25 NOVEMBRE 2025

14:40

NOTIZIA DI ECONOMIA

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25 NOVEMBRE 2025 - 14:40


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BOLOGNA: Aumentano i prezzi delle case sia in vendita che in affitto

Il mercato immobiliare residenziale bolognese continua a mostrare segnali di vitalità. Nel secondo semestre 2025 l’indice di performance della compravendita risulta in ulteriore crescita, sostenuto da una domanda stabile, da tempi di assorbimento rapidi e da sconti di trattativa contenuti. È quanto emerge dal 3° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2025 di Nomisma.

Nel primo semestre dell’anno le transazioni residenziali hanno raggiunto quota 2.950, segnando un +7,5% sullo stesso periodo del 2024. I prezzi medi cittadini risultano in incremento dello 0,3% su base semestrale e dell’1,2% su base annua, con dinamiche differenziate tra centro, aree di pregio e periferia. I valori degli immobili nuovi o ristrutturati, cresciuti nella prima parte dell’anno, registrano ora una lieve flessione (-2% sul semestre). Per le abitazioni in buono stato, gli aumenti più significativi si osservano nelle zone periferiche (+2,1%), mentre nelle aree di pregio i valori sono stabili. Lo sconto medio applicato varia dal 4% per il nuovo all’11% per l’usato in periferia; i tempi medi di vendita scendono a circa quattro mesi.

Sul fronte degli affitti, i canoni delle abitazioni usate crescono del 3% su base annua e dell’1,6% sul semestre. I rendimenti lordi si attestano al 5,1%, con tempi di locazione intorno a un mese e mezzo, ridotti a pochi giorni per gli immobili più richiesti.

Nel comparto non residenziale, le compravendite di uffici nel primo semestre 2025 aumentano del 12,5% (114 transazioni), mentre i prezzi medi scendono dell’1,5% sul semestre e del 2,7% sull’anno. Nel Business District la liquidità risulta più elevata, con tempi di vendita tra i 7 e gli 8 mesi e sconti medi intorno all’8%. I canoni di locazione segnano un lieve incremento (+0,4%), con rendimenti lordi stabili al 4,8%.

Il segmento dei negozi registra invece una contrazione delle compravendite (-3,2% nel semestre, 200 transazioni) e un calo dei prezzi dell’1,9% su base semestrale. Gli sconti variano dal 10% del centro al 15% della periferia; i tempi medi di vendita salgono a nove mesi. Nei contratti di affitto si rileva una flessione annuale dei canoni dello 0,9%, con rendimenti stabili al 7%.

Per il primo semestre 2026 Nomisma prevede un ulteriore aumento delle compravendite e dei prezzi nel residenziale, mentre per la locazione è attesa una sostanziale stabilità del numero dei contratti e un possibile lieve rialzo dei canoni.




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EMILIA-ROMAGNA: Moda in crisi, calano produzione ed export

In Emilia-Romagna, sulla base del Rapporto di Unioncamere, i numeri attestano un calo della produzione nella moda del 4% nel 2025. Inoltre, Confartigianato rileva che nei primi sei mesi del 2025 si è registrata una flessione del -6,9% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (contro un -3,8% a livello nazionale). Sono alcuni dei dati emersi durante il Tavolo regionale permanente della moda, a Bologna, riunito dal vicepresidente con delega allo sviluppo economico, Vincenzo Colla. Per sostenere il comparto, la Regione ha confermato un pacchetto di interventi massiccio. Nel 2025 sono stati finanziati 38 progetti con oltre 2,3 milioni di euro di contributi, a cui si aggiungono 2 milioni per la formazione (Fse+). Per il 2026 è già stata annunciata la seconda edizione del bando 'Step' per investimenti e ricerca, con tre finestre temporali e una dotazione complessiva di 45 milioni di euro. Nonostante le difficoltà, alcune province tengono sul fronte export: Reggio Emilia tocca un +7,1% nel primo semestre 2025 sull'anno precedente e Bologna un +5,1%: insieme valgono oltre la metà della moda regionale. Cali a doppia cifra, invece, per Piacenza (-23%), Ferrara (-19,5%), Rimini (-16,8%) e Modena (-15,4%). Nel terzo trimestre del 2025, inoltre, in Emilia-Romagna si sono registrate 67 cessazioni di imprese del settore, di cui 63 artigiane. Le provincia più colpite è Modena, con 26 cessazioni. "Non ci nascondiamo che il quadro sia complesso - ha detto Colla - perché gli ammortizzatori sociali, a cui hanno fatto ampio ricorso molte aziende, sia industriali che artigianali si stanno esaurendo. Inoltre, la crisi fino a pochi mesi fa era limitata alle piccole imprese artigiane, ora colpisce anche alcuni grandi marchi storici".