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CERVIA: 21 milioni dal Pnrr per cambiare la città | VIDEO

ATTUALITÀ - E’ stato presentato a Cervia il piano di investimenti legato ai fondi del Pnrr. Vediamo quali sono i progetti in campo, finanziati con più di 21 milioni di euro. La riqualificazione delle aree verdi, la messa in sicurezza del porto, i lavori sul lungomare e poi l’adeguamento sismico e energetico degli edifici, assieme alla spinta alla digitalizzazione per migliorare i servizi ai cittadini. Sono i principali rami di intervento a cui saranno destinati i fondi del Pnrr che si è aggiudicata la città di Cervia. Parliamo di 21,3 milioni di euro arrivati dall’europa, ma anche dal piano nazionale e dalla regione. Di questi la somma maggiore se l’è aggiudicato il Parco del Delta del Po, per il quale la città riceverà 5 milioni per la realizzazione della pista ciclabile ad anello delle saline, per il museo delle acque e per la realizzazione di una torretta per gli amanti del birdwatching. Restando al tema natura ci sono anche i fondi per la riqualificazione del bosco del Duca D’Altemps e del parco naturale cittadino. Altri 5 milioni andranno a un importante progetto di rigenerazione urbana, quello che coinvolge il lungomare di Pinarella e Tagliata. Stessa cifra per i lavori di messa in sicurezza del porto canale, in particolare sulla banchina a lato nord di Milano Marittima, opera fondamentale per difendere la città dal rischio di ingressione marina. 3 milioni andranno poi all’ampliamento della palestra dell’istituto alberghiero mentre i restanti fondi saranno impiegati per la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, assieme al potenziamento della rete internet e dei servizi digitali. Tutti i grandi cantieri prenderanno il via nel 2024 per terminare entro la fine del 2026, come previsto da Pnrr. “Gli investimenti sono già stati programmati e a partire da quest’anno vedremo la nostra città cambiare” ha affermato il sindaco Massimo Medri

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EMILIA-ROMAGNA: Baby gang, Regione e Unibo insieme per studiare il fenomeno | VIDEO

CRONACA - Il fenomeno delle bande giovanili sotto la lente d’ingrandimento delle istituzioni. È quanto si è discusso a Bologna durante l’incontro presieduto da Rossella Selmini e Stefania Crocitti del dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Unibo, curatrici della ricerca in collaborazione con la regione Emilia-Romagna. Secondo quanto emerso dall’indagine, il 78% della baby gang sarebbe a composizione prevalentemente maschile, con un’età compresa  tra i 14 e i 17 anni per il 40%. Tra queste oltre la metà delle bande coinvolgerebbe ragazzi stranieri, compresi quelli di seconda e terza generazione.  Sul fronte opposto, ovvero quello delle vittime, si tratta principalmente di ragazzi coetanei dei loro aggressori e di nazionalità italiana, il 77% tra coloro che subiscono violenze. Per quanto riguarda i reati commessi dalle baby gang, quasi la metà sono contro il patrimonio, il 25% ai danni di persone, mentre nel 14% dei casi si tratta di risse.

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BOLOGNA: Frontale tra due auto, grave una 16enne

CRONACA - Una ragazza di 16 anni è ricoverata in gravi condizioni all'ospedale Maggiore di Bologna per le ferite riportate in un incidente stradale avvenuto verso le 22 di mercoledì a Minerbio, nel Bolognese. Si è trattato di uno scontro frontale fra due auto, un' Opel Corsa e un van Mercedes, in via Savena Superiore. La dinamica è ancora al vaglio dei carabinieri di Molinella, intervenuti con vigili del fuoco e 118. Da una prima ricostruzione, sembra che una delle due auto abbia invaso la corsia opposta. L'utilitaria era guidata da un ragazzo di 20 anni, mentre sulla Mercedes viaggiavano un uomo di 51 anni, che era al volante e la 16enne come passeggera. A riportare le ferite più gravi è stata la ragazza che, a seguito dell'impatto, è rimasta incastrata tra le lamiere. Liberata dai vigili del fuoco, è stata trasportata d'urgenza al Maggiore con l'elisoccorso. Meno preoccupanti le ferite riportate delle altre due persone coinvolte, anch'esse portate in ospedale con codice di media gravità.

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BOLOGNA: "Più aiuti per fronteggiare i costi", la richiesta delle cooperative sociali regionali

ATTUALITÀ - Problemi di costi legati alla pandemia e alla crisi energetica che rischiano di mettere in difficoltà le cooperative sociali regionali con la conseguente chiusura dei servizi ai non autosufficienti: è quanto fanno emergere Agci Imprese Sociali, Confcooperative Federsolidarietà e Legacoopsociali. Nonostante l’aiuto della regione con un contributo di 3 euro al giorno nel 2022 (insieme al Fondo per la non autosufficienza regionale in vigore dal 2009), è necessario avere più aiuti e aumenti, onde evitare l’ennesima chiusura in rosso dei bilanci e ulteriori difficoltà per le associazioni cooperative e i lavoratori del settore.

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BOLOGNA: Omicidio Matteuzzi, l’ex ai pm, “Sono ancora ossessionato da lei”

CRONACA - Dopo sei mesi Giovanni Padovani, in carcere con l’accusa di avere ucciso la ex Alessandra Matteuzzi il 23 agosto sotto casa a Bologna, ha parlato ai pm. “Ha accusato più o meno velatamente Alessandra di avere con il suo comportamento ‘causato’ il proprio omicidio. Un’impostazione mostruosa e inaccettabile”, è il commento degli avvocati che assistono i familiari della vittima. Il 3 maggio è fissato l’avvio del processo in Corte d’assise per omicidio aggravato da premeditazione, futili motivi, legame affettivo e stalking. “Sono cosciente che il mio gesto è stato gravissimo e che ne devo pagare le conseguenze – ha detto l’imputato ai pm – vi chiedo anche di aiutarmi a liberarmi dall’ossessione per Alessandra che tutt’ora mi assale”. Padovani ha parlato di una ‘relazione tossica’, di ‘morbosità reciproche’, negando di essere un persecutore. E’stato trasferito al reparto psichiatrico del carcere di Piacenza, ed è possibile che i suoi legali ne mettano in dubbio l’imputabilità. Intanto dagli atti dell’inchiesta emergono dettagli inquietanti. “Mai vista una scena così cruenta”, ha testimoniato un vicino di casa della vittima. L’uomo intervenne per tentare di calmare il 27enne, quando però ormai era tardi, perché il giovane aveva già colpito la donna con un martello, con una panchina, con calci e pugni. E poi c’è l’investigatore privato che Padovani ha tentato di assoldare. “Era ossessivo”, ha spiegato agli inquirenti. Tra le richieste, anche quella di verificare la conformità dei luoghi che la vittima pubblicava sui social.

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