EMILIA-ROMAGNA: Contagi, Zampa, “lavorare insieme, no a ricette casalinghe” | VIDEO
Il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, intervenendo su La7 ha parlato di questa nuova ondata di contagi. “Per far fronte all'aumento di positivi non si può pensare che ogni regione faccia a modo proprio”, ha spiegato.
“Ripensare alla sanità, non ad una centralizzazione ma, ci vogliono più poteri allo Stato, più potere di controllo e pianificazione, una capacità di verifica molto forte da parte del ministero”. E' il pensiero espresso dal sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, che intervenendo durante una trasmissione de La7, ha parlato della fase 3 caratterizzata da una nuova ondata di contagi. Per far fronte all'aumento di positivi, e in particolare a quelli collegati ai rientri dalle vacanze, non si può pensare che ogni regione faccia a modo proprio" ha spiegato Zampa che ha declinato il suo ragionamento su mezzi di trasporto pubblico locale e le discoteche. “non si può immaginare che il trasporto locale riparta come era prima o dire che i posti possano esser riempiti tutti nei vagoni, basta avere la mascherina” e sulle discoteche ha preso il caso della Sardegna dove “molti contagi sono avvenuti nelle discoteche e il governo ne ha sempre indicato la chiusura. Alcune regioni hanno esercitato la possibilità di deroga” su materie di loro competenza, decidendo se riaprirle o lasciarle chiuse, "e si è dovuti tornare indietro stabilendo chiusura per tutti. Il sottosegretario, tuttavia, ha aggiunto, "non è un problema di luoghi, come le discoteche in sé" ma "di consapevolezza" e "vale per tutti, per anziani come per i giovani". “la soluzione migliore, ha spiegato Zampa, è lavorare insieme, non si risolve il problema facendo ognuno una ricetta casalinga", come dimostra il caso delle discoteche.
Questa lezione ci mostra che si deve lavorare insieme, non ci sono paesi con muri intorno, le regioni devono lavorare col governo". Rispetto alla riapertura delle scuole, ha sottolineato "è giusto che la misurazione della temperatura venga fatta da parte delle famiglie", così come "è sempre accaduto, anche prima del Covid". Quanto agli insegnamenti utili che dalla pandemia si potrebbero ereditare, afferma, quello di "ripensare anche la medicina scolastica”
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