16 GIUGNO 2026

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16 GIUGNO 2026 - 12:34


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CESENA: Risorse nazionali strutturate, le proposte del PD per la scuola | VIDEO

Il Partito Democratico di Cesena ha presentato il contenuto della proposta di legge Scuola redatto dai rappresentati parlamentari e oggi in discussione al Senato. All'incontro pubblico tenuto alla sede dell'Auser di Cesena era presente anche l'Onorevole Irene Manzi. 

Buone prassi che coinvolgono temi educativi multidisciplinari; revisione del calendario scolastico, durata dei tempi di permanenza negli spazi scolastici; adeguamento degli immobili e implementazione degli impianti. Ma anche investimento sulla figura dell’insegnate sia in termini di retribuzione che aggiornamento, con i costi di formazione a carico dello Stato. Sono questi alcuni dei tasselli che il Partito Democratico ha inserito nella proposta di legge, oggi in discussione al Senato, per la riforma della Scuola italiana. Scopo ultimo del provvedimento portato in Parlamento dai dem sarebbe la previsione di un fondo stabile e strutturato “che consenta ai singoli territori di progettare nel lungo periodo”. A spiegarlo è l’Onorevole Irene Manzi, intervenuta a Cesena in un incontro pubblico sul tema organizzato dal Pd locale.

"I punti principali della proposta di legge riguardano tutti i soggetti che compongono la comunità educante - ha ilustrato l'On. Irene Manzi -. Quindi, l'investimento sulla figura del docente in termini di retribuzione e formazione. L'attenzione al rapporto tra scuola e famiglia. Fino ai Patti di Comunità, accordi che consentono di allungare e ampliare il tempo scuola. Non solo durante l'anno, ma anche nel periodo estivo che è un tema molto attuale e molto sentito dai genitori". 

Interpellata sul tema, la deputata ha definito “grave” la scritta “L’Italia agli italiani” riportata sullo striscione esposto da alcuni ragazzi al liceo classico “Monti”. Netta anche la critica al ministro della Istruzione e del Merito Valditara. Reo, secondo Manzi, di aver respinto la tesi che quelle parole recassero riferimenti di matrice razzista e di aver “trasformato la scuola in un perenne ring ideologico”. 




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EMILIA-ROMAGNA: Il progetto di legge sul fine vita approda in Assemblea regionale

Il progetto di legge sul suicidio medicalmente assistito in Emilia-Romagna è pronto per approdare in aula per l'approvazione finale: il testo che regola l'accesso alla procedura per i pazienti con malattie irreversibili e sofferenze intollerabili, ha infatti ottenuto il parere favorevole della commissione Sanità dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Ha votato a favore il centrosinistra, contrario in maniera compatta il centrodestra. Nel corso dell'esame sono stati approvati tre emendamenti di Valentina Castaldini (Forza Italia), che pur restando contraria alla legge ha ottenuto modifiche sul percorso di valutazione dei pazienti: la Commissione di valutazione dovrà effettuare una prima visita nel luogo in cui si trova il paziente e le attività connesse al suicidio assistito potranno essere svolte solo da personale su base volontaria. "Voterò contro questo progetto di legge, ma ho presentato alcuni emendamenti che mettono al centro la dignità del paziente e del malato nell'ultima fase della vita", spiega Castaldini. Approvato anche un emendamento di Elena Ugolini (Rete civica) che rende annuale, anziché biennale, la valutazione sull'applicazione della legge. Respinti gli emendamenti di Nicola Marcello (FdI), che chiedevano tra l'altro l'esplicitazione formale del rifiuto delle cure palliative da parte di chi accede alla procedura. Per Paolo Trande, consigliere di Avs e relatore della legge, l'accoglimento degli emendamenti delle minoranze rientra nello spirito di ascolto seguito fin dall'inizio dei lavori: "L'importante è non intaccare il proposito di dare certezza ed equità al diritto all'autodeterminazione".