6 DICEMBRE 2025

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6 DICEMBRE 2025 - 09:36


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EMILIA-ROMAGNA: Con le feste natalizie aumenta rischio usura | VIDEO

L’avvicinarsi delle festività natalizie aumenta la pressione finanziaria anche sulle famiglie e sulle piccole medie imprese dell’Emilia-Romagna. In questo periodo, tra regali, spese straordinarie e maggiori costi di gestione, cresce il ricorso al credito al consumo e, per chi non ha accesso ai canali bancari, il rischio di cadere in forme di finanziamento irregolari o usurarie.

Nel Nordest, area che comprende l’Emilia-Romagna, le imprese in sofferenza hanno raggiunto quota 20.431, pari al 16,8% del totale nazionale. Un dato in crescita che riguarda soprattutto artigiani, commercianti e microattività dei settori turismo, servizi e manifattura, già provati dal calo della liquidità e dai ritardi nei pagamenti. Le province più esposte, in questo periodo dell’anno, sono Rimini e Ravenna, dove il peso della stagionalità e dei consumi natalizi amplifica le difficoltà di cassa; seguono Modena, Reggio Emilia e Bologna, con un aumento delle segnalazioni legate ai mancati incassi. La stretta creditizia degli ultimi anni aggrava il quadro: chi finisce in Centrale Rischi non ha più accesso a prestiti regolari proprio nel momento in cui le spese aumentano. Un vuoto che, confermano le forze dell’ordine, può essere colmato da reti criminali desiderose di reinvestire capitali illeciti.

La CGIA di Mestre ribadisce la necessità di potenziare il Fondo di prevenzione dell’usura, ritenuto essenziale per sostenere imprenditori e famiglie durante un periodo, come quello natalizio, in cui la pressione economica e psicologica può aumentare in modo significativo.

 




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

EMILIA-ROMAGNA: Moda in crisi, calano produzione ed export

In Emilia-Romagna, sulla base del Rapporto di Unioncamere, i numeri attestano un calo della produzione nella moda del 4% nel 2025. Inoltre, Confartigianato rileva che nei primi sei mesi del 2025 si è registrata una flessione del -6,9% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (contro un -3,8% a livello nazionale). Sono alcuni dei dati emersi durante il Tavolo regionale permanente della moda, a Bologna, riunito dal vicepresidente con delega allo sviluppo economico, Vincenzo Colla. Per sostenere il comparto, la Regione ha confermato un pacchetto di interventi massiccio. Nel 2025 sono stati finanziati 38 progetti con oltre 2,3 milioni di euro di contributi, a cui si aggiungono 2 milioni per la formazione (Fse+). Per il 2026 è già stata annunciata la seconda edizione del bando 'Step' per investimenti e ricerca, con tre finestre temporali e una dotazione complessiva di 45 milioni di euro. Nonostante le difficoltà, alcune province tengono sul fronte export: Reggio Emilia tocca un +7,1% nel primo semestre 2025 sull'anno precedente e Bologna un +5,1%: insieme valgono oltre la metà della moda regionale. Cali a doppia cifra, invece, per Piacenza (-23%), Ferrara (-19,5%), Rimini (-16,8%) e Modena (-15,4%). Nel terzo trimestre del 2025, inoltre, in Emilia-Romagna si sono registrate 67 cessazioni di imprese del settore, di cui 63 artigiane. Le provincia più colpite è Modena, con 26 cessazioni. "Non ci nascondiamo che il quadro sia complesso - ha detto Colla - perché gli ammortizzatori sociali, a cui hanno fatto ampio ricorso molte aziende, sia industriali che artigianali si stanno esaurendo. Inoltre, la crisi fino a pochi mesi fa era limitata alle piccole imprese artigiane, ora colpisce anche alcuni grandi marchi storici".