EMILIA-ROMAGNA: Donini, “Cau strada giusta, -7% di accessi nei pronto soccorso” | VIDEO
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Accessi ai pronto soccorso dell'Emilia-Romagna diminuiti del 7% grazie ai Cau, i centri di assistenza urgenza voluti dalla Regione per fornire cure ai cittadini con necessità a bassa intensità clinica: a confermalo è l'assessore alla sanità, Raffaele Donini, il quale si dice soddisfatto sull'andamento della riforma
“Mentre in tutta Italia i pronto soccorso stanno aumentando a dismisura i loro accessi, in Emilia-Romagna fino a luglio di quest'anno, rispetto all'anno scorso, registriamo una diminuzione del 7%. La situazione non è omogenea su tutto il territorio, il progetto è ancora sperimentale e non tutti i Cau sono in attività in linea da sette mesi, alcuni sono stati attivati di recente, però la strada è giusta, perchè il cittadino ha un riferimento per l'urgenza, bassa criticità, in cui può essere visitato senza appuntamento, h24, 365 giorni all'anno”. Quasi 400mila accessi, con l'86% dei pazienti che riceve cure direttamente in struttura, tempi medi d'attesa inferiori ai 90 minuti e ricadute significative sui pronto soccorso, che vedono calare anche del 20% i codici bianchi e del 10% quelli verdi. Sono alcuni dei dati, che confrontando i primi sette mesi del 2023 con quelli dell'anno in corso, consentono all'assessore regionale Raffaele Donini di parlare di un quadro incoraggiante riguardo i nuovi Cau, i centri di assistenza urgenza pazienti con problemi di salute urgenti ma non gravi, premiati anche da un questionario, sottoposto ad oltre 6.200 cittadini dallo scorso gennaio, che nel 90% dei casi hanno espresso un altissimo livello di soddisfazione per le cure ricevute. Donini, quasi al giro di boa della riforma, visto che siamo attualmente a 42 Cau attivi su 88 previsti in totale, definisce flessibile il sistema, assicurando di riconoscersi nelle parole del candidato del centrosinistra per la guida della Regione, Michele De Pascale, il quale ha promesso migliorie alla rete Cau, garantisce: “Pronti ad aggiustamenti laddove necessario, ad esempio ricercando le stesse performance dappertutto e facendo attenzione alle doppie file Cau-Ps. Si può sempre migliorare”. Quanto alle critiche del sindacato dei medici di medicina generale, l'assessore è netto: “Nessuno li vuole sostituire, dev'esserci una riorganizzazione della sanità territoriale, come peraltro impone il DM 77, credo che questo debba avvenire attraverso la concordia e la assunzione comune di responsabilità nei confronti del cittadino”.