dedicato a queste pazienti, esterno a un ospedale, con un supporto a 360 gradi dedicato a loro. Si chiama Loto Care Center dove una equipe di volontarie offre gratuitamente un orientamento, un punto di ascolto e informativo ma anche di ‘decompressione’ e cura di sé, oltre al sostegno burocratico per eventuali pratiche previdenziali e legali. ll nuovo spazio a Bologna - inaugurato ieri sera - è attivo tutti i giorni in via Cignani 90: sono le volontarie di Loto Odv ad accogliere le donne in cura e a proporre loro vari servizi gratuiti, che vengono pensati e organizzati partendo dai bisogni specifici di ognuna. L’apertura del centro è stata resa possibile dal contributo di GSK, UniCredit attraverso il suo Fondo Carta Etica, e Fondazione Intesa San Paolo. “Non è un ambulatorio, ma un tempo e uno spazio di cura speciali – precisano dallo staff - per dedicare alle donne quanto può servire per affrontare in senso positivo il percorso terapeutico, il proprio aspetto fisico e gestire gli eventuali disagi estetici causati dai trattamenti”. Le proposte a supporto delle pazienti sono numerose: tra queste i trattamenti di estetica oncologica a mani e piedi per contrastare gli effetti collaterali delle terapie, insieme ai massaggi miorilassanti realizzati dalle professioniste di Apeo (Associazione professionale estetica oncologica). E poi la possibilità di prenotare il servizio di accompagnamento ‘Ugo’ per visite mediche o commissioni e anche una prima consulenza gratuita per questioni legali e previdenziali legate alla malattia; alle donne in terapia vengono anche donati copricapi e parrucche per l'alopecia da trattamento chemioterapico (realizzati dalle volontarie di Cucito con il cuore), oltre ai prodotti per una cura delicata di viso e corpo. “Bologna – spiega Sandra Balboni, presidente di Loto Odv - è un punto di riferimento in regione per i tumori femminili: il numero delle pazienti che vengono trattate ogni anno è elevato e per questo abbiamo voluto fortemente l'avvio del Loto Care Center, in modo da essere fisicamente vicine alle centinaia di donne che qui intraprendono il loro percorso di cura".

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EMILIA-ROMAGNA: INCA CGIL, infortuni lavoro, +4,5% a Rimini | VIDEO

ATTUALITÀ - Aumentano gli infortuni mortali in Emilia-Romagna. Nei primi dieci mesi del 2024 sono morte in Emilia-Romagna 83 persone per causa di lavoro, con età media prevalente tra i 41 ed i 65 anni; sono ancora i settori dell’industria e dei servizi quelli maggiormente coinvolti. In particolare, nel territorio riminese, si riscontra un aumento del 4,5% degli infortuni sul lavoro, con 4.498 denunce. Il settore che in provincia di Rimini conta il maggior numero di infortuni è quello delle attività di servizi e alloggio e ristorazione (in aumento sul 2023: 12,9% sul totale). Continuano ad essere numerosi, e in forte aumento sul 2023, nei settori della sanità e del sociale: 335 (erano 310 l’anno scorso). Restano ad alta incidenza poi gli infortuni nei settori delle costruzioni, commercio all’ingrosso e riparazione autoveicoli. Per quanto riguarda le malattie professionali il dato a ottobre 2024 conta già 436 denunce. Si tratta in questo caso di un aumento del 23,2% rispetto al 2023. Un dato che conferma un certa tendenza all’aumento già rilevato dal patronato INCA CGIL Rimini. Inoltre il 32,3% delle denunce di malattia professionale in provincia di Rimini ha riguardato donne, essendo 141 su 436 totali (in aumento rispetto allo stesso periodo del 2023, quando le denunce da parte di donne erano state 107). Si evidenzia ancora una volta, tra le patologie denunciate, un’incidenza percentuale superiore alla media regionale per quelle legate al sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo. E allora qualcosa bisogna fare per più salute e sicurezza sul lavoro in territorio e per CGIL di Rimini tra gli aspetti centrali per affrontare il problema, il rafforzamento degli organismi di vigilanza, il cui organico risulterebbe ancora inadeguato rispetto alle reali esigenze.

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