ROMAGNA: Metalmeccanica, FIM CISL, "territorio in difficoltà" | VIDEO
ECONOMIA - Metalmeccanica romagnola in affanno tra calo degli ordini, transizione industriale e una crescente fragilità occupazionale: dal Consiglio Generale della FIM CISL Romagna arriva l’allarme. Nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini emergono segnali diffusi di rallentamento produttivo e un utilizzo degli ammortizzatori sociali che assume sempre più un carattere strutturale, soprattutto nelle imprese medio-piccole. I dati sulla cassa integrazione mostrano un quadro frammentato. Nei primi nove mesi del 2025 in Romagna si registra un calo complessivo del 13%, ma con forti differenze territoriali: Rimini e Ravenna segnano una riduzione delle ore rispettivamente del 26,06% e del 14,42%, mentre Forlì-Cesena evidenzia un aumento del 15,70%, in controtendenza rispetto al dato regionale. Un segnale che rafforza le preoccupazioni sul futuro di alcune filiere produttive. Per FIM CISL il Contratto Collettivo Nazionale dei Metalmeccanici sarebbe un elemento di stabilità in una fase di forte incertezza economica. L’accordo prevederebbe un aumento di 205 euro sui minimi al livello medio C3 in quattro anni, la tutela del potere d’acquisto attraverso il meccanismo IPCA-NEI e nuove misure contro la precarietà, insieme a interventi su orario di lavoro, formazione, sicurezza e diritti. Un pacchetto che rafforzerebbe il ruolo del CCNL come principale strumento di tutela collettiva e di equilibrio tra lavoro e impresa.