7 MARZO 2026

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7 MARZO 2026 - 13:38


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EMILIA-ROMAGNA: Referendum, Piantedosi a Bologna sulle ragioni del Sì | VIDEO

“Si è detto che il sorteggio deprime la democrazia interna e l’intelligenza, ma il tema è liberare la magistratura dalle ingerenze della politica”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo a Bologna a un’iniziativa della Lega sulle ragioni del sì al referendum sulla riforma della giustizia.

Sorteggio e autonomia della magistratura

Riguardo al sorteggio di parte dei membri del Consiglio superiore della magistratura, Piantedosi sottolinea la funzione del meccanismo come strumento di indipendenza: “Mi sapete spiegare perché dovrebbe essere antidemocratica e poco efficiente? Se già esiste nel nostro ordinamento anche in casi più importanti di questo? Qui stiamo pensando di sorteggiare persone che devono andare ad occuparsi dell'organizzazione giudiziaria”.
“Fare una contestazione sul tema del sorteggio non trova giustificazione di merito, ma è uno degli esempi della pregiudiziale di casta”, aggiunge il ministro, ribadendo il sostegno alla riforma.

Una riforma attesa da tempo

Secondo Piantedosi, la separazione delle carriere dei magistrati rappresenta “un elemento di civiltà e democrazia” già presente in oltre venti ordinamenti europei. “Non si capisce perché l’Italia debba essere uno degli ultimi Paesi ad applicare una riforma di questo tipo. È una grande occasione che non va perduta”, ha aggiunto, ricordando come la riforma mira a risolvere problemi annosi del sistema giudiziario.

Il ministro ha inoltre evidenziato la trasversalità della campagna referendaria: “Ci sono nei comitati del sì persone di segno politico opposto a quello che sostiene il governo, ma gli stessi adesso oppositori del no molto spesso in passato sostenevano le ragioni dell'attuale sì”.

Referendum regolare

Alla luce dei recenti eventi internazionali, Piantedosi ha voluto rassicurare sull’organizzazione del voto: “Il referendum sarà svolto con regolarità. Abbiamo tradizioni su questo, il mio ministero in maniera del tutto ormai consolidata riesce ad assicurare tutto questo”.

Migranti: un Cpr in ogni regione

Sempre a margine dell’iniziativa, il ministro ha ribadito la strategia sui centri di permanenza per il rimpatrio: “L’obiettivo teorico iniziale è di lavorare per l’ipotesi che sia almeno un Cpr per ogni regione. È un obiettivo che ci siamo fissati sin dall’insediamento e abbiamo diversi cantieri aperti, alcuni molto più avanzati e altri con verifiche di fattibilità”.




ALTRE NOTIZIE DI POLITICA

EMILIA-ROMAGNA: Trapianti fuori Regione e rimborsi, confronto in Commissione | VIDEO

Le preoccupazioni economiche non dovrebbero sommarsi a quelle sanitarie, le Ausl dell’Emilia Romagna dovrebbero rimborsare le spese sostenute per interventi di trapianto in centri ubicati in altre regioni italiane, prevedendo un sostegno economico per coprire l’intera cifra spesa dal paziente e dal suo accompagnatore. Questo prevede il progetto di legge di Pd-Avs-Civici-M5 Stelle illustrato in commissione Sanità con prima firmataria Eleonora Proni del Pd. La proposta prevede la copertura delle spese di viaggio, vitto e alloggio per pazienti e accompagnatori durante tutte le fasi del percorso, dagli esami preliminari all’intervento fino ai controlli successivi. Il rimborso potrà arrivare al 100% per i nuclei familiari con ISEE fino a 36.151,98 euro, soglia già utilizzata per l’esenzione dal ticket sanitario, mentre per le altre fasce sono previste percentuali progressive. La copertura resta totale per accompagnatori di minori o persone non autosufficienti e viene estesa anche ai donatori viventi. Il provvedimento è sostenuto da uno stanziamento di 400mila euro annui per il triennio 2026-2028 e si inserisce in un sistema sanitario regionale considerato tra i più avanzati, con una rete trapiantologica strutturata e centri di eccellenza a Parma, Modena e Bologna. Nel 2024 in Emilia-Romagna sono stati effettuati 498 trapianti, mentre 68 pazienti si sono rivolti a strutture fuori regione. Secondo la relatrice di maggioranza Eleonora Proni, la misura punta a evitare che i costi legati alla mobilità sanitaria si trasformino in un ostacolo all’accesso a cure salvavita, garantendo equità indipendentemente dal reddito e dal luogo in cui si trova il centro più adeguato. Il relatore di minoranza Alberto Ferrero di Fratelli d’Italia sottolinea la necessità di includere anche i casi di trapianto effettuati all’estero tra quelli coperti dai rimborsi, ritenendo questa estensione fondamentale per completare la misura.