26 SETTEMBRE 2025

11:48

NOTIZIA DI ECONOMIA

DI

1347 visualizzazioni


26 SETTEMBRE 2025 - 11:48


NOTIZIA DI ECONOMIA

DI

1347 visualizzazioni



CESENA: Fattore R, Patuelli su extraprofitti, "Basta polemiche, banche centrali per economia"

Un intervento denso di spunti e di moniti quello del presidente dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) e della Cassa di Ravenna, Antonio Patuelli, ospite al Teatro Bonci di Cesena alla nona edizione di Fattore R, il forum economico promosso da Unioncamere e aperto dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale.

Parlando a una platea gremita, Patuelli ha tracciato un quadro dello scenario internazionale e nazionale, passando dai conflitti in corso alle tensioni commerciali, fino alle prospettive economiche per l’Italia e per la Romagna.

L’allarme: “Il rischio di recessione non può essere escluso”

Il presidente Abi ha dedicato ampio spazio al tema dei dazi commerciali. “Da 80 anni la linea dell’Occidente era quella dell’apertura dei commerci – ha ricordato –. Gli effetti dei nuovi dazi non li vediamo ancora, ma finché non sono stati applicati c’è stato un naturale incremento delle esportazioni verso gli Stati Uniti. L’Europa e l’Italia stanno cercando nuovi sbocchi commerciali: ci si riuscirà, ma ci vorrà tempo. Il rischio di una recessione non può essere escluso”.

Preoccupazioni per i conflitti e il quadro internazionale

Non meno duro il giudizio sui conflitti in corso. “Mi preoccupano e mi angosciano le guerre in atto – ha detto –: da tre anni quella russo-ucraina, da due anni quella in Medio Oriente che dal 1948 è la più lunga e sanguinosa. Cerco di capire il presidente Trump ma faccio grande fatica: prima accoglieva Putin in Alaska, ora incoraggia ad abbattere aerei oltre confine. Ma ci sono regole Nato precise e invocare abbattimenti può portare solo a nuovi conflitti”.

Tassazione delle banche: “Abbiamo già un carico fiscale del 55%”

Sul dibattito politico relativo a possibili nuove imposte per gli istituti di credito, Patuelli ha preferito mantenere prudenza in piena campagna elettorale, richiamandosi alla Costituzione. Ha però sottolineato: “Noi paghiamo già il 3,5% in più di Ires e lo 0,75% in più di Irap. Sommando anche la tassazione sui dividendi, arriviamo a circa il 55%”.

Il ruolo delle banche per le imprese

A chi chiedeva quale sostegno possa arrivare dagli istituti di credito al tessuto produttivo, Patuelli ha risposto: “Oggi c’è più offerta di prestiti che domanda da parte delle imprese, mentre per le famiglie cresce la richiesta di mutui. Negli ultimi due mesi si registra anche un incremento dei finanziamenti alle aziende. Ma con l’incertezza dei dazi è difficile investire: la leva deve essere la pressione fiscale, che deve incentivare a produrre”.

L’economia della Romagna, “California d’Europa”

Il finale è stato dedicato alla Romagna, cuore del forum. “La Romagna è fatta di gente che ha gran voglia di lavorare, con entusiasmo e divertimento – ha detto Patuelli –. La trasformazione dagli anni ’50 in poi è stata un miracolo economico: siamo diventati la California d’Italia e d’Europa. Ora quel modello va aggiornato, ma la volontà e l’entusiasmo ci sono tutti”.

Presente anche il presidente de Pascale

"Noi ci troviamo di fronte ad una congiuntura che in termini di difficoltà per il sistema produttivo regionale è assolutamente inedita: 29 mesi consecutivi di calo della produzione industriale. E quando se ne parla c'è un atteggiamento a voler minimizzare i problemi o a buttarla in caciara politica". Lo ha affermato il presidente della regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, intervenendo a Cesena al convegno Fattore R. "La situazione è veramente preoccupante, occorrono scelte di cambiamento radicale a livello europeo - ha aggiunto -, il nostro Paese deve poi decidere se mettere la manifattura al primo posto, ricordando che siamo la seconda manifattura d'Europa. Come regione - ha argomentato - stiamo lavorando su due versanti: il costo dell'energia, favorendo l'auto produzione da parte delle imprese, e gli investimenti sulla logistica".  A tale riguardo, ha sottolineato ancora De Pascale, "abbiamo a Ravenna uno dei porti più importanti d'Italia e abbiamo lavorato tanto per rilanciarlo. Non siamo stati, invece, eccellenti negli anni passati sul sistema aeroportuale". 

(foto archivio)




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

BRUXELLES: Firmato l'accordo di associazione UE - San Marino

Il Consiglio ha autorizzato la firma e l'applicazione provvisoria dell'accordo tra l'Ue e Andorra e San Marino. L'accordo è un accordo di associazione globale che copre diversi settori politici. Risponde direttamente, da un lato, all'obiettivo dell'UE di sviluppare una relazione speciale con i paesi vicini e, dall'altro, all'interesse dichiarato di Andorra e San Marino a costruire relazioni più strette con l'Ue. L'accordo prevede la partecipazione dei due paesi a un mercato interno allargato omogeneo, in condizioni di parità di concorrenza e nel rispetto delle stesse regole del resto dell'Ue. Sono inclusi anche i servizi finanziari: l'accesso al mercato interno in questo settore sarà progressivo e dipenderà dal superamento di una verifica della solidità dei quadri normativi e di vigilanza dei due paesi, con un ruolo delle autorità di vigilanza europee nella valutazione e nel monitoraggio. Allo stesso tempo, l'accordo di associazione istituirà un quadro per sviluppare e promuovere il dialogo e la cooperazione in settori di interesse comune, quali ricerca e sviluppo, istruzione, politiche sociali, ambiente, tutela dei consumatori, cultura o cooperazione regionale.  "Stiamo rafforzando i legami con due dei nostri vicini più prossimi, sulla base di regole condivise, elevati standard e fiducia reciproca" ha scritto sui social il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa celebrando la decisione. La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri accoglie "con grande soddisfazione" il via libera espresso oggi dal Consiglio dell'Unione europea alla decisione relativa alla firma dell'Accordo di Associazione tra l'Unione europea, la Repubblica di San Marino e il Principato di Andorra. Il provvedimento fa seguito agli esiti positivi emersi nella giornata di ieri in sede di Comitato dei rappresentanti permanenti dell'Unione europea (Coreper) e rappresenta un passaggio istituzionale di fondamentale rilievo nel percorso di avvicinamento di San Marino al mercato interno europeo. L'approvazione del Consiglio apre ora la strada alla firma dell'Accordo e alla sua successiva applicazione provvisoria, secondo le modalità e le tempistiche concordate con le Istituzioni europee. L'esito odierno, spiega la Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, rappresenta il coronamento di un lungo e impegnativo percorso negoziale, sviluppato nel corso di oltre un decennio, e testimonia la solidità del dialogo costruito con l'Unione Europea, nonché la credibilità internazionale della Repubblica di San Marino. "Oggi è una giornata che resterà nella storia del nostro Paese", ha sottolineato il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari. "Il via libera del Consiglio dell'Unione europea è il risultato di anni di lavoro, di un confronto costante e costruttivo con le istituzioni europee e con gli Stati membri, e dell'impegno di tutte le persone che hanno contribuito a questo straordinario percorso. È un traguardo che ci riempie di orgoglio e che conferma la validità della scelta strategica compiuta dalla Repubblica di San Marino". L'Accordo di Associazione, prosegue Beccari, "rappresenta una straordinaria opportunità di crescita, sviluppo e stabilità per il nostro Paese. Consentirà a San Marino di rafforzare la propria integrazione nel mercato interno europeo, preservando al contempo le proprie peculiarità istituzionali e la propria sovranità. Da oggi guardiamo con fiducia ai prossimi passaggi istituzionali, consapevoli di aver raggiunto un obiettivo che segnerà il futuro delle nuove generazioni".