BOLOGNA: Bonaccini saluta la sua terra, “Mi mancheranno gli emiliano-romagnoli”
Il presidente della Regione Stefano Bonaccini, nell'ultima assemblea legislativa che si è tenuta prima del voto, salvo questioni improrogabili, ha fatto il bilancio de i suoi dieci anni di mandato, iniziati il 23 novembre del 2014. “Abbiamo vissuto momenti drammatici ma abbiamo retto” ha detto salutando gli emiliano-romagnoli. Vediamo
Non riesce a trattenere l'emozione, Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna ancora per due settimane, alla fine del suo intervento in Assemblea legislativa in cui ha annunciato che darà le dimissioni subito dopo il G7 Scienza a Bologna che si svolgerà il 9 e 10 luglio. A mancargli di più - dice - “saranno gli emiliano-romagnoli”. E sulle regionali in arrivo raccomanda ai suoi la creazione di un campo largo tra i partiti che si oppongono al centrodestra, per realizzare l'impresa dei suoi dieci anni di mandato: avere in Regione una maggioranza che non è mai andata in crisi: "L'unico consiglio che do al mio partito e al centrosinistra è di proseguire a non dividersi, come abbiamo fatto in Regione in questi dieci anni, caso più unico che raro in Italia. Se possibile persino allargare il perimetro della coalizione, secondo me ci sono le condizioni stavolta per farlo. "Piuttosto che disperdersi in discussioni inutili - prosegue -, bisogna cercare il prima possibile di arrivare a individuare la donna o l'uomo che potrà sostituire Bonaccini" . Sull'apertura al M5s, Bonaccini cita i casi di Reggio Emilia, Modena e Cesena: "C'erano numeri, non era indispensabile un'alleanza più ampia, si sarebbe vinto comunque. Vuol dire che se c'è una condivisione del programma e degli obiettivi si può stare insieme".
ALTRE NOTIZIE DI POLITICA