16 MAGGIO 2016

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16 MAGGIO 2016 - 16:10


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EMILIA-ROMAGNA: Referendum, i dati sull'affluenza in Regione - VIDEO

34,7. E’ questo il dato percentuale degli aventi diritto che, nella giornata di ieri, si sono recati al voto in Emilia-Romagna per esprimere la propria opinione sulle concessioni date alle piattaforme petrolifere. Niente quorum, quindi, con il dato nazionale che si attesta ad un misero 32,1%, ben lontano da quel 50 che sarebbe servito a convalidare il referendum. Andiamo quindi ad analizzare i dati delle singole province romagnole, con quella di Rimini in testa alla classifica, forte del suo 34,6%, seguita a ruota da Forlì-Cesena, che si attesta sul 31,5. Interessante il dato della provincia di Ravenna, una delle città italiane con la più alta presenza di piattaforme petrolifere, dove evidentemente ha pesato il grande numero di cittadini impegnati nel settore chimico che, appoggiati dai sindacati, hanno disertato in massa le urne. Tanto che la percentuale dei votanti è stata una delle più basse a livello nazionale, attestandosi al 28.6%. “Era abbastanza prevedibile che non si raggiungesse il quorum – ha dichiarato al termine della giornata il Presidente della Regione Bonaccini – Parliamo di un quesito veramente marginale rispetto ai temi delle energie rinnovabili”. Presidente della Regione che ha deciso di disertare le urne e che, sulla polemica nata anche all’interno del proprio partito sull’invito all’astensione ha dichiarato che “In questo caso è stato uno strumento per evitare un danno al Paese. Se per il referendum è stato stabilito un quorum, significa che la scelta per l’astensione è del tutto legittima”




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ROMA: Tensione in Aula tra maggioranza e opposizioni su scontri di Bologna e su caso Roggero

Gli scontri di piazza a Bologna e il caso di Mario Roggero accendono la discussione in apertura dei lavori dell'Aula alla Camera. Sulla richiesta di grazia al gioielliere, dai banchi dell'opposizione arrivano duri attacchi sulle azioni della maggioranza. " Roggero e tanti altri li avete creati voi - comincia il deputato pentastellato Riccardo Ricciardi -. Perché fomentando, in maniera ignobile, tutto questo clima, date spazio a queste persone che si sentono tanto esaltate da picchiare un immigrato per strada, da fare il gesto eroico perché così, per un paio di giorni, hanno gli elogi di tutta la vostra gente. Siete la peggior specie di neofascismo che potesse capitarci", conclude. Sulla questione torna anche il leader di Avs Nicola Fratoianni: "In questo momento è in corso un vero e proprio colpo di Stato silenzioso. È lo specchio di una situazione, di una cultura politica che tende, passo dopo passo, a costruire un arretramento sempre più inquietante del nostro vivere civile. Vogliamo discutere, in quest'Aula, di una norma che dica che oltre una certa età dietro le sbarre non si finisce? Troverete il mio voto favorevole, ma lo sia per tutti. Tutto il resto - conclude Fratoianni - è la vergognosa, putrescente, putrida e puzzolente speculazione". A rispondere ai due deputati dell'opposizione è il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami, che nella sua richiesta di informativa al ministro dell'Interno Piantedosi afferma: È sempre il solito schema! Fate da paravento ai vostri nipotini coltivati nei centri sociali. Coltivati nella sinistra estrema, che disfano, sfasciano, aggrediscono e mettono a ferro e fuoco una città e poi dopo si nascondono dietro il vostro scudo. E questo per noi non è accettabile! Perché innanzitutto, se nessuno ha il coraggio di dirlo, Fratelli d'Italia ce l'ha il coraggio di dire e di chiamare con nome e cognome i responsabili di quello che è accaduto ieri! E il nome e cognome - prosegue Bignami - è: Sinistra Italiana, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e tutti i soggetti che fomentano quotidianamente l'odio per le forze dell'ordine".Le proteste dell'opposizione portano la vicepresidente Anna Ascani ad interrompere l'intervento di Bignami. " Mi scusi Presidente - risponde Bignami -, non ho sentito richiami da parte sua quando ci hanno dato del 'puzzolenti', dei 'putridi', dei 'fetidi', dei 'neofascisti della peggior specie', dei 'golpisti'. Non l'ho sentita. Cos'è, una democrazia dell'alternanza?".     "Lei deve dare l'imparzialità della presidenza come un dato di fatto ", gli risponde Ascani. La discussione si sposta poi sul richiamo al regolamento da parte di Ascani. Su questo interviene di nuovo Riccardo Ricciardi del Movimento 5 Stelle, che risponde in questo modo a Bignami: " Mi scuso per avervi dato dei 'neofascisti', ma pensavo che per voi fosse un complimento".