17 APRILE 2026

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17 APRILE 2026 - 10:42


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ROMAGNA: Inflazione, bollette e benzina fanno salire i prezzi, Rimini tra le più care | VIDEO

La guerra in Iran si fa sentire sui portafogli dei romagnoli. I dati Istat di marzo 2026 confermano un aumento dei prezzi che colpisce carburanti, energia e alimentari, con effetti tangibili su tutto il territorio. A Ravenna l'indice mensile NIC,  calcolato mensilmente dall'Istat per misurare l'inflazione considerando l'insieme dei consumi delle famiglie in Italia, è salito dello 0,8%, più del dato nazionale fermo a +0,5%. Le bollette energetiche sono aumentate del 4% in un solo mese, mentre fare rifornimento costa il 3,8% in più. Su base annua, il caro-benzina è ancora più pesante: rispetto a marzo 2025 muoversi in auto costa il 4,6% in più, un dato senza precedenti nell'ultimo anno. Si veniva peraltro da mesi di relativa stabilità, con il tendenziale sulla benzina addirittura in negativo a gennaio e febbraio. Situazione simile anche per Rimini, che si piazza al settimo posto nella classifica nazionale delle città più care stilata dall'Unione Nazionale Consumatori. Con un'inflazione al 2,2% su base annua, i riminesi si trovano a pagare in media 606 euro in più all'anno rispetto al 2025, un dato ben al di sopra della media italiana di 427 euro. Più contenuta, ma comunque significativa, la situazione a Forlì-Cesena, che si posiziona al 27° posto nella classifica nazionale con un rincaro medio annuo di 440 euro a famiglia. A pesare su tutta la Romagna, oltre ai carburanti e all'energia, è la ripresa dell'inflazione alimentare: un segnale che rischia di colpire soprattutto le famiglie più vulnerabili, già messe a dura prova da anni di rincari. Sul fronte nazionale, l'inflazione di fondo mostra invece un lieve rallentamento, ma per i romagnoli la sensazione è che la tregua sui prezzi sia ancora lontana.

 

 

 

 

 




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BOLOGNA: Gruppo Hera, risultati in crescita nel primo trimestre 2026

Il Cda di Gruppo Hera ha approvato i risultati consolidati al 31 marzo 2026, chiusi con un miglioramento dei margini industriali e un aumento degli investimenti operativi lordi oltre il 24%. Nel primo trimestre il margine operativo lordo sale a 418,9 milioni di euro, mentre l’utile netto di pertinenza degli azionisti raggiunge 154,6 milioni (+0,6%). In crescita anche gli investimenti operativi, arrivati a 237,7 milioni di euro, destinati soprattutto al rafforzamento degli asset e alla transizione green. La multiutility conferma la solidità finanziaria nonostante il contesto internazionale complesso e la volatilità dei mercati energetici. A giugno sarà distribuito un dividendo di 16 centesimi per azione, in aumento del 6,7% rispetto allo scorso anno. Nel trimestre il gruppo ha inoltre rafforzato la crescita per linee esterne con nuove acquisizioni nei settori acqua e rifiuti: Ambiente Energia, il Gruppo Sostelia e un’ulteriore quota di SEA, società attiva nel trattamento di rifiuti speciali nelle Marche. Il presidente esecutivo Cristian Fabbri ha sottolineato la crescita strutturale del MOL e la capacità del gruppo di coniugare sviluppo industriale e sostenibilità. L’amministratore delegato Orazio Iacono ha evidenziato invece la buona generazione di cassa e la flessibilità finanziaria che consentono al gruppo di proseguire il percorso di crescita anche attraverso nuove acquisizioni.