12 NOVEMBRE 2024

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12 NOVEMBRE 2024 - 15:11


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EMILIA-ROMAGNA: Indagine Bankitalia, crescita contenuta ed export in difficoltà | VIDEO

Stando a un sondaggio presentato dalla Banca d’Italia a Bologna, si è registrata una piccola crescita per l’economia regionale: buone notizie per alcuni settori, ma con l’export ancora in difficoltà, complice anche la crisi dei mercati europei.

Nel primo semestre del 2024 l'economia dell'Emilia-Romagna ha registrato una crescita contenuta dello 0,4%, stando a un sondaggio della Banca d'Italia nei mesi di settembre e ottobre. In crescita il settore dei servizi, delle costruzioni e l’occupazione, mentre per le imprese regionali si registra un calo della produzione pari al 70%. In difficoltà anche il settore dell’export a causa del calo della domanda estera, complice anche la crisi del mercato tedesco e le persistenti tensioni geopolitiche.




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EMILIA-ROMAGNA: Carovita, Rimini tra le più costose in Italia | VIDEO

L’Emilia Romagna è tra le aree più colpite dall’aumento del costo della vita nel 2025, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media annua diffusi dall’Istat. A trainare la regione è Rimini che si colloca al terzo posto assoluto tra le città più care d’Italia: con un’inflazione del 2,2 per cento la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo supera i 600 euro annui, attestandosi a 606 euro rispetto al 2024. Il dato riminese assume un peso particolare perché colloca un capoluogo emiliano-romagnolo sul podio nazionale nonostante un tasso di inflazione non il più elevato in termini percentuali. A incidere è il livello complessivo dei prezzi e dei consumi che trasforma l’aumento percentuale in una stangata concreta per i bilanci familiari. Nel quadro regionale, l’Emilia Romagna si colloca al nono posto tra le regioni più care del 2025, inserendosi nel gruppo delle aree del Centro-Nord dove l’impatto dell’inflazione si traduce in rincari consistenti, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica e commerciale. Il confronto con le città più virtuose del Sud, dove l’aggravio resta sotto i 250 euro annui, evidenzia un divario sempre più marcato nel costo della vita che penalizza in particolare le famiglie emiliano-romagnole a reddito medio, già alle prese con l’aumento delle spese per casa, servizi e beni di consumo.