8 NOVEMBRE 2023

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8 NOVEMBRE 2023 - 13:43


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BOLOGNA: La Perla, le lavoratrici, “se la proprietà non si presenta andremo noi a Londra” | VIDEO

Dopo il fallimento del tavolo sulla vertenza La Perla, al ministero delle Imprese e del Made in Italy, in cui il Fondo Tennor, proprietario del marchio, ha brillato per la sua assenza, le lavoratrici non si arrendono e annunciano: “Visto che la proprietà diserta gli incontri andremo noi a Londra a pretendere risposte”.

“Se il fondo Tennor, proprietario del marchio La Perla, non si presenta al tavolo del ministero delle Imprese e del Made in Italy per discutere del futuro dell'azienda andremo noi a Londra, alla sede legale della proprietà”. Le “Perline”, come vengono ormai chiamate le 229 lavoratrici dello storico marchio di lingerie che rischiano di perdere il posto di lavoro non si arrendono e sono pronte a valicare i confini nazionali per inchiodare alle proprie responsabilità una proprietà latitante ormai da mesi. Dopo la fumata nera al ministero la situazione è quasi disperata come rimarcano la Regione Emilia-Romagna e i sindacati.




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EMILIA-ROMAGNA: L'economia rallenta e la produzione cala di oltre il 3%

Bilancio negativo nel primo trimestre del 2024 per l'industria manifatturiera in Emilia-Romagna. Unioncamere e Confindustria, insieme a Intesa San Paolo, hanno presentato la consueta indagine congiunturale a Bologna L'industria e quindi anche l'economia regionale rallenta. Fra gennaio e marzo le piccole e medie imprese hanno diminuito la produzione del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il fatturato si è contratto del 3,5%. E' quanto emerge dall'Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera dell’Emilia-Romagna realizzata in collaborazione tra Unioncamere e Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo e presentata a Bologna. Gli ordini complessivi calano del 2.1%. Soffrono soprattutto le piccole imprese che impiegano fino a nove dipendenti, per le quali mediamente la produzione diminuisce del 4,7% ma, contrariamente a quanto avvenuto nel 2023, rallenta anche la produzione delle imprese medio grandi, scesa del 2,8%. Le ore di cassa integrazione sono aumentate del 69%, a conferma dell'atteggiamento di prudenza e preoccupazione delle aziende. "Per un’economia così competitiva nel mondo come quella della nostra regione - ha commentato Valerio Veronesi, presidente Unioncamere Bologna -, i primi mesi dell’anno hanno registrato, in quasi tutti i settori, il rallentamento nel 2023 dei mercati internazionali. L’impatto è stato più importante per le imprese di piccola dimensione. La consapevolezza degli imprenditori sugli scenari della nuova globalizzazione va affiancata con politiche per favorire la crescita dimensionale e l’investimento in innovazione. "Rallenta il ritmo di espansione dell’economia - ha spiegato Alessandro Malvolti, delegato Confindustria Emilia-Romagna per l’internazionalizzazione -. L’industria regionale resta solida in un contesto molto incerto, in attesa di una ripresa della domanda mondiale, del rientro dell’inflazione e una discesa dei tassi di interesse. Occorre accelerare il piano 'Transizione 5.0' per dare una spinta agli investimenti". "I prestiti all’industria hanno tenuto meglio che nel resto d’Italia, riducendosi in misura minore e mostrando un assestamento del trend. I depositi delle imprese sono tornati in crescita e resta alto il grado di liquidità, a conferma del rafforzamento finanziario conseguito nel tempo" ha sottolineato, infine, Alessandra Florio, direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo.