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RIMINI: Reliquia San Nicola attrae fedeli, “sudorazione da verificare” | VIDEO

ATTUALITÀ - Alcuni pellegrini hanno segnalato una chiazza sull’omero di San Nicola, reliquia custodita nel Duomo di Rimini. La Diocesi frena gli entusiasmi, ma il fenomeno della sudorazione del santo è noto da tempo a Bari.   In occasione dell’anno giubilare, il vescovo di Rimini ha deciso di spostare la reliquia di San Nicola dalla chiesa di San Niccolò al Porto, non più agibile, alla Cattedrale della città. Occasione che ha fatto rilevare ad alcuni pellegrini la presenza di una chiazza scura a metà dell’omero. A Bari è noto il fenomeno della ‘manna di San Nicola’, la sudorazione del corpo del santo, lì conservato. Al di là del fenomeno riminese, ancora tutto da dimostrare, resta l’eccezionalità della reliquia dell’antico vescovo di Myra, divenuto santo per la Chiesa cattolica, la cui tradizione lo vede sovrapposto a Santa Claus, Babbo Natale. “L’omero del braccio sinistro a Rimini è presente dalla fine del 1.100. Perché San Nicola è così venerato? Un uomo di carità, vescovo dell’antichità, dei primi secoli del Cristianesimo, dell’attuale Turchia. A Bari i suoi resti mortali sono presenti da secoli e sono veneratissimi”, spiega don Giuseppe Tognacci, rettore della Cattedrale di Rimini, che sulle macchie presenti sull’omero frena gli entusiasmi. “Non saprei, non si può davvero dare un giudizio sulla cosa, perché la reliquia è sempre stata sigillata nel suo reliquiario”. Nessun esame, dunque, è mai stato fatto. In occasione dell’anno giubilare, grazie ai volontari, la basilica è aperta con orario continuato, anche nell’orario di pranzo.

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RAVENNA: Declassamento Dogana, de Pascale e Priolo, “Dal Governo risposte insoddisfacenti sul futuro dello snodo cruciale”

ATTUALITÀ - "Prendiamo atto della risposta del Governo, ma non possiamo ritenerci soddisfatti. Riclassificare l’Ufficio delle Dogane in terza fascia è una scelta ingiustificata che, invece di supportare il rilancio infrastrutturale e logistico del porto di Ravenna, rischia di penalizzare un’infrastruttura centrale per il commercio nazionale e internazionale proprio nel momento in cui è oggetto di importanti investimenti per il suo potenziamento". È quanto affermano il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alle Infrastrutture, Irene Priolo, dopo la risposta del Governo all’interpellanza urgente presentata alla Camera dei deputati dalla parlamentare ravennate Ouidad Bakkali, per chiedere al ministro dell’Economia e delle Finanze di intervenire sulla recente decisione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di declassare l’Ufficio Dogane di Ravenna dalla prima alla terza fascia. “Il Porto di Ravenna è uno snodo fondamentale per l’economia regionale e nazionale, un’infrastruttura che si colloca tra le principali d’Europa per traffici e prospettive di crescita- proseguono de Pascale e Priolo-. Non condividiamo il metodo con cui è stato determinato questo declassamento, basato su parametri che non tengono conto della reale funzione del porto e delle dinamiche economiche e logistiche in atto. Fattori che un algoritmo non può calcolare, né che una revisione triennale è sufficiente a correggere”. Il Porto di Ravenna è al centro di un ampio piano di investimenti e iniziative infrastrutturali fondamentali per la competitività del territorio, a partire dal Progetto HUB, che prevede il potenziamento delle banchine, il dragaggio dei fondali e il miglioramento dei collegamenti ferroviari. A questi interventi si aggiunge l’istituzione della Zona Logistica Semplificata dell’Emilia-Romagna, pensata per attrarre investimenti e rafforzare la competitività del sistema portuale. “Siamo di fronte a una scelta che si basa su un approccio tecnocratico, più che strategico, e che rischia di penalizzare un’infrastruttura in crescita, su cui si stanno concentrando risorse pubbliche e private per rafforzarne il ruolo internazionale- concludono presidente e assessora-. Continueremo a chiedere al Governo di rivedere questa decisione e di adottare criteri di valutazione più aderenti alla realtà economica e strategica del Porto di Ravenna. Non possiamo accettare che venga penalizzato proprio mentre si stanno gettando le basi per il suo futuro”.

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RIMINI: Reagisce a insulti razzisti, niente squalifica per la giocatrice, Cesena 3 turni a porte chiuse

ATTUALITÀ - Per la giocatrice di Rimini insultata nessuna squalifica, ma una "deplorazione" per aver lasciato il campo ed essersi diretta verso una tifosa della squadra avversaria, comportamento per cui è stata espulsa, con riconoscimento dell'attenuante per aver reagito ad una grave offesa, inequivocabilmente discriminatoria e razzista. Per la Nuova Virtus Cesena, invece, 3 turni a porte chiuse per il comportamento discriminatorio di una sua sostenitrice. Lo ha deciso il giudice sportivo Fip dell'Emilia-Romagna, dopo gli insulti razzisti rivolti di una madre a una giocatrice nel match U19 Rimini Happy Basket-Nuova Virtus Cesena del 3 febbraio.

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LUGO: Passamontagna e arnesi da scasso in auto, arrestati due kossovari | FOTO

CRONACA - I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Lugo hanno arrestato due 21enni kossovari  per resistenza aggravata nei confronti di Pubblico Ufficiale e denunciati per porto di armi e arnesi atti allo scasso. Verso le 5 del mattino i miliari del Pronto Intervento stavano effettuando dei controlli perlustrativi tra le vie del centro storico e nei pressi dell’Ufficio Postale di via Magnapassi, hanno notato un’autovettura di grossa cilindrata che, dopo aver imboccato via, ha  improvvisamente invertito la marcia. La manovra ha insospettito i carabinieri che hanno inseguito il veicolo. Quando la gazzella ha raggiunto il mezzo, improvvisamente gli occupanti hanno aperto gli sportelli e si sono allontanati a piedi, cercando di far perdere le tracce. Dopo un breve inseguimento sono riusciti a fermarli e quindi riportarli al loro mezzo. I due hanno iniziato a strattonare, spingere e colpire i militari. All’interno del veicolo, tra i sedili posteriori, hanno trovato un altro giovane che si era accovacciato nel tentativo di nascondersi. Quest’ultimo, repentinamente, con un calcio ha aperto violentemente lo sportello e ha tentato la fuga. I due fermati sono stati arrestati e condotti in caserma per le formalità di rito. All’interno del veicolo sono stati recuperati passamontagna scuri, guanti particolari da lavoro e arnesi atti allo scasso, in particolare un lungo cacciavite idoneo a forzare infissi e serramenti. Sono tuttora in corso i dovuti approfondimenti sia per identificare con certezza il fuggitivo, sia per riscontrare, sulla base degli oggetti e arnesi trovati nell’abitacolo del veicolo, se gli uomini fermati si siano resi responsabili della commissione di reati contro il patrimonio, come furti in abitazione o in esercizi commerciali.

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RAVENNA: Sindacati, al Tavolo Lafert chiederemo ritiro licenziamenti

ATTUALITÀ - Il ritiro della procedura di licenziamento collettivo annunciata, alla metà dello scorso mese, dall'azienda e poi sospesa, lo scorso 23 gennaio, per una quindicina di giorni in modo da consentire alla stessa azienda e ai sindacati di guardare e analizzare i bilanci. E' quello che chiederanno i sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil al prossimo tavolo istituzionale con la Regione Emilia-Romagna sulla vertenza Lafert alla luce dell'incontro avvenuto ieri tra le organizzazioni sindacali degli stabilimenti veneti e emiliano-romagnoli e i vertici societari a Marghera, nel Veneziano in cui sono state illustrare le direttrici del piano industriale 2025-2028 e sottolineato come la decisione di chiudere lo stabilimento di Fusignano, nel Ravennate faccia parte di una strategia di ampio respiro. Al summit andato in scena in Veneto - mentre oggi è in programma un nuova assemblea dei dipendenti del sito ravennate - la delegazione sindacale, viene spiegato in una nota, ha sottolineato la necessità di ulteriori approfondimenti "rispetto alle informazioni fornite" e ha anche "ribadito con forza che è totalmente inaccettabile la decisione di chiudere lo stabilimento di Fusignano, per il quale va ritirata la procedura di licenziamento collettivo". In particolare, viene evidenziato ancora, le sigle sindacali hanno chiesto "l'avvio di un confronto, anche con i livelli istituzionali, per la revisione del piano industriale del gruppo, funzionale al mantenimento dell'operatività dello stabilimento di Fusignano, individuando anche altre soluzioni produttive e di attività complementari ai progetti, ai processi e ai prodotti sviluppati e realizzati da Lafert. Alla richiesta sindacale, la direzione aziendale, pur confermando al momento la propria intenzione di chiusura dello stabilimento di Fusignano, ha comunicato la propria disponibilità a prorogare la sospensione della procedura di licenziamento fino alla riconvocazione (per la quale verrà fatta richiesta) del tavolo istituzionale con la Regione Emilia-Romagna per approfondire la discussione". Al Tavolo istituzionale, "l'obiettivo", da parte dei sindacati, è "il ritiro della procedura di licenziamento collettivo e l'avvio di un costruttivo confronto per ricercare, insieme alle diverse parti, tutte le soluzioni che possano dare allo stabilimento di Fusignano la certezza di mantenere la propria piena operatività".

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