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ROMAGNA: Elezioni, il Pd di Faenza sceglie di nuovo Isola | VIDEO

POLITICA - Si avvicina il momento delle elezioni per alcuni comuni della Romagna, che si preparano al voto in primavera. Tra questi c’è Faenza, dove il candidato principale sarà il sindaco uscente Massimo Isola. Il Partito Democratico di Faenza conferma la fiducia a Massimo Isola. Questo è il risultato della riunione della direzione, che si è tenuta venerdì sera al circolo La Quercia, durante la quale i dem hanno votato all’unanimità la ricandidatura dell’attuale sindaco alle prossime elezioni comunali. Si apre così ufficialmente la campagna elettorale per la carica di primo cittadino, che avrà come primo compito quello di tenere insieme il “campo largo” del centrosinistra con cui aveva vinto le elezioni nel 2020. Lo stesso campo largo che, però, si è già sfaldato a Imola, dove il Movimento 5 Stelle ha annunciato la volontà di non affiancare Marco Panieri nella sua ricandidatura. Tornando a Faenza, a sfidare Isola, per ora, si sono candidati in tre. Il centrodestra si presenta frammentato: da una parte Claudio Miccoli, sostenuto da Lega e Forza Italia, dall’altra Gabriele Padovani, leader di Area Liberale, che gode dell’appoggio di Fratelli d’Italia. A completare il quadro, Giuseppe Apicella Bini per Potere al Popolo. La data delle elezioni deve ancora essere fissata: la finestra va da aprile a giugno e il voto potrebbe svolgersi in contemporanea con quello di un altro importante comune romagnolo, Cervia, commissariato dopo la sfiducia all’ex sindaco Mattia Missiroli. Sul fronte delle candidature la situazione è ancora molto incerta, con il solo segretario della Lega, Enea Puntiroli, che si è fatto avanti. Tra i comuni chiamati al voto in primavera è spuntato nelle ultime ore anche Mondaino. Venerdì è arrivato il commissariamento dopo la sfiducia alla sindaca Luisella Mele. Nei prossimi giorni verrà quindi nominato un commissario prefettizio, incaricato di traghettare il piccolo comune del Riminese verso le elezioni.

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EMILIA-ROMAGNA: Migranti, de Pascale, "no scontri, lavoriamo a soluzioni"

“Fra ieri sera e questa mattina ho sentito telefonicamente sia il sindaco di Bologna Lepore che il ministro Piantedosi. Due colloqui che hanno chiarito le reciproche posizioni e che spero aiutino a far ripartire il dialogo”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, intervenendo dopo aver ricevuto nel tardo pomeriggio di ieri la risposta del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, alla sua lettera, inviata anche alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e agli altri presidenti di regione, per chiedere all’esecutivo l’avvio di un confronto sui temi della sicurezza e soluzioni concrete ed efficaci frutto di un patto istituzionale con il Governo, i comuni e le amministrazioni territoriali. “Un sindaco- afferma de Pascale- non può apprendere dalla stampa cosa succederà nella sua città, un ministro ha il dovere di costruire una strategia nazionale e il diritto di trovare leale collaborazione dagli enti territoriali. Ho detto ad entrambi - sottolinea . che penso sia un errore far iniziare questo dialogo da un singolo strumento, il CPR, e circoscriverlo a una singola città, Bologna, peraltro, come tutti i capoluoghi di Regione, già gravata da tensioni e difficoltà maggiori rispetto al resto del territorio”.  In questo senso, prosegue, “avevo scritto al ministro qualche settimana fa affrontando molti temi legati alla sicurezza: dalle stazioni alla riforma della polizia locale, fino al tema, che ci preoccupa tutti, a maggior ragione dopo alcuni drammatici episodi di cronaca, della certezza della pena o dell’espulsione per soggetti socialmente pericolosi. Su questo ultimo punto, il Governo ritiene imprescindibile il potenziamento della rete dei CPR, mentre alle cittadine e ai cittadini da più parti arrivano dati e statistiche, quantomeno altrettanto autorevoli, che ne dimostrerebbero la sostanziale inefficacia e disumanità, oltre che la genericità dello strumento che si rivolgerebbe sia a soggetti pericolosi che a soggetti che non hanno mai commesso reati”. Peraltro, “le responsabilità di questi problemi in nessun modo possono essere attribuite in via esclusiva a questo Governo, ma sarebbero le stesse sin dalla loro istituzione nel 1998, dovute alla legge Turco-Napolitano, e meriterebbero un’analisi puntuale e seria, prima di qualsiasi decisione in tal senso”.  “Il punto per me- chiude quindi de Pascale-, rispetto a temi delicati ma purtroppo difficilmente eludibili, come espulsioni coattive e correlata detenzione amministrativa, non deve essere ‘CPR sì’ o ‘CPR mai in Emilia-Romagna’, ma confrontarsi per costruire una strategia condivisa, senza veti o forzature, anche partendo legittimamente da posizioni diverse”.

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SAN MARINO: Associazione Ue vicina, Governo, “siamo un partner affidabile” | VIDEO

Svolta storica per la Repubblica di San Marino. Il Parlamento europeo ha dato il via libera all’accordo di associazione all’Unione. Il voto apre le porte del mercato unico per il Titano. La palla passa ora al Consiglio UE.


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