7 AGOSTO 2026

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7 AGOSTO 2026 - 10:52


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CESENA: Trevi, utile in crescita nel primo semestre, risanamento completato | VIDEO

Trevi chiude il primo semestre del 2026 con un utile in crescita e conferma gli obiettivi per l’intero anno. A sostenere le prospettive del Gruppo sono l’aumento degli ordini, il backlog ai massimi storici e una situazione finanziaria decisamente più solida dopo il completamento del percorso di risanamento.

Nei primi sei mesi dell’anno il gruppo cesenate, leader mondiale nell'ingegneria del sottosuolo, ha registrato un utile netto di 7,2 milioni di euro, in aumento rispetto ai 6,1 milioni dello stesso periodo del 2025. I ricavi si sono attestati a 270,9 milioni di euro, in calo rispetto all’anno precedente per la diversa tempistica di avvio delle nuove commesse. Una tendenza che, spiega la società, è già cambiata nel secondo trimestre, quando i ricavi sono cresciuti di oltre il 30% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Positivi anche gli altri indicatori. L’EBITDA ricorrente è stato di 40 milioni di euro, con un margine del 14,8%, mentre gli ordini acquisiti sono saliti a 424 milioni di euro, il 21% in più rispetto al primo semestre del 2025. Il portafoglio lavori ha raggiunto il valore record di 928 milioni di euro, garantendo una forte visibilità sulle attività dei prossimi mesi. Sul fronte finanziario, Trevi ha più che dimezzato l’indebitamento netto, sceso da 187,4 a 92,1 milioni di euro grazie all’aumento di capitale da 100 milioni e al rifinanziamento del debito completato all’inizio di luglio. Un’operazione che ha consentito al Gruppo di chiudere definitivamente il percorso di risanamento avviato negli anni scorsi e di rafforzare la propria capacità di sostenere il Piano Industriale 2026-2029. Il Gruppo ha poi confermato gli obiettivi per il 2026. Il Consiglio di amministrazione ha inoltre preso atto dell’offerta pubblica di acquisto promossa da Webuild, precisando che l’iniziativa non è stata sollecitata né concordata con la società. Qualora ne ricorrano i presupposti, l’offerta si affiancherà a quella già presentata da ICOP e il Consiglio si esprimerà su entrambe nei tempi previsti dalla normativa.

L’amministratore delegato Giuseppe Caselli ha spiegato che i risultati del semestre confermano la validità della strategia di crescita del Gruppo e che il completamento della manovra finanziaria rappresenta un passaggio fondamentale, perché mette Trevi nelle condizioni di affrontare il futuro con una struttura finanziaria più solida e una maggiore flessibilità operativa




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

EMILIA-ROMAGNA: Giovani imprenditori, il Manifesto della Scuola politica cooperativa

Formare una nuova generazione di cooperatori capace di affrontare le trasformazioni economiche e sociali, assumere responsabilità nelle imprese e contribuire alla rappresentanza del movimento cooperativo. È l'obiettivo del percorso promosso da Confcooperative Emilia-Romagna e dal Gruppo Giovani Imprenditori, che ha portato alla presentazione del Manifesto della Scuola politica cooperativa. Il documento nasce dall'esperienza della prima edizione della scuola, organizzata nell'ottobre 2025 a Monte Sole, nel territorio di Marzabotto, dove oltre 30 giovani tra imprenditori, dirigenti e collaboratori di cooperative provenienti da tutta la regione si sono confrontati sui principali cambiamenti in atto nella società e nell'economia. «Il futuro della cooperazione dipende certamente dalla capacità delle nostre imprese di essere competitive, ma anche dalla qualità delle persone che saranno chiamate a guidarle e a rappresentarle», sottolinea il presidente di Confcooperative Emilia-Romagna, Francesco Milza. Per Milza, il ricambio generazionale «non può essere ridotto a un semplice passaggio di testimone», ma deve mettere in relazione esperienza e innovazione, creando «concretamente le condizioni perché le nuove generazioni possano assumere responsabilità, anche negli organi amministrativi delle cooperative e nei luoghi della rappresentanza». La presentazione del Manifesto si è svolta al Palazzo della Cooperazione di Bologna, in occasione della prima riunione dopo la pausa estiva del Gruppo Giovani Imprenditori, che ha anche definito le linee di lavoro per i prossimi mesi. La Scuola politica cooperativa, dal titolo "La cooperazione che si fa istituzione", era stata organizzata negli spazi della cooperativa di comunità Il Poggiolo – Rifugio Re_esistente, in collaborazione con AICCON. Il programma aveva affrontato temi quali disuguaglianze ed economia sociale, migrazioni, amministrazione e democrazia, neomutualismo digitale, filiere produttive e distretti cooperativi. «Quell'esperienza ci ha confermato quanto sia urgente tornare a parlare di politica nel senso più ampio del termine e della funzione politico-sindacale che un'associazione come la nostra è chiamata a esercitare», afferma Eduardo Raia, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcooperative Emilia-Romagna. L'obiettivo, spiega, è comprendere le cause delle disuguaglianze e contribuire alla costruzione «di un sistema economico e sociale più giusto». Il Manifesto, redatto da AICCON e curato da Andrea Baldazzini, responsabile dell'Area Welfare ed Economia Sociale, raccoglie e sviluppa le riflessioni emerse durante la scuola, proponendo una riflessione sul futuro della rappresentanza cooperativa. Al lavoro hanno contribuito, tra gli altri, il direttore di Confcooperative Emilia-Romagna Pierlorenzo Rossi, Andrea Sangiorgi, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcooperative, il funzionario con delega ai giovani Davide Pieri, Francesca Battistoni di Social Seed e il direttore di AICCON Paolo Venturi, oltre ad alcuni partecipanti alla prima edizione. Tra le proposte emerge anche un nuovo modello di formazione alla rappresentanza cooperativa, basato su quattro elementi: coscienza di luogo, apertura al confronto con realtà esterne al mondo cooperativo, prospettiva intergenerazionale e valorizzazione dell'informalità e della residenzialità. «La capacità del movimento cooperativo di costruire il proprio futuro passa dall'innovazione imprenditoriale, ma anche da quella della rappresentanza», osserva Baldazzini, secondo cui «sfide sistemiche richiedono risposte sistemiche» e quindi una rappresentanza capace di rinnovarsi. Il percorso non si fermerà alla prima edizione. Confcooperative Emilia-Romagna e il Gruppo Giovani Imprenditori stanno infatti lavorando alla seconda edizione della Scuola politica cooperativa, prevista tra l'autunno e l'inverno del 2026, con l'obiettivo di dare continuità all'esperienza avviata a Monte Sole.