RAVENNA: Barattoni, "unità di strada e politiche prossimità per sicurezza"
Il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni interviene sul tema della sicurezza urbana dopo l'assemblea annuale dell'Anci a Bologna, dove la questione è emersa come priorità trasversale per le amministrazioni di tutta Italia. "Se ci si sente meno sicuri, ci si sente anche meno liberi", scrive il primo cittadino ravennate in una lunga nota in cui sottolinea come secondo i dati Censis 2025, il 75,8% degli italiani ritenga che girare per strada negli ultimi cinque anni sia diventato più pericoloso, percentuale che sale all'81,8% tra le donne.
"Se oggi i cittadini non si sentono sicuri in tutta Italia, indipendentemente dal colore politico dell'Amministrazione, non si può pensare che il problema sia di una singola comunità ma riguarda tutto il Paese", osserva Barattoni che evidenzia difficoltà strutturali con le forze di polizia locale che hanno perso oltre 12mila dei 70mila addetti a livello nazionale e non hanno accesso alle banche dati ministeriali. A giudizio del sindaco di Ravenna, ancora, le carceri soffrono di sovraffollamento con oltre 63mila persone rispetto a una capienza di 51mila, mentre i rimpatri effettivi riguardano poco più del 10% delle persone soggette a decreto di espulsione.
"Non bastano solo politiche repressive e di controllo - argomenta - ma è necessario inserire il tema della sicurezza dentro quello della prevenzione del disagio, in particolare giovanile". Al riguardo Barattoni cita l'aumento della dipendenza da droghe a basso costo e la crescita preoccupante della detenzione di coltelli e armi bianche tra i giovanissimi.
Per questo, puntualizza, l'Amministrazione della città romagnola "implementerà le unità di strada e le politiche di prossimità.
L'obiettivo è lavorare per portare luce dove c'è buio, costruire relazione e comunità dove ci sono solitudine e isolamento - conclude Barattoni - Non c'è miglior politica per la sicurezza di tante persone che vivono per più tempo i propri spazi e i luoghi pubblici".
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