RIMINI: Caro petrolio e tensioni a Hormuz, “la pesca rischia il collasso”
Il caro energia mette in ginocchio le marinerie italiane. Da Rimini arriva l'allarme dell'assessora Anna Montini: “con il petrolio a 100 dollari e le rotte commerciali a rischio, il settore della pesca è vicino al fermo totale”.
L’assessora evidenzia come l’aumento del prezzo dei carburanti, causato dall’instabilità geopolitica in Medio Oriente, stia rendendo insostenibile l'attività produttiva in mare. Nonostante il ricorso alle riserve petrolifere, il valore al barile resta alto. E lo snodo di Hormuz vive ancora condizioni critiche.
“Se gli effetti della guerra in Medio Oriente stanno destabilizzando le economie di tutto il mondo, nello specifico, quanto accade, rischia di rappresentare un duro colpo a un settore che è elemento strategico di un'ampissima filiera che dalle tavole degli italiani a quelle della ristorazione tocca l'intera proposta turistica e non solo”, prosegue Montini.
“Oggi in ballo ci sono migliaia di posti di lavoro e dunque, come ho già detto pochi giorni fa, occorre una forte presenza dello Stato nel sostenere e garantire sostegni rapidissimi al settore pesca. Non c'è più un solo secondo da perdere”, esorta l’assessora.
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