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Thumbnail EMILIA-ROMAGNA: Rallentamento dell'economia nel 2023, bene meccanica e costruzioni | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Rallentamento dell'economia nel 2023, bene meccanica e costruzioni | VIDEO

Nella sede della Banca d’Italia di Bologna sono stati presentati i dati relativi all’andamento dell’economia in regione per il 2023. Crescono alcuni settori a discapito di altri: ad influire il commercio estero e i conflitti gepolitici. Un rallentamento nel 2023 per l’economia dell’Emilia Romagna rispetto ai due anni precedenti. Nonostante la crescita dell’1,1%, ad incidere sono state le attività che hanno ridotto il loro operato durante la pandemia, le tensione geopolitiche che hanno influenzato il commercio mondiale e l’inflazione. Per i settori bene quello dei servizi, della meccanica e delle costruzioni, grazie al Pnrr e al Superbonus: in difficoltà il settore manifatturiero, complice il commercio estero e l’agricoltura a causa del cambiamento climatico e dell’alluvione. Un dato positivo il rafforzamento della situazione patrimoniale delle aziende in regione, che fa auspicare una piccola e lenta crescita anche per il 2024.

Thumbnail EMILIA-ROMAGNA: Dopo Bonaccini, al voto entro 5 mesi | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Dopo Bonaccini, al voto entro 5 mesi | VIDEO

Con l’elezione di Bonaccini al parlamento europeo si apre la corsa alla nuova presidenza della regione Emilia-Romagna. Le prossime elezioni potrebbero arrivare tra pochi mesi. Tre mesi per indire una nuova chiamata alle urne, due mesi per fissare la data. Potrebbero svolgersi già tra 5 mesi le elezioni in Emilia-Romagna del nuovo Presidente della Regione, viste le dimissioni, ormai imminenti di Stefano Bonaccini, eletto al Parlamento Europeo. Lo ha deciso l’Assemblea Legislativa, che ha votato un emendamento alla legge elettorale del 2014 nel quale vengono fissati i tempi per chiamare gli elettori al voto dopo l’addio del governatore. Secondo il vecchio provvedimento si sarebbe dovuti andare al voto tra aprile e giugno del prossimo anno. Un periodo quindi di quasi un anno, che la maggioranza ha giudicato troppo lungo, correndo quindi ai ripari. Una mossa che l’opposizione non ha però colto con favore. “Siamo per votare il prima possibile, ma votiamo contro l’emendamento visto che non c’è stato dato il tempo di approfondire”, sottolinea Marta Evangelisti (Fdi). Duro anche Simone Pelloni (Rete civica) che avverte “il Presidente Bonaccini ha deciso quando finiva la legislatura, la maggioranza decide quando si vota: peccato che la legge elettorale dovrebbe essere tema dell’Assemblea, dunque tema unitario”. “Si tratta solo di una modifica tecnica di una legge elettorale che abbiamo votato all’unanimità tutti insieme, noi lavoriamo in maniera seria”, replica Marcella Zappaterra (Pd) il cui intervento si basa sul principio costituzionale per il quale bisogna svolgere le elezioni nel minor tempo possibile. Insomma, a conti fatti il voto per il nuovo presidente potrebbe arrivare già a novembre, o comunque entro fine anno. Già nelle prossime settimane entrerà quindi nel vivo la corsa alle candidature per il dopo Bonaccini. Diversi i nomi che girano per il centrosinistra mentre la compagine del centrodestra è stata fino ad ora più abbottonata nelle proposte. Certo è che, visti i tempi, bisognerà fare in fretta.


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