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EMILIA-ROMAGNA: Sostegno al credito e rilancio investimenti, piano da 34mln

ECONOMIA - Oltre 34 milioni di euro per sostenere le imprese dell’Emilia-Romagna, facilitare l’accesso al credito e favorire nuovi investimenti. La Regione avvia un pacchetto di interventi che punta a ridurre i costi dei finanziamenti e a sostenere i progetti di crescita, innovazione e transizione energetica del sistema produttivo. Le risorse sono distribuite su tre strumenti: 22 milioni di euro per la riapertura del Fondo Multiscopo, 7,6 milioni per estendere la misura collegata alla piattaforma EuReCa a quasi tutti i settori economici e 4,43 milioni per rifinanziare Special-ER, il fondo regionale che rafforza le garanzie sui finanziamenti alle piccole e medie imprese. Il provvedimento, illustrato dal presidente della Regione Michele de Pascale e dal vicepresidente con delega allo Sviluppo economico Vincenzo Colla, punta a mettere a disposizione delle aziende strumenti finanziari diversi, in base alle esigenze e alle caratteristiche dei singoli investimenti. Colla sottolinea l’importanza di accompagnare le imprese in una fase in cui il costo del credito continua a incidere sulle scelte di investimento. L’obiettivo è rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale, agevolando l’accesso ai finanziamenti, riducendo gli oneri finanziari e favorendo l’utilizzo di risorse private per sostenere i progetti di sviluppo. Fondo Multiscopo, 22 milioni per nuove imprese ed energia. Dal 12 ottobre al 30 novembre 2026 sarà possibile presentare domanda per la nuova finestra del Fondo Multiscopo, finanziato nell’ambito del programma europeo Fesr 2021-2027. La dotazione comprende 13 milioni di euro per GreenER, dedicato agli investimenti per l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e l’economia circolare, e 9 milioni per StartER, rivolto alla nascita e allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e professionali. I finanziamenti prevedono una quota pubblica pari al 75% a tasso zero e una quota bancaria del 25% a tasso convenzionato. La durata può arrivare a 96 mesi. Per GreenER gli importi vanno da 25 mila a un milione di euro, con un contributo a fondo perduto per le spese tecniche. StartER si rivolge alle micro e piccole imprese con meno di cinque anni di attività e sede operativa in Emilia-Romagna, con finanziamenti da 20 mila a 500 mila euro. Per le imprese femminili la quota a tasso zero sale all’80%. EuReCa, agevolazioni estese a più settori. La seconda misura mette a disposizione 7,6 milioni di euro per ampliare l’accesso alla piattaforma regionale di garanzia, realizzata in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti e con il sistema dei Confidi. In precedenza rivolta al comparto turistico-ricettivo, la misura viene estesa alle piccole e medie imprese di tutti i settori economici, con esclusione della produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura.Il sostegno riguarda investimenti in impianti, macchinari, attrezzature, tecnologie digitali e interventi per la sostenibilità. I finanziamenti potranno variare da 100 mila a 1,4 milioni di euro, coprire fino al 100% del costo dell’intervento e beneficiare di un contributo sugli interessi fino a 150 mila euro. Le domande potranno essere presentate dal 2 dicembre 2026 al 31 marzo 2027 attraverso uno dei Confidi aderenti all’Ati EuReCa. Per il settore turistico-ricettivo è inoltre attesa una misura specifica con contributi a fondo perduto. Special-ER, altri 4,43 milioni per le garanzie. Il terzo intervento rafforza la capacità dei Confidi di sostenere le imprese nell’accesso al credito. Le nuove risorse saranno destinate alla sezione speciale regionale del Fondo centrale di garanzia per le Pmi, attraverso uno strumento che può riassicurare fino al 90% della quota garantita dai Confidi. Nel 2025 Special-ER ha sostenuto circa 1.800 operazioni, per un importo complessivo controgarantito superiore a 177 milioni di euro. Il pacchetto regionale mette così insieme finanziamenti agevolati, contributi sugli interessi e strumenti di garanzia, con l’obiettivo di sostenere gli investimenti delle imprese emiliano-romagnole e accompagnare i percorsi di crescita, innovazione e transizione sostenibile.

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CESENA: Opa Trevi, il nuovo prezzo di Webuild rientra nel range

Il consiglio di amministrazione di Trevi approva l'aggiornamento del proprio comunicato in relazione all'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Webuild, a seguito della modifica della condizione soglia e dell'incremento del corrispettivo. "Il nuovo corrispettivo di 5,165 euro per azione rientra negli intervalli di valore individuati dal consiglio di amministrazione nel comunicato, collocandosi nella parte inferiore degli stessi", sottolinea Trevi in una nota. La società comunica "di aver trasmesso in data 7 ottobre 2026 alle banche finanziatrici, per il tramite della banca agente, una richiesta di rinuncia all'esercizio dei rimedi previsti dal contratto di finanziamento in relazione alla clausola di cambio di controllo, a seguito degli acquisti di azioni Trevi effettuati da Webuild, per effetto dei quali Cdp Equity ha cessato di essere l'azionista titolare della maggiore partecipazione nel capitale sociale della società".

Thumbnail CESENA: Trevi, scontro tra Webuild e Icop, esposti alla Consob | VIDEO

CESENA: Trevi, scontro tra Webuild e Icop, esposti alla Consob | VIDEO

È una guerra a colpi di offerte pubbliche, acquisti sul mercato ed esposti alla Consob quella che si sta consumando attorno a Trevi Finanziaria Industriale, il gruppo di Cesena specializzato nell’ingegneria del sottosuolo. La partita vede contrapposte Webuild e ICOP. La prima ha promosso un’OPA volontaria totalitaria in contanti, mentre la società friulana ha lanciato un’OPS concorrente, offrendo agli azionisti Trevi azioni ICOP. L’OPA di Webuild, autorizzata dalla Consob, è in corso dal 28 settembre e si concluderà il 20 novembre 2026. Ma nelle ultime settimane lo scontro si è ulteriormente acceso. ICOP ha infatti presentato un esposto alla Consob contro Webuild, contestando alcune comunicazioni diffuse il 2 e 3 ottobre e una successiva campagna pubblicitaria pubblicata su alcuni dei principali quotidiani nazionali. Secondo ICOP, i messaggi diffusi dal gruppo concorrente presenterebbero criticità sotto il profilo della correttezza, della completezza e della trasparenza dell’informazione al mercato. Il punto centrale della contestazione riguarda il valore attribuito all’OPS. Webuild avrebbe indicato in circa 3 euro e 40 il cosiddetto valore reale dell’offerta di ICOP. Una valutazione che la società friulana considera fuorviante. Secondo ICOP, infatti, il controvalore implicito dell’OPS sarebbe pari a 5 euro e 16,5 centesimi per azione Trevi, calcolato sulla base del rapporto di concambio previsto dall’offerta: 0,165 azioni ICOP per ogni azione Trevi, valorizzate sulla base del prezzo ufficiale di ICOP del 26 giugno 2026, prima degli sviluppi della contesa. Per ICOP, quindi, non sarebbe corretto mettere direttamente a confronto i 4 euro e 50 centesimi in contanti dell’OPA Webuild con i 3 euro e 40 centesimi indicati dalla stessa Webuild come valore dell’OPS concorrente. Una posizione che, secondo la società friulana, sarebbe diventata ancora più significativa dopo un’operazione realizzata dalla stessa Webuild. Il gruppo guidato da Webuild ha infatti acquistato sul mercato pacchetti di azioni Trevi da alcuni investitori, arrivando a rafforzare progressivamente la propria partecipazione. Tra le operazioni, anche un acquisto effettuato al prezzo di 5 euro e 16,5 centesimi per azione. Un valore esattamente coincidente, sottolinea ICOP, con il controvalore implicito attribuito alla propria OPS. L’acquisto avrebbe inoltre fatto scattare l’adeguamento del prezzo dell’OPA Webuild allo stesso livello, portando il corrispettivo dell’offerta a 5 euro e 16,5 centesimi per azione per gli azionisti che aderiranno. Ma le contestazioni di ICOP non si fermano alla valorizzazione delle offerte. Nell’esposto vengono chiamati in causa anche i dati relativi alla liquidità del titolo, ai multipli di valutazione, all’indebitamento e al piano industriale di Trevi. Secondo ICOP, nelle comunicazioni di Webuild sarebbero stati enfatizzati soprattutto gli elementi negativi, senza fornire una rappresentazione altrettanto completa dei fattori che hanno determinato l’evoluzione dei conti del gruppo. Tra questi, ICOP cita le acquisizioni di Atlantic GeoConstruction Holdings, la società AGH, e di Palingeo, oltre agli investimenti nello sviluppo della tecnologia RoboGO. Operazioni che, secondo la società friulana, devono essere considerate nel valutare l’aumento dell’indebitamento registrato al 30 giugno 2026. ICOP sottolinea inoltre la crescita del gruppo, con ricavi ed EBITDA più che raddoppiati nel periodo considerato. Nell’esposto viene poi segnalata un’altra circostanza. Già il 30 settembre, sostiene ICOP, sarebbero comparsi sulla stampa articoli apparentemente di natura redazionale contenenti dati, argomentazioni e conclusioni in parte coincidenti con quelli successivamente utilizzati da Webuild nelle proprie comunicazioni. Anche su questo punto la società chiede alla Consob di verificare eventuali profili di natura promozionale e la correttezza dell’informazione al mercato. Webuild, dal canto suo, ha respinto le contestazioni e ha difeso la correttezza della propria condotta e delle valutazioni effettuate sulla base di dati pubblici. La società ha a sua volta presentato un esposto alla Consob, in particolare in relazione alle operazioni e al rilancio dell’offerta da parte di ICOP. ICOP replica sostenendo di aver agito nel pieno rispetto della normativa e della delega ricevuta dall’assemblea degli azionisti del 28 luglio 2026, ai sensi dell’articolo 2443 del Codice civile. La contesa, dunque, non riguarda più soltanto il prezzo delle azioni e la convenienza delle due offerte. È diventata anche una battaglia sulla comunicazione al mercato e sulla corretta rappresentazione del valore industriale e finanziario di Trevi. La decisione finale spetterà agli azionisti, chiamati a valutare le due proposte, mentre la Consob dovrà esaminare gli esposti e verificare la correttezza delle comunicazioni diffuse durante una delle più accese operazioni di mercato degli ultimi mesi.


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