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CALCIO: Il Bologna cede il passo alla Juve, la decide Cabal

SPORT - Prova di maturità fallita per il Bologna che è costretto alla resa nel match casalingo con la Juventus, pagando a carissimo prezzo alcune amnesie difensive. L’avvio di partita è favorevole al Bologna, che al 5’ va subito vicino al vantaggio: su punizione dalla sinistra Pobega trova però la pronta risposta di Di Gregorio, reattivo anche sul successivo tap-in di Orsolini. I rossoblù insistono e al 18’ è ancora Orsolini a rendersi pericoloso con un sinistro a giro dalla destra, neutralizzato in tuffo dal portiere juventino. La Juventus fatica a trovare continuità offensiva ma al 32’ si fa vedere con McKennie, che impatta di testa sul cross di Cambiaso senza però centrare lo specchio. Al 36’ gli ospiti trovano anche il gol, poi annullato: McKennie anticipa Ravaglia in uscita e serve David, che deposita in rete a porta sguarnita, ma l’azione è viziata da una posizione di fuorigioco dell’americano. Il primo tempo si chiude con un’altra grande occasione per il Bologna: Orsolini salta Cambiaso e libera Zortea, il cui tiro potente colpisce in pieno la traversa. Nella ripresa il Bologna riparte con aggressività e al 55’ sfiora nuovamente il vantaggio: Orsolini sfonda in area, la palla carambola su Dallinga che però calcia alto da buona posizione. Al 64’ arriva l’episodio che decide la gara: calcio d’angolo battuto corto dalla Juventus, Yildiz crossa al centro e Cabal, lasciato completamente solo, insacca di testa lo 0-1. Il match si complica ulteriormente per i rossoblù al 69’, quando Heggem viene espulso per aver fermato fallosamente Openda lanciato a rete. In inferiorità numerica il Bologna prova comunque a reagire: all’83’ Bernardeschi tenta la conclusione dal limite, facilmente controllata da Di Gregorio. Nel recupero i bianconeri sfiorano il raddoppio due volte, sempre con Openda: in entrambe le occasioni il belga trova sulla sua strada un grande Ravaglia ma la Juve non rischia più nulla in difesa e passa al "Dall'Ara", costringendo i rossoblù alla seconda capitolazione di fila di fronte al proprio pubblico.   Foto: IPA Agency

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BOLOGNA: Una nuova luce per la statua di Lucio Dalla in piazza Cavour | VIDEO

ATTUALITÀ - E’ stata inaugurata a Bologna la nuova illuminazione per la statua di Lucio Dalla: un regalo all’artista bolognese, amante della notte, e ai tanti, tra cittadini e turisti, di passaggio nella mitica “Piazza Grande”.  Nella notte più lunga dell’anno, quella di Santa Lucia, la statua di Lucio Dalla in piazza Cavour a Bologna ha trovato una nuova illuminazione grazie al progetto Notte di Luce. Una scultura visibile anche nelle ore notturne, per un uomo che amava la notte, come hanno ricordato i presenti e il cugino Lino Zaccanti visibilmente commosso, che ha citato alcuni aneddoti del loro passato.Tanti i cittadini presenti, insieme all’amministrazione comunale, per ricordare un’artista che, come ha raccontato il cugino, durante la scuola, a detta delle maestre, non era portato per il canto.

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GAMBETTOLA: Incendio in azienda, gli operai domani le fiamme

CRONACA - Momenti di apprensione questa mattina a Gambettola, dove intorno alle ore 7:30 si è sviluppato un incendio all’interno di un’azienda situata in via Primo Maggio. Sul posto è intervenuta una squadra dei Vigili del Fuoco di Cesena. Al loro arrivo, gli operai presenti erano già riusciti a contenere le fiamme grazie all’utilizzo degli estintori aziendali, evitando che il rogo si propagasse ulteriormente. I Vigili del Fuoco hanno quindi provveduto allo spegnimento degli ultimi focolai residui e alle operazioni di messa in sicurezza dell’area interessata. Fortunatamente non si registrano feriti. Le cause dell’incendio sono in fase di accertamento.

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EMILIA-ROMAGNA: Declassamento comuni montani, l'Appennino teme il taglio dei fondi

ATTUALITÀ - Una nuova normativa che introduce nuovi criteri per stabile in base al quale un comune può essere considerato montano, con 1200 comuni che rischiano di essere declassati, sta facendo discutere amministratori locali, Regioni e sindaci, in particolare in Emilia-Romagna. La legge nazionale sulla montagna, così come è stata impostata, punta a ridefinire in modo più rigido e uniforme i parametri che danno accesso allo status di “comune montano”, basandosi soprattutto su dati tecnici come altitudine media e pendenza del territorio. Secondo le prime stime, l’impatto sul territorio emiliano-romagnolo sarebbe molto pesante. Nell’Appennino regionale, oltre il 40 per cento dei comuni oggi riconosciuti come montani rischierebbe di perdere questa classificazione. Un dato che ha acceso forti preoccupazioni perché il riconoscimento di comune montano non è solo formale, ma permette di accedere a risorse economiche, agevolazioni fiscali, fondi per i servizi essenziali e politiche di sostegno pensate per territori fragili e spesso colpiti dallo spopolamento. L’assessore regionale Davide Baruffi ha definito la proposta “irricevibile”, sottolineando come i nuovi criteri penalizzino soprattutto l’Appennino, dove le quote altimetriche sono generalmente più basse rispetto alle Alpi, ma le difficoltà economiche, sociali e infrastrutturali restano elevate. Il rischio, secondo la Regione, è quello di tagliare fuori proprio quei comuni che avrebbero più bisogno di supporto, indebolendo ulteriormente aree già segnate da carenza di servizi, difficoltà di collegamento e invecchiamento della popolazione. Molti sindaci emiliano-romagnoli condividono queste preoccupazioni e parlano di una norma che non tiene conto della realtà dei territori. Nei comuni dell’Appennino, infatti, la montagna non è solo una questione di metri sul livello del mare, ma riguarda condizioni di vita, accessibilità, rischio idrogeologico e costi più alti per garantire servizi fondamentali come scuole, trasporti e sanità. Perdere lo status di comune montano significherebbe avere meno strumenti per affrontare questi problemi. Un altro punto critico riguarda il confronto tra Alpi e Appennino. Secondo molte amministrazioni locali, la legge rischia di creare una sorta di “montagna di serie A e di serie B”, favorendo le aree alpine e penalizzando quelle appenniniche, come accade in Emilia-Romagna. Da qui la richiesta di rivedere i criteri, introducendo parametri più ampi che tengano conto non solo dell’altitudine, ma anche degli aspetti socio-economici e territoriali. La Regione Emilia-Romagna ha chiesto al Governo di aprire un confronto per modificare la normativa prima che entri pienamente in vigore, evitando un declassamento che potrebbe avere conseguenze pesanti sul futuro di molti comuni. Al centro della discussione resta una domanda fondamentale: come sostenere davvero la montagna e le comunità che la abitano, senza ridurre tutto a numeri e soglie tecniche che rischiano di non raccontare la complessità dei territori.

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RIMINI: 15enne violentata al Parco Marecchia, 22enne rischia 6 anni di carcere

CRONACA - Il Pubblico Ministero di Rimini Luca Bertuzzi ha chiesto sei anni di prigione per un cittadino afghano di 22 anni. L'accusa è di aver commesso violenza sessuale contro una ragazza brasiliana che all'epoca era minorenne. I fatti risalgono all'agosto del 2021. Secondo l'accusa, il giovane, difeso dall'avvocato Gianluca Tencati, avrebbe portato la ragazza (che aveva 15 anni) in una zona nascosta e isolata del parco Marecchia. Qui, l'avrebbe costretta ad avere un rapporto sessuale, anche se lei si era rifiutata chiaramente e aveva provato ad allontanarlo. Il giovane avrebbe immobilizzato la vittima per commettere l'atto. La denuncia non è arrivata subito, ma è stata presentata solo dopo una segnalazione fatta dai servizi sociali che seguivano la ragazza. La Procura ha quindi avviato le indagini, che hanno portato all'imputazione. Durante le fasi iniziali, la vittima ha confermato tutti i dettagli dell'accusa, mentre l'imputato ha sempre sostenuto che il rapporto fosse consensuale. Dopo l'udienza finale in cui il PM ha presentato la sua richiesta, il collegio di giudici, guidato dalla giudice Adriana Cosenza, ha fissato la data della sentenza per metà marzo.

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