28 NOVEMBRE 2024

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28 NOVEMBRE 2024 - 12:43


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ROMAGNA: Federcoop chiude in crescita il 2024 con 6,4 milioni di fatturato | FOTO

Sono dati positivi e che fotografano una realtà solida e in continua crescita quelli presentati giovedì 28 novembre durante l’assemblea dei soci di Federcoop Romagna, la società di servizi di Legacoop Romagna. Il bilancio preconsuntivo vede il fatturato del 2024 toccare i 6,4 milioni di euro (+3% rispetto al preventivo), in ulteriore miglioramento rispetto all’anno precedente. Netto il passo avanti rispetto al 2019, quando il valore della produzione era di 4,8 milioni di euro, così come il numero di dipendenti e collaboratori è passato da 78 a 113.Federcoop Romagna, negli ultimi anni, si colloca ai primissimi posti tra le società di servizi nazionali del movimento cooperativo.

«I dati che presentiamo oggi – dichiara Paolo Lucchi, presidente di Federcoop Romagna e Legacoop Romagna –, dimostrano che anche in un contesto complesso come questo, siamo stati in grado di tenere in ordine i conti. In questi ultimi anni siamo riusciti a crescere sul fronte del fatturato e anche della forza lavoro. Questo è stato possibile grazie alla professionalità di chi lavora in Federcoop Romagna e alla costante offerta di nuovi servizi sempre più innovativi, capaci di anticipare le esigenze delle cooperative».




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EMILIA-ROMAGNA: Carovita, Rimini tra le più costose in Italia | VIDEO

L’Emilia Romagna è tra le aree più colpite dall’aumento del costo della vita nel 2025, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media annua diffusi dall’Istat. A trainare la regione è Rimini che si colloca al terzo posto assoluto tra le città più care d’Italia: con un’inflazione del 2,2 per cento la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo supera i 600 euro annui, attestandosi a 606 euro rispetto al 2024. Il dato riminese assume un peso particolare perché colloca un capoluogo emiliano-romagnolo sul podio nazionale nonostante un tasso di inflazione non il più elevato in termini percentuali. A incidere è il livello complessivo dei prezzi e dei consumi che trasforma l’aumento percentuale in una stangata concreta per i bilanci familiari. Nel quadro regionale, l’Emilia Romagna si colloca al nono posto tra le regioni più care del 2025, inserendosi nel gruppo delle aree del Centro-Nord dove l’impatto dell’inflazione si traduce in rincari consistenti, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica e commerciale. Il confronto con le città più virtuose del Sud, dove l’aggravio resta sotto i 250 euro annui, evidenzia un divario sempre più marcato nel costo della vita che penalizza in particolare le famiglie emiliano-romagnole a reddito medio, già alle prese con l’aumento delle spese per casa, servizi e beni di consumo.