ROMAGNA: Giornata vittime sul lavoro, Cisl, “Situazione critica”
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Il prossimo 8 ottobre l'Italia commemorerà la 73ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. I numeri del fenomeno in Italia sono preoccupanti, con una media di tre vite spezzate ogni giorno a causa di incidenti sul lavoro e malattie professionali. Recentemente, l’INAIL ha diffuso dati relativi agli infortuni accertati positivi in Emilia-Romagna. Nel corso del 2022, tutte e tre le province romagnole hanno registrato un incremento degli incidenti sul lavoro, sottolineando l'urgenza di un'analisi approfondita e di misure correttive mirate. Secondo i dati diffusi da Cisl Romagna, nel 2022, l'Emilia-Romagna ha assistito ad un aumento significativo degli infortuni sul lavoro, con un +6,14% che si traduce in 46.852 incidenti accertati rispetto ai 44.143 del 2021. La provincia di Ravenna ha registrato un preoccupante +8,41%, seguita da Rimini con un +7,93% e Forlì-Cesena con un aumento del +1,02%.
Il 2023 registra sia livello regionale che provinciale un calo degli infortuni denunciati nei primi sette mesi dell'anno (in Emilia-Romagna 11.241, -8,19%), anche se i numeri rimangono ancora elevati. Nelle tre province romagnole: Ravenna presenta un calo 3.949 (-8,44%) di denunce presentate, la provincia di Forlì-Cesena conta 4.014 (-5,37%), mentre Rimini è l'unica provincia a livello regionale ad aver registrato un aumento delle denunce presentate, pari a 2.937 (+6,18%). Sono 40 le persone che quest’anno hanno perso la vita sul posto di lavoro nella regione Emilia-Romagna, di cui 11 in Romagna.
"Questi dati relativi agli incidenti sul lavoro e alle malattie professionali sono un campanello d'allarme che richiede azioni immediate e coordinate per invertire questa tendenza e garantire la sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro - afferma il segretario generale CISL Romagna, Francesco Marinelli. ”L'aumento significativo degli infortuni nel indica una carenza nelle politiche di sicurezza sul lavoro e una necessità di revisione e rafforzamento delle misure esistenti. I numeri di decessi correlati agli incidenti sul lavoro sono ancora sconcertanti, e mettono in luce una situazione che richiede una comprensione approfondita delle cause e l'implementazione di misure preventive mirate per ridurre al minimo il pericolo sul posto di lavoro”.
“Anche l'aumento delle malattie professionali, soprattutto nella provincia di Forlì-Cesena, è motivo di seria preoccupazione. Ciò indica la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza e alle condizioni lavorative in determinati settori o aziende”.
“Nonostante la flessione degli infortuni denunciati nei primi sette mesi del 2023 la situazione rimane molto critica ed è fondamentale abbassare la guardia. È importante analizzare attentamente questa diminuzione e assicurarsi che sia il risultato di misure di prevenzione efficaci e non una semplice variazione stagionale o congiunturale”.
“È necessario investire di più nella formazione e nell'addestramento per prevenire incidenti mortali e infortuni nei luoghi di lavoro - chiosa il segretario -. Siamo già molto in ritardo, è da un anno e mezzo che si discute del nuovo accordo Stato/Regioni in tema di formazione obbligatoria sulla sicurezza, pertanto auspichiamo che la discussione riprenda al più presto con l'obiettivo di poter ulteriormente modificare la bozza. A livello nazionale abbiamo già espresso un primo giudizio e una contrarietà alla diminuzione delle ore di formazione per i settori ad alto rischio, così come tra gli altri anche sull'insufficiente numero di ore previste per la formazione dei datori di lavoro che svolgono la funzione di RSPP o sull'utilizzo dell'e-learning all'interno dei corsi previsti”.