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RIMINI: Violenza donne, centri estetici diventano 'sentinelle'

ATTUALITÀ - È stato presentato a Rimini un progetto contro la violenza sulle donne per formare ‘sentinelle’ sul territorio, in particolare fra i centri estetici e i saloni di bellezza.    ‘Sentinelle nelle professioni contro la violenza’. Questo il titolo del progetto lanciato a Rimini che vede la collaborazione di Soroptimist e Confartigianato che coinvolge 2500 imprese locali. Lo scopo è formare una rete di operatori in grado di riconoscere i segnali della violenza di genere e sapere come intervenire. Il progetto si rivolge in particolare ai professionisti del settore estetico e del benessere come parrucchiere, estetiste, fisioterapiste e personal trainer. Operatrici a stretto contatto con donne e che quindi potrebbero riconoscere situazioni a rischio. Lo scopo è individuare i segnali e orientare le vittime verso percorsi di aiuto. "È un orgoglio per noi partecipare al progetto - il commento di Davide Cupioli, presidente di Confartigianato Imprese Rimini - perché l'attenzione alla persona è nel dna dell'impresa artigiana. Il mondo del benessere e dei servizi alla persona è stato individuato come luogo privilegiato per la formazione e parteciperemo attivamente a tutto il programma condiviso con Soroptimist". “Abbiamo trovato lungo la strada del progetto grandissima attenzione - ha detto Maddalena Gambarini, Presidente Soroptimist Rimini - a testimonianza della necessità di alzare il livello di attenzione e di condividerlo con chi opera a contatto con le donne. La violenza è fisica e psicologica, quest'ultima spesso difficile da intercettare e quindi serve ancor più attenzione e formazione all'ascolto". "Sentinelle è un nome perfetto - il commento di Olimpia Abbate Questore di Rimini - e il coinvolgimento di una rete di imprese come quella di Confartigianato è significativo e meritevole. Va intensificata ogni attività di ascolto per potenziare la capacità di prevenire le tante violenze".

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EMILIA-ROMAGNA: Alluvione, Figliuolo firma tre nuove ordinanze

ATTUALITÀ - Il Commissario straordinario per la ricostruzione post-alluvione, generale Francesco Paolo Figliuolo, ha firmato oggi tre ordinanze mirate a velocizzare il ripristino delle infrastrutture danneggiate dall'alluvione di maggio 2023. La struttura commissariale ha ricordato che l'impegno totale è di circa 2,7 miliardi di euro, destinati alla ricostruzione pubblica e al potenziamento del personale tecnico-amministrativo degli enti locali, necessario per gestire l'emergenza e accelerare gli interventi. Riparazione delle infrastrutture critiche L'ordinanza numero 33/2024 prevede interventi strategici per la ricostruzione e la messa in sicurezza di infrastrutture viarie e ferroviarie danneggiate. Tra i progetti più rilevanti, sono inclusi il ripristino della linea ferroviaria Marradi – Faenza, per un investimento di 12,2 milioni di euro, e la demolizione e ricostruzione del ponte di Sant'Agata sul Santerno, con un costo di 6,1 milioni. Ulteriori fondi sono stati stanziati per il nodo idraulico di Modigliana e per la progettazione di ponti strategici, come il ponte della Motta e il ponte delle Grazie. Figliuolo ha sottolineato l'importanza di completare le progettazioni entro fine anno, per consentire l'avvio dei lavori nel 2024. Assunzione di personale tecnico-amministrativo Un’altra ordinanza firmata oggi introduce nuove modalità di selezione pubblica per l’assunzione di personale qualificato. Il provvedimento mira a semplificare il processo di reclutamento, consentendo l'utilizzo di graduatorie già esistenti o di altre amministrazioni. In caso di mancanza di candidati, sarà possibile avviare selezioni pubbliche basate anche solo sui titoli, garantendo trasparenza e imparzialità. Questa misura è stata introdotta per rafforzare le strutture locali, necessarie a sostenere le attività di ricostruzione. Investimenti per la prevenzione del rischio idrogeologico L’ordinanza numero 35/2024, collegata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), prevede un investimento di 1,2 miliardi di euro destinati alla gestione del rischio alluvioni e alla riduzione del rischio idrogeologico. I fondi saranno impiegati per la messa in sicurezza dei bacini idrografici e delle infrastrutture, nel rispetto degli standard ambientali europei. Figliuolo ha sottolineato la necessità di una stretta collaborazione tra istituzioni per garantire interventi tempestivi ed efficaci.

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SAN MARINO: Si sono insediati i nuovi Capitani reggenti

ATTUALITÀ - Insediati, a San Marino, i nuovi Capitani Reggenti. Si tratta di Francesca Civerchia e Dalibor Riccardi che, per i prossimi sei mesi saranno i Capi di Stato della Repubblica del Titano. La cerimonia di insediamento - alla presenza, tra gli altri di monsignor, Petar Rajič, Nunzio Apostolico, Decano del Corpo Diplomatico e Consolare accreditato a San Marino - ha visto come Oratore Ufficiale, Marco Impagliazzo, professore ordinario di Storia Contemporanea e Storia della Pace alll'Università Roma Tre e presidente della Comunità di Sant'Egidio.  I Capitani Reggenti durano in carica sei mesi, non hanno poteri esecutivi e rappresentano la Repubblica in contesti formali e internazionali. "Siamo particolarmente fiduciosi - osservano Civerchia e Riccardi nel passaggio finale del loro discorso di insediamento - di poter accompagnare, in questo prossimo semestre, un percorso di crescita, sostenibile e innovativo, che favorisca in ogni attore istituzionale il risveglio di un forte senso di responsabilità; per questo - proseguono - invitiamo le Istituzioni, la comunità civile e ogni singolo cittadino, a camminare insieme verso un futuro nel quale nessuno sia lasciato indietro, ma in cui prevalgano l'equità, la giustizia e la fiducia in sé stessi, quali pilastri della società. Solo così - concludono i neo Capitani Reggenti - la nostra amata Repubblica continuerà a brillare, fiera della sua storia e consapevole delle sue sfide. Noi saremo al fianco dei nostri amati cittadini".

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FERRARA: Abusi su bimbi in asilo Ferrarese, 22enne condannato a 6 anni

CRONACA - E' stato condannato alla pena di sei anni di reclusione, oltre ai risarcimenti alle parti civili, il 22enne accusato di atti di pedofilia che, lo scorso gennaio, è stato arrestato a Ostellato (Ferrara). È comparso stamattina davanti al Gup di Bologna per il rito abbreviato ed è stato condannato per violenza sessuale nei confronti di quattro bambini, alunni di una scuola materna di Ostellato, che hanno un'età dai tre ai cinque anni. Il giovane stava svolgendo il servizio civile nell'asilo della cittadina del ferrarese, quando è stato arrestato dai carabinieri. L’inchiesta era nata nell'autunno del 2023, quando alcuni genitori si erano accorti dei cambiamenti dei loro figli che, improvvisamente, ad esempio, avevano paura di andare in bagno da soli, non riuscivano a dormire e facevano disegni rivelatori. A quel punto, hanno denunciato la situazione. Nella scuola sono state installate delle telecamere dai carabinieri durante le vacanze di Natale, che hanno documentato le responsabilità del giovane. Il 21enne, messo davanti alle immagini riprese dalle telecamere, ha confessato gli abusi sessuali.  I casi accertati sono almeno quattro, i bambini soni stati riconosciuti in maniera chiara dalle immagini in cui il ragazzo li molestava, ma quelli coinvolti potrebbero essere fino a 14. Inoltre è emerso come gli abusi potrebbero anche essere stati commessi in altri contesti. Nel telefono e nei quattro pc dell’indagato, sottoposti ad accertamenti tecnici, è stato trovato materiale pedopornografico, in parte prodotto da lui stesso che possedeva anche un masterizzatore.  Nell’inchiesta, non si esclude il coinvolgimento di altre persone e ci sono responsabilità aggiuntive ancora da verificare. Venerdì scorso si è tenuto un incidente probatorio. I disegni rivelatori dei bambini lasciano intendere,  infatti, che un'altra persona possa essere coinvolta negli abusi, e bisogna accertare, ad esempio, come sottolinea Stefania Mannino, legale che assiste i genitori di un bambino, costituitisi parte civile, "perché il 21enne sia stato lasciato solo con i piccoli, quando essendo solo un volontario non sarebbe stato abilitato a farlo". Da mesi le piccole vittime sono seguite da un team di psicologi e psichiatri di un centro specializzato di Bologna. Il processo con rito abbreviato si è tenuto davanti al gup di Bologna, Roberta Malavasi, che ha accolto le richieste del pm, Giampiero Nascimbeni, di condanna a sei anni per violenza sessuale e per detenzione e accesso a materiale pedopornografico. L'imputato 22enne è stato anche condannato a versare una provvisionale di 10.000 euro a ciascuna delle famiglie dei quattro bambini vittime accertate degli abusi, che si sono costituite parte civile. Nessuna provvisionale, invece, è stata riconosciuta alla scuola, nonostante si fosse costituita parte civile. L'avvocata Stefania Mannini, che assiste alcuni dei genitori delle vittime, commentando la sentenza emessa oggi ha manifestato "perplessità per il fatto che, almeno finora, non siano stati fatti approfondimenti da parte di chi indaga per chiarire se l'imputato, che era in possesso di un'ingente quantità di materiale pedopornografico e di un masterizzatore, facesse parte di una rete più ampia, anche se c'è un altro filone di questa inchiesta ancora in corso". Le motivazioni della sentenza verranno depositate nel giro di 30 giorni.

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EMILIA ROMAGNA: Referendum Autonomia, quasi 100mila firme raccolte | VIDEO

ATTUALITÀ - A Bologna, nella sede della Cgil, sono stati presentati i risultati relativi alla raccolta firme per il referendum sull’Autonomia Differenziata. Un risultato pregevole quello raggiunto in Emilia Romagna con quasi 100mila firme raccolte, tra moduli cartacei e modalità digitale, per il referendum sull’Autonomia Differenziata. E’ quanto sottolineano i sindacati di Cgil e Uil, soddisfatti per l’ottima risposta data dal territorio e dai giovani, lanciando anche un messaggio ai candidati alla regione, per una legge che rischia di aumentare ulteriormente il divario tra le regioni in diversi settori a partire dalla sanità e dalla scuola.

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