27 MARZO 2024

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27 MARZO 2024 - 20:50


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EMILIA-ROMAGNA: Crollano consumi di ortofrutta, un quarto dei giovani non ne acquista | VIDEO

E' crisi per il consumo di ortofrutta. Negli ultimi due anni c'è stato un calo, a livello nazionale, del 15% e un 25% dei giovani non acquista frutta o verdura. Per questo motivo Cso Italy, insieme ad Assomela, Aci e Fruitimprese ha deciso di commissionare una ricerca all’Istituto Piepoli di Milano per capire come intercettare le giovani generazioni nei consumi e invertire la rotta, facendo ripartire il consumo di frutta e verdura. L'indagine “Giovani e futuro” è stata presentata ieri a Bologna da Francesca Ansaldi dell’Istituto Piepoli e da Elisa Macchi, direttore di Cso Italy, all'iniziativa “Frutta e verdura: come conquistare i giovani”. “E' un crollo drammatico – spiega il presidente di Cso Italy, Paolo Bruni – significa 800 milioni di kg: una montagna di frutta e verdura che non è stata consumata”. “Così – spiega Bruni - ci siamo chiesti come intercettare le giovani generazioni nei consumi e come invertire la rotta per raggiungere i loro desiderata e far ripartire, in questo modo, l'acquisto di frutta e verdura”. “I ragazzi – sottolinea Ansaldi - si disaffezionano nel momento in cui non trovano la qualità e quando la modalità di consumo è difficile da gestire, soprattutto per gli universitari e i pendolari, così come quando ravvisano dei prezzi non alla loro portata”. Le conclusioni sono state affidate all’assessore regionale all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Alessio Mammi, che ha sottolineato “l’influenza dei social sulle nuove generazioni che non sono meno consapevoli di quelle che le hanno precedute, ma semplicemente si rivolgono a mezzi di comunicazione diversi”.




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EMILIA-ROMAGNA: Carovita, Rimini tra le più costose in Italia | VIDEO

L’Emilia Romagna è tra le aree più colpite dall’aumento del costo della vita nel 2025, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media annua diffusi dall’Istat. A trainare la regione è Rimini che si colloca al terzo posto assoluto tra le città più care d’Italia: con un’inflazione del 2,2 per cento la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo supera i 600 euro annui, attestandosi a 606 euro rispetto al 2024. Il dato riminese assume un peso particolare perché colloca un capoluogo emiliano-romagnolo sul podio nazionale nonostante un tasso di inflazione non il più elevato in termini percentuali. A incidere è il livello complessivo dei prezzi e dei consumi che trasforma l’aumento percentuale in una stangata concreta per i bilanci familiari. Nel quadro regionale, l’Emilia Romagna si colloca al nono posto tra le regioni più care del 2025, inserendosi nel gruppo delle aree del Centro-Nord dove l’impatto dell’inflazione si traduce in rincari consistenti, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica e commerciale. Il confronto con le città più virtuose del Sud, dove l’aggravio resta sotto i 250 euro annui, evidenzia un divario sempre più marcato nel costo della vita che penalizza in particolare le famiglie emiliano-romagnole a reddito medio, già alle prese con l’aumento delle spese per casa, servizi e beni di consumo.