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Thumbnail BOLOGNA: Misure cautelari dopo lo sgombero, collettivi in presidio | VIDEO

BOLOGNA: Misure cautelari dopo lo sgombero, collettivi in presidio | VIDEO

POLITICA - Presidio dei collettivi a Bologna dopo le misure cautelari di divieto di dimora nei confronti di sei attivisti, dopo lo sgombero dell'occupazione abitativa del collettivo Luna in via Mazzini. “Misure fasciste e repressive” attaccano i manifestanti, annunciando una lunga serie di iniziative che già da sabato, a Ferrara, preannunciano una primavera calda in tutta la regione Conferenza stampa-presidio nel cortile del Comune di Bologna dopo le 12 denunce e le sei misure cautelari di divieto di dimora nel territorio metropolitano, eseguite nei giorni scorsi dalla Digos, in seguito allo sgombero dello scorso 6 ottobre, con scontri, dell'occupazione abitativa del collettivo Luna in uno stabile di proprietà di una congregazione di suore in via Mazzini. I sei attivisti colpiti dal provvedimento, con un team legale già a lavoro per chiederne la revoca, adesso sono ospiti di alcuni compagni di Reggio Emilia, solidali con loro, come numerose sigle, collettivi e movimenti bolognesi e non solo, considerando la tensione nelle ultime settimane un po' dappertutto nel Paese. Ad assistere alla conferenza anche la vicesindaca Emily Clancy ed esponenti della maggioranza comunale extra-Pd. A manifestare, annunciando una serie di iniziative che già da sabato a Ferrara prospettano una primavera calda in tutta la regione, anche Martina, attivista di Labas, sulle prime pagine col volto sanguinante proprio il giorno dello sgombero per le ferite riportate in seguito agli scontri, che videro coinvolti anche di tre agenti. Quello che l'ha colpita è stato denunciato, assicura la giovane, che parla inoltre di falsità riportate nelle notifiche, sulle quali si leggerebbe che la studentessa si sia fatta male da sola, scivolando.

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EMILIA-ROMAGNA: Fine vita, dibattito in Forza Italia, Aiello per "rispettare scelte malato"

Dopo il congresso nazionale, c’è dibattito dentro Forza Italia sui temi etici. Dall’Emilia-Romagna, regione in cui la giunta regionale di centrosinistra ha lanciato una prima regolamentazione sul fine vita, è il movimento giovanile azzurro, guidato localmente da Daniele Aiello, che va in controtendenza rispetto alla sua collega di partito, la consigliere regionale Valentina Castaldini: “il nostro partito – dice Aiello - non deve imporre una propria visione etica ma mettere ognuno nelle condizioni di esercitare le scelte individuali. Si offrano le migliori cure palliative ma se a un certo punto un malato vuole evitare l'accanimento terapeutico va messo nelle condizioni di poterlo fare. Non sono battaglie della sinistra, ma liberali”. Castaldini, di area cattolica, da subito aveva annunciato ricorso al Tar contro le determinazioni sul tema della giunta Bonaccini. “Torniamo sui territori forti di un congresso alle spalle – chiosa Aiello - che ha visto una grandissima partecipazione e l’elezione del segretario nazionale Antonio Tajani e tra i vice Stefano Benigni, un volto giovane espressione del nostro movimento giovanile. Si è ribadito il grande spazio che c’è tra Schlein e Meloni, ma se Forza Italia vuole acquisire il consenso di quella parte di elettorato senza partito, deve essere quello che è per sua natura, ovvero per la libertà non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto sociale e individuale. Forza Italia apra a diritti lgbt, il mondo lgbt va ascoltato e tutelato, affinché nessuno si senta discriminato o lasciato indietro”.

Thumbnail EMILIA-ROMAGNA: Pd e 5stelle, la vittoria in Sardegna spinge le alleanze alle comunali | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Pd e 5stelle, la vittoria in Sardegna spinge le alleanze alle comunali | VIDEO

La vittoria di Alessandra Todde in Sardegna scuote il panorama politico anche in Emilia-Romagna. L’alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle ne esce rafforzata e si potrebbe riproporre anche in molti comuni al voto tra pochi mesi. “La destra si può battere. Complimenti e buon lavoro alla Presidente Alessandra Todde. Ma anche tanti applausi ad Elly Schlein ed all’intera comunità del Partito Democratico. Adesso unire il centrosinistra e costruire l’alternativa nel Paese”. Queste le parole di Stefano Bonaccini che, a tarda notte, ha commentato la vittoria di Alessandra Todde, nuova presidente della regione Sardegna. Un risultato non scontato, nel quale, per poche migliaia di voti, il centrosinistra è riuscito a strappare la regione alla compagnie di centrodestra, che per 5 anni aveva governato con il leghista Solinas. Un ribaltamento frutto di quello che oramai viene comunemente riconosciuto come “il campo largo”, ossia l’alleanza tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Nel caso delle elezioni isolane sono stati addirittura i grillini ad esprimere il loro candidato, Alessandra Todde, aggiudicandosi per la prima volta il governo di una regione, ma decisivo è stato l’appoggio del Pd. Una intesa che, in molti casi, avrà seguito anche in Emilia-Romagna. Tanti i comuni che andranno al voto l’8 e il 9 giugno, con diversi sindaci appoggiati contemporaneamente da Pd e 5stelle. Guardando alle città maggiori, l’alleanza è già stata trovata a Ferrara e a Forlì. Nel capoluogo estense Fabio Anselmo sfiderà Alan Fabbri. Il nome è stato scelto dal Partito Democratico e i 5 Stelle hanno deciso di appoggiarlo, come da direttiva nazionale. Stesso copione a Forlì, con i Dem che hanno proposto Fabio Rinaldini e i 5 Stelle che hanno benedetto la candidatura. Diverso è il discorso per Cesena, dove il sindaco uscente Enzo Lattuca non sa ancora se potrà godere dell’appoggio dei grillini, che dopo tanti anni tra i banchi dell’opposizione in consiglio comunale non hanno ancora deciso se passare dall’altra parte. Chissà che la svolta del voto in Sardegna non possa essere utile a smuovere le acque.


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