RIMINI: “Bambini aggrediti da striscione fascista”
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Avevano fatto parlare di sé le militanti di Forza Nuova che qualche notte fa avevano affisso sui cancelli della scuola primaria di Rimini Montefiori uno striscione con la scritta “La favola del gender che non esiste”. Motivo della protesta, il personaggio di un racconto usato a scuola che – secondo le attiviste – avrebbe potuto decidere la propria sfera sessuale. “Un progetto perverso della lobby Lgbt”, avevano commentato l’indomani. Chiamata in causa, l’associazione Arcigay di Rimini ha risposto con ironia: “Non parliamo dell'androgino Piccolo Principe e dei suoi valori democratici, una sicura compromissione per le deboli menti dei giovani balilla”. A seguire, un passaggio delle dichiarazioni di entrambi i fronti. Ass. Evita Peron (movimento femminile di Forza Nuova) “Oltre lo sporco gioco di macchiare l'innocenza dei bimbi più piccoli attraverso fiabe rivisitate, testi modificati, giochi del rispetto a luci rosse, le stesse si insinuano tra i più grandicelli per continuare l'opera satanica di destabilizzazione della loro affettività, minandone la sfera intima e imponendo loro modelli di "genere" nuovi da poter scegliere e da considerare come assoluta normalità”. Ass. Arcigay Rimini “L'azione di affiggere striscioni, come sempre agita con la protezione della notte come si conviene a chi giustamente ha vergogna di sé, è un fatto grave che rischia di compromettere la serenità e la sicurezza di quei luoghi cui vengono affidati i giovani, i quali hanno il diritto di non essere aggrediti da striscioni neri con scritte in stile fascista. La loro unica intenzione è quella di gettare scompiglio e di perpetrare una forma di condizionamento sociale”.