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Thumbnail RAVENNA: Porto, futuro incerto dopo il blocco dello Stretto di Hormuz | VIDEO

RAVENNA: Porto, futuro incerto dopo il blocco dello Stretto di Hormuz | VIDEO

Il 2026 è iniziato con segnali positivi per il porto di Ravenna, ma all’orizzonte si profilano possibili criticità legate alla situazione internazionale. Proprio nei giorni dei festeggiamenti per il riconoscimento della città come Capitale del Mare, il presidente dell’Autorità portuale, Francesco Benevolo, ha fatto il punto sull’andamento dei traffici, sottolineando come i primi mesi dell’anno abbiano registrato un aumento rispetto al 2025. Tuttavia, il quadro potrebbe cambiare a causa del blocco dello Stretto di Hormuz e delle tensioni in Medio Oriente, con possibili ripercussioni sui costi energetici e, a cascata, sull’intero comparto logistico. «Il tema dei container è sicuramente uno degli aspetti più coinvolti, ma anche le rinfuse e i fertilizzanti che provengono da quell’area. Noi non lavoriamo moltissimo con quella zona, però la logistica è globalizzata: le navi sono fabbriche galleggianti e vengono spostate dove i mercati hanno più necessità, quindi potremmo avere anche noi dei contraccolpi», ha spiegato il presidente dell’Autorità portuale Francesco Benevolo. Il tutto mentre il governo sta lavorando alla creazione di una nuova società incaricata di finanziare le infrastrutture portuali. Un’iniziativa che ha suscitato perplessità da parte del sindaco di Ravenna, che invita a evitare nuovi livelli burocratici e a coinvolgere maggiormente i territori. «Io sono disposto anche a rivedere quella progettualità, ma non creiamo un appesantimento burocratico e di sovrastrutture. Facciamo in modo che questa visione generale del Paese possa inserirsi in un dialogo con le comunità locali, perché oggi di questa legge — di cui si parla solo sui giornali — i sindaci, se non ci avesse convocato Lanci, non ne avrebbero mai discusso», ha dichiarato il primo cittadino.

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EMILIA-ROMAGNA: Consumo ed energia, cooperazione traina occupati e CER

Bilancio positivo per Confcooperative Consumo e Utenza Emilia-Romagna nel quadriennio 2022-2025: +25% di occupati, +3,6% di soci e 8 nuove comunità energetiche rinnovabili (CER). Numeri che confermano la solidità e la capacità di innovazione del modello cooperativo in una fase segnata da cambiamenti economici ed energetici. Il sistema regionale conta oggi 39 cooperative, oltre 63mila soci, 1.330 addetti e un fatturato di 762 milioni di euro. Nel corso dell’assemblea a Bologna è stato inoltre riconfermato alla presidenza Roberto Savini, a garanzia della continuità del percorso di sviluppo. Protagoniste della crescita sono le CER, strumenti sempre più centrali per contenere i costi energetici e rafforzare i territori. In Emilia-Romagna si contano 129 iniziative, capaci di coprire il fabbisogno di oltre 52.700 famiglie, con il coinvolgimento di enti locali nel 60% dei casi e del Terzo Settore nell’8%. Entro l’autunno 2026 sarà attivato il registro regionale per mappare e sostenere il fenomeno. Importante anche il ruolo di Power Energia, cooperativa con 3.000 soci e 63 milioni di fatturato, pronta ad aprirsi al mercato domestico. Sul fronte commerciale, il sistema Confcooperative rappresenta il 20,5% della distribuzione moderna e oltre il 26% nei minimarket, confermandosi presidio essenziale soprattutto nelle aree più fragili. La cooperazione si rafforza così come leva di sviluppo, coesione sociale e risposta concreta ai bisogni delle comunità.


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