EMILIA-ROMAGNA: Alluvioni, dopo chiusura indagini botta e risposta Bignami - de Pascale | VIDEO
Alluvioni in Romagna, scontro politico dopo l'inchiesta. Bignami attacca, de Pascale: "Nessuna polemica, rispondiamo con i cantieri"
La chiusura dell'inchiesta della Procura di Ravenna sulle tre esondazioni che, tra maggio 2023 e settembre 2024, hanno colpito Faenza e il bacino del Senio, con 14 persone indagate, riaccende lo scontro politico tra centrodestra e Regione Emilia-Romagna. Da un lato Fratelli d'Italia rivendica le critiche mosse fin dai giorni successivi alle alluvioni, dall'altro il presidente della Regione, Michele de Pascale, respinge le polemiche e ribadisce che la priorità resta accelerare gli interventi per la messa in sicurezza del territorio.
Ad aprire il confronto è il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, secondo cui gli accertamenti della Procura confermano quanto il suo partito sosteneva fin dall'inizio. "Gli esiti dell'indagine della Procura di Ravenna confermano quello che stiamo sostenendo fin dai giorni immediatamente successivi all'alluvione: certamente è un evento atmosferico importante, ma le conseguenze sono state amplificate a causa di una pessima manutenzione del territorio, attribuibile all'incuranza dell'amministrazione che ha totalmente abbandonato il territorio", afferma.
Per Bignami "le responsabilità politiche della sinistra sono evidenti" e ricorda come, all'epoca delle prime denunce, il centrodestra fosse stato accusato di strumentalizzare la tragedia. "Quando denunciavamo questa cosa ci veniva detto che eravamo sciacalli speculatori. Oggi, ancora una volta, i fatti ci danno ragione", sostiene il parlamentare, che aggiunge: "Dispiace notare come le notizie di allora siano oggi del tutto scomparse, nonostante l'evidenza dei fatti dimostri chiaramente le responsabilità che denunciavamo".
Di segno opposto la replica del presidente della Regione, Michele de Pascale, che sceglie di non alimentare il confronto politico. "Non ho il dono della fede, ma ho fatto un fioretto: nessuna polemica. Da parte mia non avete sentito polemiche in un anno e mezzo e continuerete a non vederle", afferma, prendendo le distanze da quelli che definisce "garantisti a colori alterni", ovvero da chi difende o attacca le Procure a seconda delle persone coinvolte nelle indagini.
De Pascale ribadisce di avere "massimo rispetto" sia per il lavoro della magistratura sia per gli indagati. "Per me le Procure vanno sempre rispettate, così come vanno sempre rispettate le persone che sono oggetto di indagine, sia che siano tecnici, sia che siano politici, sia che siano di destra, sia che siano di sinistra", osserva. Il presidente aggiunge di non voler entrare nella polemica politica: "Non rispondo alle polemiche. È una linea che mi sono dato. Noi rispondiamo solo con i cantieri".
Sul merito delle contestazioni mosse dalla Procura, de Pascale sottolinea che alcune delle opere richiamate dagli inquirenti coincidono con quelle su cui la Regione ha concentrato gli interventi più rilevanti. "Alcune delle opere che sono attenzionate anche dalle attività di indagine sono le medesime opere sulle quali abbiamo concentrato la parte più significativa dei nostri sforzi", dice, citando in particolare le casse di espansione del Senio a Cuffiano, "che stanno vedendo la fase esecutiva della progettazione e quindi andranno in appalto".
Il governatore riconosce inoltre la complessità di alcuni interventi, spiegando che i progetti hanno richiesto modifiche dopo gli eventi alluvionali. "In alcuni casi stiamo parlando di opere molto complesse" che hanno richiesto revisioni perché "gli eventi con cui si sono confrontati sono stati molto superiori a quelli per cui erano state progettate e realizzate fino a quel momento". Anche su questo punto ribadisce il proprio atteggiamento: "Sulla parte penale, massimo rispetto, sia della Procura che delle persone oggetto di indagine".
Infine, de Pascale assicura che la sicurezza idraulica rappresenta la principale priorità dell'azione amministrativa regionale. "La necessità di un cambio di passo strutturale nell'attività di protezione e difesa del territorio è ciò che ha segnato il primo anno e mezzo di mandato più di qualsiasi altra politica. Stiamo facendo tutto ciò che è umanamente possibile per segnare un vero e reale cambio di passo in termini di investimenti sul territorio e, a prescindere dall'aspetto penale, per noi questa è la priorità delle priorità".
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