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ROMAGNA: Alluvione, dalla Valle d'Aosta 127mila euro per Solarolo

ATTUALITÀ - La Valle d'Aosta ha destinato la somma di oltre 127.000 euro, frutto di una raccolta di fondi, al comune di Solarolo (Ravenna), colpito dall'alluvione del 2023. Lo ha annunciato il presidente della Regione Valle d'Aosta, Renzo Testolin, in apertura dei lavori dell'Assemblea valdostana. "Unendo le forze, con l'aiuto di tutta la comunità e delle istituzioni, furono raccolti oltre 127.000 euro da destinare ad una realtà che avesse subito rilevanti danni - ha spiegato in aula - affinché potesse beneficare di un effettivo sostegno secondo le proprie esigenze. Ora, dopo un confronto con il Cpel, il Comune individuato quale destinatario dei fondi raccolti è stato quello di Solarolo, sito in provincia di Ravenna, anche per via degli stretti legami con la Valle d'Aosta ed in virtù di un forte gemellaggio in essere con il Comune di Rhêmes-Notre-Dame che quest'anno festeggia il 25/o anno. Un Comune fra i più colpiti, specialmente se valutato in percentuale al patrimonio pubblico e privato danneggiato". I fondi saranno utilizzati per l'acquisto di mezzi o dotazioni che possano essere utilizzati nell'emergenza, ma anche nella quotidianità, unitamente al recupero di uno spazio pubblico fortemente danneggiato dall'alluvione che necessita di importanti opere di sistemazione

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RAVENNA: Torri Hamon, iniziata la demolizione, ma la protesta continua | VIDEO

ATTUALITÀ - A Ravenna, nonostante le proteste, ha preso il via la demolizione delle torri di Hamon, lungo la Darsena. Le due strutture sono da molti considerati un reperto storico e sono stati immortalati anche in un celebre film di Antonioni. Eccole lì le torri di Hamon, a fare da scenografia a Monica Vitti nel film “Il Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni, Leone D’Oro a Venezia nel 1964. 60 anni dopo è iniziata la demolizione dei due colossi di cemento, costruiti nel 1951 lungo la Darsena a Ravenna, nel periodo in cui la città trasformava la sua economia da agricola a industriale. Degli stabilimenti di quella che era una volta la raffineria Sarom ora non resta più nulla, tranne le due torri, divenute ormai parte del paesaggio. Martedì mattina però gli operai hanno cominciato a lavorare alla decostruzione della prima delle tue torri in cemento, che viene demolita pezzo per pezzo partendo dalla sommità con una grossa pinza elettromeccanica. Le operazioni procedono a rilento ed è lecito pensare che serviranno settimane per distruggere entrambe le torri. E’ il motivo per cui non si fermano le proteste di chi vorrebbe salvare le due costruzioni, considerate ormai parte del patrimonio storico della città. In testa c’è l’associazione Italia Nostra che, dopo aver manifestato lunedì davanti al Comune, ha presentato un esposto alla Soprintendenza e alla Procura. Qualcuno ha già nominato la demolizione “Deserto Rossi”, collegando il film di Antonioni al presidente dell’autorità portuale Daniele Rossi che pochi giorni fa ha affermato che le torri non sono le piramidi. “Neanche San Vitale è una piramide eppure dopo 1500 anni è ancora lì” hanno risposto gli attivisti di Italia Nostra, che si appellano al Comune perché intervenga. Palazzo Merlato dichiara però di avere poca voce in capitolo. Le torri sono di proprietà di Eni e non sono soggette ad alcun vincolo. La società ha spiegato di voler realizzare, al loro posto, un parco per gli impianti fotovoltaici. Il progetto, tuttavia, non è stato ancora presentato.

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