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EMILIA-ROMAGNA: Rifiuti, cresce la raccolta differenziata e arriva al 77,2% | VIDEO

Arrivano buone notizie per quanto riguarda la raccolta differenziata in Emilia Romagna: numeri in crescita e in linea con gli obiettivi regionali e con quelli del Patto per il lavoro e per il clima, grazie anche al grande contributo dei cittadini. Continua a crescere la raccolta differenziata in regione raggiungendo il 77,2%: i dati del 2023 segnalano un +3,2% rispetto al 2022. A livello provinciale in testa c’è Reggio Emilia con l’83,3% e a seguire Forlì-Cesena con l’81,7%. Tra i capoluoghi di provincia in cima all’elenco c’è Ferrara con l’87,9%, con Bologna al 72,9%. Sono 143 i Comuni che hanno differenziato almeno l'80% dei rifiuti e 34 di questi hanno oltrepassato la soglia del 90%: segnali positivi nell’ottica anche della nuova campagna di comunicazione regionale dal titolo “Se non li rifiuti li rendi felici”. Dati importanti, grazie ai cittadini che hanno contribuito in maniera costante alla raccolta differenziata, anche durante l’alluvione. Soddisfatta la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega all'ambiente Irene Priolo: "Il dato ci colloca come regione leader a livello nazionale e ci avviciniamo all'obiettivo dell'80% nel 2025". Priolo poi sottolinea il contributo dei cittadini e del mondo produttivo: "Proprio a quest'ambito - commenta la vicepresidente - si è rivolto il primo bando promosso dalla Regione per dare attuazione concreta ai principi dell'economia circolare e accompagnare in modo concreto la transizione verso un nuovo modello di sviluppo, basato sul superamento del concetto di fine vita della materia: sono state presentate 75 richieste di contributo, è in corso la valutazione, attendiamo gli esiti".

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FERRARA: Abusi sessuali su bambini di tre anni, arrestato educatore

Abusi sessuali su bambini dai tre ai cinque anni: un educatore di 21 anni, che svolgeva servizio civile in un asilo della provincia di Ferrara, ha ammesso le proprie responsabilità davanti ai video ed è stato arrestato. Il giudice del tribunale di Bologna, come riporta la Nuova Ferrara, ha disposto il giudizio immediato. L'inchiesta è nata nello scorso autunno, quando alcuni genitori si sono accorti dei cambiamenti dei loro figli e hanno denunciato la situazione. Nella scuola sono state installate delle telecamere che hanno documentato le responsabilità del giovane. I casi accertati sono almeno quattro, quattro bambini riconosciuti in maniera chiara dalle immagini, ma quelli coinvolti potrebbero essere anche di più. Nel telefono e nel pc dell'indagato è stato trovato materiale pedopornografico, in parte prodotto da lui stesso. Nell'inchiesta non si è esclude il coinvolgimento di altre persone, anche per accertare diversi livelli di responsabilità: ad esempio per capire perché il 21enne è stato lasciato solo con i bambini, quando non avrebbe potuto starci.


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