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CERVIA: Il 30 settembre il sale parte per essere consegnato al Papa lungo la Romea Germanica | FOTO

ATTUALITÀ - La consegna al Papa del sale di Cervia, quest’anno toccherà 9 tappe lungo l’antica via Romea Germanica. Sulla scia delle vie dei pellegrini il Cammino del sale parte da Cervia per giungere a Roma, All’arrivo della burchiella, durante la manifestazione Cervia-Sapore di Sale, i salinari hanno consegnato al sindaco Massimo Medri la panira carica di sale che sarà donata al Papa l’11 ottobre e simbolicamente portata in cammino lungo il percorso a piedi. 9 le tappe previste dall’itinerario che per il primo giorno, il 30 settembre, prevede un percorso cittadino, prima di proseguire poi, e il 1 ottobre, un cammino dalla basilica di Classe a Cervia per poi proseguire partendo da San Quirico d’Orcia, città dalla quale ci si muoverà verso Castiglione d’Orcia e Pienza in due giornate. Il gruppo di podisti del cammino del sale partirà sabato 30 settembre da piazza Garibaldi. Alle 9.00 sarà il parroco della parrocchia di S. Maria Assunta don Pierre a benedire la panira di sale che affronterà il lungo cammino per giungere alla mensa papale come avveniva in passato quando la città omaggiava il pontefice del sale migliore e del primo salfiore, il “fior fiore” del sale.

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EMILIA-ROMAGNA: Marelli, Bonaccini, "chiediamo certezze sul sito di Bologna"

ATTUALITÀ - "Le cose che chiediamo sono quattro: la prima è di sgomberare dal campo la cessazione di attività, la seconda è che l'azienda presenti al governo un piano di reindustrializzazione del sito produttivo" e "come Regione siamo disposti a fare tutto quello che serve, come abbiamo sempre fatto anche per tante altre crisi che abbiamo spesso risolto". "La terza richiesta è di tutelare i lavoratori e le lavoratrici e la quarta è fare chiarezza sul sito di Bologna, del quale si parla troppo poco e vogliamo avere certezze". Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, rivolgendosi ai lavoratori della Marelli in presidio davanti alla Regione dove questa mattina si tiene il primo tavolo con la proprietà. Bonaccini è accompagnato dall'assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla. "Non mi interessa la politica che fa le passerelle o gli slogan senza ottenere i risultati", ha aggiunto Bonaccini. "Questa è l'Emilia-Romagna del Patto per il lavoro e per il clima" e nessuno "deve fare cassa sulla pelle di centinaia di lavoratori". Sono arrivati in corteo in piazza Imbeni, al centro della sede della Regione Emilia-Romagna, scandendo lo slogan "Crevalcore non si tocca", i lavoratori della Marelli del polo nel bolognese che rischiano il posto di lavoro. Insieme a loro ci sono anche i dipendenti dello stabilimento di Bologna della Marelli, i delegati sindacali di Cgil, Cisl e Uil e i rappresentati della Rsu di altre grandi aziende della Motor Valley e della zona, tra cui Euroricambi, Lamborghini, Marzocchi Pompe, Giorgio Fanti Spa. I lavoratori hanno organizzato un presidio in Regione, mentre all'interno degli uffici di viale Aldo Moro è in corso un incontro con i vertici del gruppo Marelli, nel tentativo di scongiurare la chiusura dello stabilimento di Crevalcore. "Il fondo KKR, proprietario di Marelli, martedì scorso ci ha mandati via come se fossimo dei mozziconi di sigarette", dice Giuseppe Riccardi, operaio del settore fonderia dello stabilimento di Crevalcore. "Stanno giocando sporco con la nostra dignità - aggiunge - Non siamo oggetti, siamo persone che hanno dato cuore e anima per l'azienda. Ci ritroviamo qui, dinnanzi alle istituzioni, a chiedere il rispetto della nostra dignità grazie a KKR. Complimenti". Arrabbiato e preoccupato è anche Fabrizio Giancristoforo, operaio alla Marelli di Bologna nel settore power train, legato ai motori tradizionali, e delegato Uilm. "Il timore è che Marelli inizi dallo stabilimento di Crevalcore per poi chiudere anche quello di Bologna e gli altri stabilimenti in Italia", spiega.

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EMILIA-ROMAGNA: Rimborsi, 50 milioni per alluvione, grandine e granchi blu | VIDEO

ATTUALITÀ - Via libera dell’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna al progetto di legge per la distribuzione di 50 milioni di euro raccolti grazie alle donazioni per le vittime per l’alluvione. Vediamo come verranno utilizzati. Il rimborso del bollo dell’auto, indennizzi per chi ha avuto un veicolo danneggiato dal maltempo, risorse per cittadini comuni e imprese colpite dell’alluvione di maggio ma non solo, anche 3 milioni per i danni della grandinata di luglio e un milione a sostegno dei pescatori danneggiati dal granchio blu. Ecco come saranno spesi i 50 milioni di euro che la regione ha raccolto grazie alle donazioni arrivate a seguito dell’alluvione. In cima alle voci di spesa gli aiuti agli automobilisti danneggiati.   Fra i gruppi presenti in Assemblea al momento del voto, hanno votato a favore Pd, Lista Bonaccini, ER Coraggiosa, Europa Verde, Movimento 5 Stelle. Astenuti: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Rete civica. L’Assemblea ha anche approvato alcuni ordini del giorno: quattro del Pd (per sollecitare il governo a intervenire sul granchio blu, trovare risorse per i privati danneggiati dall’alluvione, sostenere il territorio forlivese danneggiato dal sisma 2023, che il governo permetta l’uso del miliardo non utilizzato per la cassa integrazione per le altre attività legate alla ricostruzione post alluvione), un ordine del giorno della Lega emendato dalla maggioranza (a sostegno della pulizia dei fiumi) e uno di Rete civica (per avere risorse a sostegno di chi  ha avuto spese per pulire cantiere e locali adibiti a attività commerciale, artigianale e di ristorazione), uno del Movimento 5 Stelle (a sostegno dell’efficientamento energetico) e uno di Lega e Rete Civica (a sostegno di chi sta subendo danni a causa del granchio blu).

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EMILIA-ROMAGNA: Restyling negozi e pubblici esercizi, nuova legge regionale e 18 milioni | VIDEO

ATTUALITÀ - I centri urbani dell’Emilia-Romagna cambiano volto grazie a una nuova legge regionale, approvata all’unanimità in Assemblea Legislativa, e a un investimento da 18 milioni di euro. Contro le saracinesche abbassate e la desertificazione dei centri, compresi quelli più piccoli, arrivano fondi per riqualificare negozi e pubblici esercizi. Una necessità, quella di rilanciare i cuori delle città, che ha messo d’accordo tutte le parti politiche, dando il là alla legge regionale sullo sviluppo dell’economia urbana, a 25 anni dall’ultimo provvedimento dedicato al settore. Il bando da 18 milioni consentirà agli imprenditori di riqualificare le attività, dall’acquisto di nuove attrezzature alla digitalizzazione. Con la nuova legge si cerca un cambio di passo sotto diversi profili, dall’impatto ambientale alla creazione di nuovi servizi. Si favorisce per esempio la creazione di hub urbani e di prossimità, un capitolo importante riguarda l’utilizzo di nuove tecnologie per la pianificazione urbana, i cosiddetti ‘gemelli digitali’ per fare simulazioni e monitorare la fruizione degli spazi comuni.

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BOLOGNA: Ergastolo in appello all'ex Nar Cavallini per la strage del 2 Agosto 1980 | VIDEO

CRONACA - La Corte d’Appello di Bologna ha condannato il terrorista ex Nar, Gilberto Cavallini all’ergastolo, confermando la sentenza di primo grado. Soddisfatti del verdetto i familiari delle vittime, molti dei quali erano in Aula. Ergastolo per Gilberto Cavallini, il terrorista nero ex Nar accusato di essere uno degli esecutori della strage del 2 Agosto 1980 alla stazione di Bologna che provocò 85 morti e 200 feriti. Lo ha deciso la Corte d’assise d’Appello di Bologna, presieduta dal giudice Orazio Pescatore, confermando la sentenza di primo grado del 2020. Ma con un’aggravante. Secondo i giudici la strage di Bologna non fu una strage comune ma politica. Cavallini anche questa volta non era presente in Aula. L’ex Nar, 71 anni, ha un lungo passato nella destra eversiva ed è stato condannato, in passato, per diversi omicidi, tra cui quello del giudice Mario Amato che freddò alle spalle il 23 giugno 1980. Ha accumulato otto ergastoli, quest’ultimo è il nono. “Con questa sentenza ritorna l'imputazione originaria che era quella di strage politica e la conferma sulla responsabilità dell'imputato” ha commentato il sostituto procuratore generale di Bologna, Nicola Proto, che aveva chiesto la conferma dell’ergastolo al pari degli avvocati di parte civile che assistono i familiari delle vittime, molti dei quali presenti all’udienza. “Questa sentenza – ha detto la vicesindaca Emily Clancy, presente alla lettura del verdetto – conferma una ricerca di verità e giustizia che tutta la città ha sempre portato avanti con tenacia”. "Questa è una sentenza molto importante perché elimina completamente, non solo la pista palestinese che è inesistente, grazie anche alle ultime desecretazioni volute dal governo Draghi, ma anche la pista dell'attentato compiuto dagli spontaneisti armati. I Nar non agirono da soli, ma erano collegati a tutti gli altri gruppi eversivi d'allora. Non solo: erano connessi in maniera molto stretta ai servizi segreti italiani, e questa sentenza lo svela” ha commentato Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980. “Chi vuole ancora insistere sullo spontaneismo armato sostanzialmente non vuole la verità su questa strage. Ora ci concentreremo sul processo d'appello a Paolo Bellini” ha concluso. "La novità di questa sentenza è che viene riqualificato il reato in strage politica, viene confermata la condanna all'ergastolo a carico di Gilberto Cavallini con un riconoscimento chiaro dell'imputazione, contestata in un processo che ha avuto due importanti novità in appello. Il crollo motivato e documentato della tesi difensiva della cosiddetta pista palestinese che si è completamente sgretolata in base alla documentazione portata dalla Procura generale in aula e la conferma dei rapporti fra i Nar che non sono spontaneisti ma un gruppo di terroristi neofascisti legati a Ordine Nuovo veneto colluso con apparati dello Stato infedeli alla Repubblica e alla democrazia" ha fatto il punto  l'avvocato di parte civile, Andrea Speranzoni, che assiste i familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980.

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