ROMA: Maltempo, sindaci della Romagna, "4,5 miliardi di danni, ora un commissario"
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"Insistiamo sulla nomina commissario per la ricostruzione in tempi brevi: i tre presidenti di Regione sono le figure principali a cui affidarsi. Se il governo ha idee diverse si prenda la responsabilità". Così il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, e quello di Ravenna, Michele De Pascale, arrivando a Palazzo Chigi per il tavolo con il governo sull'alluvione, a cui partecipa anche il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Gli enti locali portano al governo la quantificazione dei danni: "Con un margine di errore del 10% - hanno detto i sindaci -, su impianti e infrastrutture pubbliche è di circa circa 4.5 miliardi". "Speriamo di avere novità su commissario straordinario e risorse", hanno spiegato i due sindaci: "Con le risorse dell'ultimo decreto, fra 10 giorni i lavori si fermano. Abbiamo circa 1,8 miliardi di risorse spese o che stiamo per spendere per interventi di estrema urgenza, che sono senza copertura dal punto di vista finanziario. Con anche i diversi enti che si stanno impegnando senza avere coperture. E speriamo nelle prossime settimane di dare i primi indennizzi e risarcimenti a famiglie e imprese". "Nella scorsa riunione - hanno ricordato Lattuca e De Pascale - ci era stato chiesta la quantificazione dei danni. La Regione ha raccolto tutti i dati di Province, Comuni ed enti privati. Fatto questo, l'operatività può essere resa solo dal commissario alla ricostruzione. Perché la mole di opere e indennizzi, la necessità di derogare a molte norme richiede un commissario straordinario". Nel quadro descritto dai due primi cittadini di Cesena e Ravenna, "ci sono circa 100 comuni dell'Emilia Romagna coinvolti a vario titolo, chi per le esondazioni chi per le frane" "Stiamo parlando di 70mila abitazioni coinvolte, migliaia di imprese. I danni complessivi sulle infrastrutture pubbliche, con un margine di errore residuo del 10%, sono di circa 4,5 miliardi, dalle scuole alle strade, passando per gli impianti sportivi". "Nel decreto pubblicato il primo giugno - hanno concluso - ci sono 245 milioni per questi interventi, per il fondo urgenze e per i fondi della Protezione civile. Le altre risorse, che ammontano 1,6 miliardi, non due miliardi, sono importanti ma destinate ad altre situazioni collaterali al focus dell'emergenza, come la cassa integrazione, o i contributi alle imprese che fanno export, che però sono molto poche rispetto a quelle colpite".