Ravenna

Thumbnail CALCIO: Abbiati saluta il Milan Club Faenza e ritrova mister Zaccheroni | VIDEO

CALCIO: Abbiati saluta il Milan Club Faenza e ritrova mister Zaccheroni | VIDEO

Serata di festa per il Milan Club Faenza che ha ospitato Abbiati e Zaccheroni

Thumbnail RAVENNA: Nasce il nuovo Comparto Ambientale, Eni e Hera fanno filiera comune | VIDEO

RAVENNA: Nasce il nuovo Comparto Ambientale, Eni e Hera fanno filiera comune | VIDEO

Ravenna, nasce il nuovo Comparto Ambientale da 100 milioni di euro: Eni e Hera scommettono sull’economia circolare Un investimento da 100 milioni di euro per trasformare un’area industriale dismessa in uno dei principali poli italiani dedicati all’economia circolare e alla gestione dei rifiuti industriali. È stato inaugurato a Ravenna il nuovo Comparto Ambientale sorto nell’area ex industriale di Ca’ Ponticelle, progetto realizzato da Eni e Hera attraverso le società Eni Rewind, Herambiente e la joint venture HEA. L’intervento ha interessato 26 ettari all’interno del distretto industriale ravennate e rappresenta uno dei più significativi esempi di rigenerazione industriale e ambientale del Paese. I lavori hanno preso avvio nel 2019 con le attività di bonifica e risanamento dell’area e il comparto entrerà a pieno regime dal prossimo luglio. L’obiettivo è rafforzare la capacità nazionale di trattamento dei rifiuti speciali, favorendo il recupero di materia e riducendo il ricorso alle discariche e ai conferimenti verso impianti situati fuori regione o all’estero. La piattaforma per il trattamento dei rifiuti industriali Cuore del nuovo comparto è la piattaforma polifunzionale di HEA, destinata al pretrattamento dei rifiuti speciali solidi e liquidi provenienti da attività produttive e da interventi di bonifica. L’impianto, che sostituirà la storica piattaforma HASI di Ravenna, potrà trattare fino a 60 mila tonnellate di rifiuti all’anno. Al suo interno saranno svolte operazioni di stoccaggio, riconfezionamento, triturazione e miscelazione finalizzate a massimizzare il recupero di materiali e risorse. Accanto alla piattaforma trova spazio anche il nuovo impianto di biorecupero di Eni Rewind, capace di trattare fino a 80 mila tonnellate annue di terreni contaminati da idrocarburi attraverso processi biologici che ne consentono il recupero e il successivo riutilizzo nei cantieri di bonifica. Completano il progetto un impianto fotovoltaico da 6 MWp realizzato da Plenitude e operativo dal 2024, esteso su circa 11 ettari con oltre 10 mila pannelli installati, e un innovativo sistema sperimentale di accumulo energetico mediante batterie a flusso di vanadio, completato nell’aprile scorso. Ricci (Eni): “Da terreno contaminato a sito che elimina l’inquinamento” Per Giuseppe Ricci, direttore operativo Trasformazione industriale di Eni, il nuovo comparto rappresenta un esempio concreto di come la riconversione industriale possa diventare uno strumento di sostenibilità. «La circolarità è uno degli elementi di forza del nostro Paese: non abbiamo molte materie prime, ma siamo capaci di recuperarle e valorizzarle», ha affermato durante la presentazione. Ricci ha sottolineato come l’area di Ca’ Ponticelle fosse occupata da strutture dismesse del vecchio petrolchimico e inutilizzata da decenni. «Da un terreno che era stato contaminato si è passati a un sito che lavora per eliminare l’inquinamento», ha spiegato, riferendosi in particolare all’impianto di biorecupero. Secondo il manager, il progetto dimostra come sia possibile coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale. «Non bisogna dismettere e abbandonare, ma recuperare e riportare attività economiche e occupazione nei territori». Un modello che, ha aggiunto, dovrebbe essere sempre più valorizzato per trasformare gli scarti in nuove risorse. Grossi (Eni Rewind): “Un modello replicabile in altre regioni” Sulla stessa linea Paolo Grossi, amministratore delegato di Eni Rewind, che ha evidenziato il valore simbolico e industriale dell’intervento. «Il Comparto Ambientale Ravenna nasce dove sono le radici della storia di Eni. Qui abbiamo trasformato l’area dismessa di Ca’ Ponticelle in una piattaforma ambientale capace di coniugare risanamento, riqualificazione produttiva e competitività industriale». Grossi ha ricordato che il sito integra i primi due impianti di Eni Rewind dedicati al trattamento dei rifiuti, che si affiancano agli oltre 40 impianti gestiti dalla società per la depurazione delle acque in tutta Italia. «La nostra offerta di servizi ambientali si arricchisce con gli impianti di bioremediation per il recupero dei terreni e con la piattaforma di pretrattamento dei rifiuti industriali realizzata in partnership con Herambiente», ha spiegato. L’auspicio è che il progetto possa diventare «un modello replicabile in altre regioni per ridurre il deficit impiantistico e l’impatto ambientale nella gestione dei rifiuti». Iacono (Hera): “Trasformiamo gli scarti in materia ed energia” Tra i protagonisti dell’iniziativa anche il gruppo Hera, che vede nel nuovo comparto un tassello fondamentale della propria strategia industriale. «Per noi ha un significato strategico e importante», ha dichiarato l’amministratore delegato Orazio Iacono, ricordando il ruolo del gruppo come uno dei principali operatori italiani nel trattamento degli scarti urbani e industriali. «Questo impianto, realizzato insieme a Eni, ci consente di trasformare gli scarti industriali in nuova materia ed energia. È un modello che ci rende unici in Italia e riconosciuti anche a livello europeo». Iacono ha evidenziato come il progetto valorizzi il know-how sviluppato da Hera nell’applicazione dell’economia circolare ai processi industriali. «Si tratta di creare valore per l’azienda, per i clienti e per l’intera comunità. La crescita aziendale deve andare di pari passo con lo sviluppo del territorio». Particolare attenzione è stata dedicata alla riqualificazione dell’area. «Qui è stata rigenerata una zona precedentemente bonificata e trasformata in una realtà produttiva capace di convertire rifiuti e scarti in risorse, evitando che vengano inviati all’estero con costi elevati per il Paese». Per il manager, la collaborazione con Eni dimostra come sia possibile costruire filiere innovative per la gestione sostenibile dei rifiuti industriali e rafforza l’ambizione di Hera di diventare «il motore dell’economia circolare del tessuto industriale italiano». De Pascale: “Ravenna laboratorio della transizione ecologica” Il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale ha definito il comparto il risultato di un percorso iniziato nel 2019 e oggi diventato realtà. «Vediamo concretizzarsi un progetto che dimostra come la rigenerazione ambientale possa diventare motore di sviluppo industriale, innovazione e occupazione qualificata». Per de Pascale, Ravenna conferma la propria vocazione di grande polo energetico e industriale nazionale, ma con una prospettiva sempre più orientata alla sostenibilità e all’economia circolare. «La capacità di recuperare aree dismesse, sviluppare impianti tecnologicamente avanzati e creare nuove filiere legate al recupero di materia rappresenta una leva fondamentale per la competitività futura del territorio». Un investimento che, secondo il governatore, rafforza il ruolo della città come uno dei principali laboratori italiani della transizione ecologica e industriale, creando nuove opportunità di crescita economica e occupazionale. Barattoni: “Meno discariche e più lavoro qualificato” Anche il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni ha sottolineato il valore strategico dell’opera per il territorio. «Da Ravenna si lancia un messaggio forte al Paese con un progetto che tiene insieme riconversione industriale e tutela ambientale e che rappresenta un’infrastruttura strategica non solo per la nostra città, ma anche per l’Italia». Per il primo cittadino il modello da seguire è quello che punta su «meno discariche, più recupero, più lavoro qualificato e più investimenti sul fotovoltaico», in una logica di piena implementazione dell’economia circolare. Grazie all’investimento da 100 milioni di euro, ha concluso Barattoni, un’area industriale dismessa è stata trasformata in una nuova piattaforma produttiva capace di sostenere la rigenerazione industriale e la transizione ecologica, conciliando competitività economica e tutela dell’ambiente.


TUTTE LE NOTIZIE DI RAVENNA