14 NOVEMBRE 2025

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14 NOVEMBRE 2025 - 10:25


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CESENA: Trevi, ordini in aumento e la società torna in white list

Il Gruppo Trevi ha registrato nei primi nove mesi del 2025 nuovi ordini per 521 milioni di euro, in aumento del 15,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il portafoglio ordini al 30 settembre si attesta a 677 milioni di euro. Lo comunica la società Trevi – Finanziaria Industriale S.p.A. in una nota, precisando che l’andamento del business è in linea con le previsioni per l’anno in corso. L’indebitamento finanziario netto ammonta a 194,3 milioni di euro, in lieve aumento rispetto ai 190,4 milioni registrati al 30 giugno 2025. Il Consiglio di amministrazione, presieduto da Antonio Maria Rinaldi, ha inoltre comunicato che la società non sarà più soggetta all’obbligo di diffusione delle informazioni integrative ai sensi dell’articolo 114 del D.Lgs. 58/98. L’assemblea degli azionisti ha infine approvato il conferimento dell’incarico novennale di revisione legale dei conti per il periodo 2025-2033 alla società Deloitte & Touche S.p.A. 




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EMILIA-ROMAGNA: Con le feste natalizie aumenta rischio usura | VIDEO

L’avvicinarsi delle festività natalizie aumenta la pressione finanziaria anche sulle famiglie e sulle piccole medie imprese dell’Emilia-Romagna. In questo periodo, tra regali, spese straordinarie e maggiori costi di gestione, cresce il ricorso al credito al consumo e, per chi non ha accesso ai canali bancari, il rischio di cadere in forme di finanziamento irregolari o usurarie. Nel Nordest, area che comprende l’Emilia-Romagna, le imprese in sofferenza hanno raggiunto quota 20.431, pari al 16,8% del totale nazionale. Un dato in crescita che riguarda soprattutto artigiani, commercianti e microattività dei settori turismo, servizi e manifattura, già provati dal calo della liquidità e dai ritardi nei pagamenti. Le province più esposte, in questo periodo dell’anno, sono Rimini e Ravenna, dove il peso della stagionalità e dei consumi natalizi amplifica le difficoltà di cassa; seguono Modena, Reggio Emilia e Bologna, con un aumento delle segnalazioni legate ai mancati incassi. La stretta creditizia degli ultimi anni aggrava il quadro: chi finisce in Centrale Rischi non ha più accesso a prestiti regolari proprio nel momento in cui le spese aumentano. Un vuoto che, confermano le forze dell’ordine, può essere colmato da reti criminali desiderose di reinvestire capitali illeciti. La CGIA di Mestre ribadisce la necessità di potenziare il Fondo di prevenzione dell’usura, ritenuto essenziale per sostenere imprenditori e famiglie durante un periodo, come quello natalizio, in cui la pressione economica e psicologica può aumentare in modo significativo.