9 NOVEMBRE 2023

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9 NOVEMBRE 2023 - 15:59


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RIMINI: Evasione fiscale, recuperati 32 milioni in tre anni | VIDEO

In tre anni recuperati 32 milioni di euro evasi. È quanto sono riusciti a fare gli uffici tributari del Comune di Rimini. L’amministrazione comunale intende perseguire la politica di agevolazioni dell’addizionale Irpef.

 

Tra Tari, Imu e imposta di soggiorno non versate, il Comune di Rimini è riuscito a recuperare negli ultimi tre anni 32 milioni di euro evasi. Un’azione di giustizia nei confronti di chi puntualmente paga ciò che è dovuto.

Il comune romagnolo si conferma essere tra quelli con l’aliquota media Irpef più bassa in Italia, 0.57%, e con l’importo medio e procapite versati tra i più leggeri (200 l’importo medio, 79 euro l’importo procapite).

È quanto emerge dal settimo rapporto ‘Regionalizzazione itinerari previdenziali’, presentato dal Sole 24 Ore, che analizza le dichiarazioni dei redditi ai fini Irpef relativi al 2021 e dichiarati nel ’22. Il documento prende in considerazione i 30 comuni più popolosi d’Italia tra cui Rimini.

Per fare un paragone, a Roma l’aliquota è dello 0,86%, a Bologna 0,75%.

L’anno scorso l’amministrazione comunale riminese ha introdotto le prime rimodulazione Irpef, portando la soglia delle esenzioni a 16 mila euro. Ma nonostante l’aumento di tale soglia, le casse comunali hanno comunque registrato un aumento delle entrate da addizionale Irpef. “Segno di una generale ripresa dell’economia dopo lo shock del Covid”, commentano da Palazzo Garampi.

La tendenza è registrata anche nell’anno corrente, seppure i dati siano ancora parziali. A giorni inizierà il dibattito per il prossimo bilancio comunale, e l’intenzione espressa dall’amministrazione è quella di “confermare esenzioni e agevolazioni per aiutare le famiglie alle prese con l’inflazione”.




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EMILIA-ROMAGNA: L'economia rallenta e la produzione cala di oltre il 3%

Bilancio negativo nel primo trimestre del 2024 per l'industria manifatturiera in Emilia-Romagna. Unioncamere e Confindustria, insieme a Intesa San Paolo, hanno presentato la consueta indagine congiunturale a Bologna L'industria e quindi anche l'economia regionale rallenta. Fra gennaio e marzo le piccole e medie imprese hanno diminuito la produzione del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il fatturato si è contratto del 3,5%. E' quanto emerge dall'Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera dell’Emilia-Romagna realizzata in collaborazione tra Unioncamere e Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo e presentata a Bologna. Gli ordini complessivi calano del 2.1%. Soffrono soprattutto le piccole imprese che impiegano fino a nove dipendenti, per le quali mediamente la produzione diminuisce del 4,7% ma, contrariamente a quanto avvenuto nel 2023, rallenta anche la produzione delle imprese medio grandi, scesa del 2,8%. Le ore di cassa integrazione sono aumentate del 69%, a conferma dell'atteggiamento di prudenza e preoccupazione delle aziende. "Per un’economia così competitiva nel mondo come quella della nostra regione - ha commentato Valerio Veronesi, presidente Unioncamere Bologna -, i primi mesi dell’anno hanno registrato, in quasi tutti i settori, il rallentamento nel 2023 dei mercati internazionali. L’impatto è stato più importante per le imprese di piccola dimensione. La consapevolezza degli imprenditori sugli scenari della nuova globalizzazione va affiancata con politiche per favorire la crescita dimensionale e l’investimento in innovazione. "Rallenta il ritmo di espansione dell’economia - ha spiegato Alessandro Malvolti, delegato Confindustria Emilia-Romagna per l’internazionalizzazione -. L’industria regionale resta solida in un contesto molto incerto, in attesa di una ripresa della domanda mondiale, del rientro dell’inflazione e una discesa dei tassi di interesse. Occorre accelerare il piano 'Transizione 5.0' per dare una spinta agli investimenti". "I prestiti all’industria hanno tenuto meglio che nel resto d’Italia, riducendosi in misura minore e mostrando un assestamento del trend. I depositi delle imprese sono tornati in crescita e resta alto il grado di liquidità, a conferma del rafforzamento finanziario conseguito nel tempo" ha sottolineato, infine, Alessandra Florio, direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo.