25 NOVEMBRE 2025

16:10

NOTIZIA DI ECONOMIA

DI

1135 visualizzazioni


25 NOVEMBRE 2025 - 16:10


NOTIZIA DI ECONOMIA

DI

1135 visualizzazioni



BOLOGNA: Aeroporti, Ventola, “Forlì come seconda pista Marconi solo se c’è mercato” | VIDEO

L’Aeroporto di Forlì potrebbe diventare la seconda pista del Marconi di Bologna: un’idea possibile, secondo i vertici dello scalo bolognese, legata però al sussistere di determinate condizioni.

Sono le parole dell’amministratore delegato dell’Aeroporto Marconi di Bologna Nazzareno Ventola sull’ipotesi di utilizzare l’Aeroporto di Forlì come seconda pista e di una possibile collaborazione con lo scalo romagnolo. Il tema è legato alle condizioni di mercato, alle logiche di allocazioni delle compagnie e delle rotte, all’attrattività e alla sussistenza di un binomio virtuoso tra domanda e offerta con l’obiettivo di riempire gli aerei.

"Non è un problema di dare una mano, ma di creare qualcosa che abbia una sostenibilità economica e di mercato". Nazzareno Ventola, amministratore delegato e direttore generale dell'Aeroporto 'Guglielmo Marconi' di Bologna, chiude la porta all'ipotesi di utilizzare lo scalo di Forlì come seconda pista se non ci sono le condizioni di mercato. Il mercato ha delle logiche di allocazione delle compagnie e delle rotte - ha spiegato Ventola a margine di un incontro con Hera e Last Minute Market in aeroporto - ci sono situazioni per le quali le compagnie vogliono andare su determinati aeroporti perché lì c'è un binomio virtuoso tra offerta e domanda. Gli aerei si devono riempire, lo dico in maniera molto semplice. Se riempire gli aerei diventa guidato dalla logica di mercato va benissimo e tutti sono disposti a collaborare - ha aggiunto Ventola - , ma se deve essere qualcosa di artificiale legato a un mercato che non c'è, sostenuto in maniera insostenibile dal punto di vista economico, non siamo interessati".

 




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

EMILIA-ROMAGNA: Moda in crisi, calano produzione ed export

In Emilia-Romagna, sulla base del Rapporto di Unioncamere, i numeri attestano un calo della produzione nella moda del 4% nel 2025. Inoltre, Confartigianato rileva che nei primi sei mesi del 2025 si è registrata una flessione del -6,9% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (contro un -3,8% a livello nazionale). Sono alcuni dei dati emersi durante il Tavolo regionale permanente della moda, a Bologna, riunito dal vicepresidente con delega allo sviluppo economico, Vincenzo Colla. Per sostenere il comparto, la Regione ha confermato un pacchetto di interventi massiccio. Nel 2025 sono stati finanziati 38 progetti con oltre 2,3 milioni di euro di contributi, a cui si aggiungono 2 milioni per la formazione (Fse+). Per il 2026 è già stata annunciata la seconda edizione del bando 'Step' per investimenti e ricerca, con tre finestre temporali e una dotazione complessiva di 45 milioni di euro. Nonostante le difficoltà, alcune province tengono sul fronte export: Reggio Emilia tocca un +7,1% nel primo semestre 2025 sull'anno precedente e Bologna un +5,1%: insieme valgono oltre la metà della moda regionale. Cali a doppia cifra, invece, per Piacenza (-23%), Ferrara (-19,5%), Rimini (-16,8%) e Modena (-15,4%). Nel terzo trimestre del 2025, inoltre, in Emilia-Romagna si sono registrate 67 cessazioni di imprese del settore, di cui 63 artigiane. Le provincia più colpite è Modena, con 26 cessazioni. "Non ci nascondiamo che il quadro sia complesso - ha detto Colla - perché gli ammortizzatori sociali, a cui hanno fatto ampio ricorso molte aziende, sia industriali che artigianali si stanno esaurendo. Inoltre, la crisi fino a pochi mesi fa era limitata alle piccole imprese artigiane, ora colpisce anche alcuni grandi marchi storici".