EMILIA-ROMAGNA: Scuola, oltre 500mila studenti tornano in classe | VIDEO
ATTUALITÀ - Sono circa 530 mila gli studenti dell’Emilia-Romagna che da martedì 15 settembre torneranno in classe per il nuovo anno scolastico.
I Vigili del Fuoco scioperano oggi, 12 settembre, per denunciare le difficoltà che, secondo la Uil Fp, stanno mettendo a rischio le condizioni di lavoro degli operatori e la capacità di garantire il soccorso. La protesta riguarda in particolare la carenza di personale, la disponibilità dei mezzi e il rinnovo dei contratti. Secondo il sindacato, gli organici ridotti stanno rendendo più pesanti i turni e possono portare alla chiusura temporanea di alcuni distaccamenti, con possibili conseguenze sui tempi degli interventi. In Emilia-Romagna viene inoltre segnalata una mancanza di circa dieci autopompe rispetto alle esigenze operative. Il parco mezzi avrebbe un'età media vicina ai 17 anni e, in caso di interventi contemporanei, i Comandi devono ricorrere anche a mezzi provenienti da altre province o regioni. La Uil critica anche alcune caratteristiche dei mezzi arrivati attraverso il Pnrr, in particolare quelli alimentati a biometano, che secondo il sindacato possono creare problemi legati al rifornimento. Tra le richieste c'è anche il rinnovo del contratto con un adeguamento degli stipendi, insieme a maggiori investimenti per attrezzature, dispositivi di protezione, manutenzione dei mezzi e sicurezza delle sedi. Il sindacato chiede inoltre condizioni più uniformi per straordinari, missioni, buoni pasto e servizi di vigilanza. Per la Uil Fp i ringraziamenti non bastano: servono risorse e strumenti adeguati per permettere ai Vigili del Fuoco di svolgere il servizio in sicurezza.
Sono 48 le vittime sul lavoro registrate in Emilia-Romagna nei primi sette mesi del 2026, una in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento del 2,1%. È quanto emerge dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega. Dei 48 decessi complessivi, 34 sono avvenuti durante l’attività lavorativa, cinque in più rispetto al 2025, mentre 14 sono gli incidenti mortali in itinere, quattro in meno rispetto allo scorso anno. Nonostante l’aumento, l’Emilia-Romagna rimane in “zona gialla”, con un indice di mortalità pari a 16,4 decessi per milione di occupati, inferiore alla media nazionale di 17,8. Reggio Emilia e Ravenna si collocano in zona rossa, rispettivamente con indici di 32,8 e 23,3 morti per milione di occupati. Bologna e Modena sono invece in zona arancione. In zona bianca Forlì-Cesena, con un indice di 5,6, insieme a Parma, Ferrara, Rimini e Piacenza. In termini assoluti è Bologna a registrare il bilancio più pesante, con 14 vittime, seguita da Reggio Emilia con 9, Modena con 8 e Ravenna con 6. Tre i decessi registrati nella provincia di Forlì-Cesena. In aumento anche le denunce di infortunio durante il lavoro: 40.486 contro le 38.303 dello stesso periodo del 2025. Particolare attenzione viene rivolta ai lavoratori stranieri: 12 delle 34 vittime morte durante l’attività lavorativa erano di nazionalità straniera.«Il quadro dei primi sette mesi del 2026 richiede attenzione», sottolinea Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega, richiamando la necessità di rafforzare la prevenzione soprattutto nei territori e tra le categorie maggiormente esposte.
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