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EMILIA-ROMAGNA: La Regione e Rimini uniche destinazioni italiane nella Travel Green List

ATTUALITÀ - Una pista ciclabile di 126 km, per andare alla scoperta “slow” dei borghi e delle località lungo l’Appennino tra Toscana e Romagna, e il “Parco del Mare”, frutto della grande opera di rinnovo e pedonalizzazione del waterfront riminese. Sono le eccellenze che hanno valso all’Emilia-Romagna, e a Rimini, la nomina, uniche destinazioni italiane, all’interno dell’edizione 2024 della Travel List Green, la lista delle 44 mete turistiche più ecosostenibili redatta dalla rivista britannica Wanderlust. Fondata 30 anni fa e da sempre fortemente orientata al turismo sostenibile, ben prima che diventasse un tema di forte attualità, Wanderlust è la più longeva rivista britannica e vanta una “parco” di 344.000 lettori della sua edizione cartacea (137.959 copie, distribuite in 70 paesi) e di 682.000 utenti unici «Non è casuale che la più autorevole rivista inglese sul turismo sostenibile -sottolinea Davide Cassani, Presidente di Apt Servizi Emilia-Romagna- abbia premiato una delle nostre “autostrade verdi” e il nuovo waterfront riminese. Da anni la Regione ha investito sulle Ciclovie e sul rinnovo e pedonalizzazione dei lungomari rivieraschi, per offrire una vacanza sempre più a misura di uomo e natura. Oggi i nostri ospiti hanno a disposizione oltre 9.000 km di tracciati da percorrere in bici, Mtb e Gravel, per andare alla scoperta della Regione e dei suoi mille volti, e chilometri di “salotti vista mare”, da cui contemplare l’Adriatico lontani dal rumore delle auto e del traffico e circondati da macchia mediterranea e materiali sostenibili».

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EMILIA-ROMAGNA: Europee, Bonaccini, "Ue fondamentale ma va cambiata" | VIDEO

Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e candidato alle prossime elezioni europee per il Partito Democratico (PD), ha espresso chiaramente la sua visione dell'Europa in un'intervista esclusiva con Ludovico Luongo, direttore responsabile di Teleromagna. Il governatore ha esordito sottolineando la necessità di un cambiamento radicale nel processo decisionale dell'Unione Europea. "L'Europa che decide all'unanimità e basta, dove uno che non è d'accordo impedisce agli altri 26 di decidere, non ci piace e va cambiata," ha dichiarato. Ha criticato anche la troppa burocrazia dell'UE: "L'Europa che misura i millimetri delle zucchine e aiuta poco gli agricoltori non ci piace e va cambiata". L'attenzione di Bonaccini si è poi spostata sull'economia, evidenziando le disuguaglianze create dalle politiche europee. "L'Europa che a volte ha premiato troppo le banche e la speculazione, e meno il lavoro e l'impresa, non ci piace e va cambiata," ha affermato, evidenziando la necessità di un maggiore equilibrio a favore del lavoro e delle imprese. Tuttavia, il presidente dem non ha risparmiato elogi per l'Europa, riconoscendo i significativi benefici che l'Unione ha portato. Ha sottolineato come l'UE abbia determinato "l'80% dei fondi di investimento nei nostri comuni e nelle nostre regioni." Ha ricordato il ruolo cruciale dell'Europa nella gestione della pandemia, con la distribuzione rapida e gratuita dei vaccini, che ha permesso di uscire dalla crisi sanitaria. "È l'Europa che ha permesso al sottoscritto di vivere in pace", ha detto poi con emozione, rimarcando il valore inestimabile della stabilità e della pace garantite dall'Unione. Ha evidenziato l'importanza di preservare gli spazi di libertà, democrazia e pace, principi fondanti dell'UE. Guardando al futuro, Bonaccini ha delineato la sua visione di un'Europa sostenibile e inclusiva. Ha parlato della necessità di garantire la crescita economica e di implementare il Green Deal per una transizione ecologica che non sacrifichi il lavoro: "Vogliamo fare in modo che la crescita venga garantita, che il Green Deal della transizione ecologica sia garantito, seppur mai mettendo in contrapposizione ambiente e lavoro." Infine, ha ribadito l'importanza di difendere le conquiste del Novecento, come le democrazie liberali e i servizi pubblici essenziali, tra cui la scuola e la sanità per tutti.

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EMILIA-ROMAGNA: Università e lavoro, 5,2 milioni per attrarre talenti

La Giunta regionale ha approvato una delibera che finanzia con oltre 5,2 milioni di euro interventi e servizi di accompagnamento al lavoro a favore di Atenei e Istituti per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Coinvolti i due assessorati all’Università e Ricerca e allo Sviluppo economico e formazione. Azioni che concorrono pienamente all’obiettivo di promuovere i talenti nel campo della ricerca e dell’innovazione, in raccordo con le università, gli enti di ricerca e gli altri soggetti istituzionali coinvolti a livello regionale. Diverse le aree di intervento oggetto di questa azione: dalle azioni di sistema per la qualificazione e il rafforzamento dei servizi di placement ai servizi diretti alle persone su opportunità occupazionali e professionali (anche operanti nel campo della ricerca) per coloro che frequentano e si formano nelle Università e nelle AFAM dell’Emilia-Romagna. Lo scopo è favorire il raccordo fra sistema educativo e della ricerca e sistema produttivo regionale, agevolando in questo modo laureandi, laureati e dottorandi. Progetti che la Regione si impegna a finanziare con risorse che provengono dal Programma Regionale del Fondo Sociale Europeo+ (2021-2027), anche nel quadro del sostegno all’apertura e attrattività internazionale dell’offerta accademica in regione. Sono complessivamente 11 i progetti degli istituti che hanno risposto al bando regionale e che sono stati tutti approvati con le seguenti somme: a Piacenza l’Università Cattolica (270mila euro), il Politecnico di Milano (266mila) e il Conservatorio “Giuseppe Nicolini” (110mila); le Università di Parma, Modena-Reggio Emilia e Ferrara ricevono 780 mila euro l’uno e il Conservatorio di musica Vecchi-Tonelli di Modena 90 mila euro. A Bologna sono finanziati i progetti dell’Alma Mater (1,7 milioni di euro) e dell’Accademia di Belle Arti (268mila euro). A Ravenna infine vanno 90mila euro ciascuno per l’Istituto superiore di studi musicali Giuseppe Verdi e per l’Accademia di Belle Arti.


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